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Oggi parliamo di Corrado Grabbi detto Ciccio. Attaccante rapido in grado di giocare sia da prima che da seconda punta, fece parlare molto bene di se grazie alla stagione 1999-2000 con la Ternana, squadra con la quale realizzò 20 gol in Serie B. Il nostro è un omaggio ad un giocatore che magari avrebbe potuto raccogliere di più in carriera se non si fosse imbattuto nella famigerata GEA World di Moggi e figlio. Andiamo con ordine: Grabbi, torinese classe 1975, dà i primi calci al pallone nelle giovanili della Juventus, e proprio come suo nonno Giuseppe 70 anni prima arriva in prima squadra esordendo con gol nel dicembre ’94 in Serie A, nel 4-3 in trasferta contro la Lazio. Al termine della stagione vince lo scudetto con i bianconeri, dopodiché la sua carriera si svolgerà lontano dal “Delle Alpi”.

IL MIO VIAGGIO IN ITALIA

Lucchese per qualche mese, poi Chievo in Serie B, e nel 1996 va al Modena dove con 30 reti in 58 partite stuzzica l’interesse dell’ambiziosa Ternana. Difatti gli umbri lo comprano ben convinti che si tratti di un buon investimento, ma purtroppo Grabbi starà fuori per molti mesi a causa di un infortunio ad un piede. Dopo un prestito al Ravenna giunge il riscatto in maglia rossoverde la stagione successiva, dove assieme ad un giovanissimo Fabrizio Miccoli e ad un altro idolo del “Liberati”, Massimo Borgobello, la Ternana sfiora la promozione in Serie A. Tutto si infrange quando la squadra, lanciatissima in classifica, incrocia la strada dell’arbitro Farina di Novi Ligure in un match contro il Torino…fra gol annullati, rigori non dati e proteste a non finire in quella partita i granata lasceranno da vincitori Terni tra le ire dei tifosi locali.

CORRADO GRABBI, WHO’S?

Grabbi tenta poi l’avventura in Inghilterra, precisamente al Blackburn, che pochi anni primi aveva vinto la Premier League trascinato da uno strepitoso Alan Shearer. Ma ll nostro eroe non ripercorre minimamente quel sentiero e con un solo gol all’attivo torna presto in Italia, al Messina, dove un po’ rinasce…ritorna quindi al Blackburn per un biennio facendo solo panchina come il nonno al parco, e quindi nel 2004 rientra definitivamente in Italia, all’Ancona, migliorando di pochissimo il bottino di presenze, appena 7.

Il limite più grande di Grabbi è stato la fragilità fisica, è per questo che non si è espresso ad un livello migliore, ma nonostante questo tutti lo ricordano come un giocatore tecnicamente ben dotato. Infatti al Genoa nel 2005 in Serie B fa vedere buone cose, gli stop fisici però continuano a tormentarlo e decide di smettere col calcio, salvo poi ritornare sui propri passi grazie alla vicinanza dei tifosi e della società ligure che lo convincono a non mollare…per altri due anni è al Grifone, poi passa all’Arezzo senza lasciare traccee anzi, rescindendo e chiudendo la carriera nella Serie B svizzera al Bellinzona.

IERI, MOGGI E DOMANI

Ci si ricorda di Grabbi per essere stato una delle tante vittime della losca GEA World, società di management calcistico con a capo indovinate chi? Bravi, loro, Lucianone e Alessandrino Moggi. Gli unici condannati nel processo del 2006 che ha rappresentato una costola di Calciopoli e che ha visto imputata la loro società con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’illecita concorrenza. La GEA è stata sciolta poco dopo, prima della fine del processo nel 2008 con la quale fu scagionata (chissà come), solo Moggi padre e figlio furono condannati per violenza privata.

Significativo il colloquio avuto dallo stesso Grabbi con Alessandro Moggi dopo che il giocatore rifiutò il trasferimento al Prato nel 1997. “Dovresti giocare nel giardino di casa tua”, le parole del Moggetto Jr. Che, aperta parentesi, qualche annetto fa ebbe un bel due di picche dalla prorompente Ilaria D’Amico…ci piace ricordarlo così, il moggetto. Grabbi invece è tornato alla Juventus come allenatore dei Pulcini, poi degli Esordienti ed attualmente della squadra Primavera. E riguardando quanto fatto in carriera tutto sommato può dirsi soddisfatto. Solo la sfortuna e certe persone gli hanno precluso scenari calcistici più importanti.

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