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san paolo

Si sa il popolo napoletano è sempre stato pieno di inventiva, di fantasia e di capacità. È storicamente provato che Napoli e il suo popolo hanno sempre avuto una marcia in più nello gestire situazioni complicate, nel trovare una soluzione anche in problematiche irrisolvibili o di essere capaci di arrivare a quella idea geniale che permettesse di sopravvivere, di riuscire a svoltare.

Ne sono testimonianza i tanti napoletani che hanno fatto fortuna all’estero con la loro voglia e la loro intelligenza, i tanti striscioni o le tante scritte che fanno ridere tutta Italia e che sono opera di tifosi, gente comune o semplicemente ragazzi goliardici, e anche la cultura popolare del resto il detto  “O napulitane se fa sicco ma nu more” – “Il Napoletano diventa magro ma non muore” è emblematico e racchiude tutta la capacità di cavarsela sempre in ogni situazione, anche la più difficile con creatività, genio, furbizia, e a volte anche con il ricorso agli spiriti antenati.

Napoli è così e non mi ha meravigliato leggere, da napoletano orgoglioso e legato alla tua terra, la vicenda dello stadio San Paolo trasformato in alcova per le coppiette! 🙂

Proprio così, fino a qualche mese fa una notte d’amore nello stadio San Paolo era
possibile. Così anche immortalare attraverso un set fotografico la propria presenza sull’erbetta calpestata da Cavani e compagni, bastava poco, 20 euro o 40-50 euro se i soggetti erano sposi o pronti per la comunione.
Tutto nasce dagli intraprendenti manutentori di una coop dello stadio cittadino, con l’aiuto di qualche addetto della Napoliservizi.
Questo modo “alternativo” di guadagnare e lucrare è nato oltre un anno fa quando qualche fotografo aveva pensato bene di chiedere ai custodi dello stadio la possibilità di utilizzare il campo come possibile set per le riprese. Poi da lì è stato facile approntare un tariffario e permettere anche ad alcune coppie di fermarsi nei sotteranei e consumare un’improvvisa passione!
La vicenda è stata scoperta fortuitamente dall’assessore allo Sport Pina Tomasiello, alla quale fu chiesta una “raccomandazione” per facilitare la possibilità di realizzare il servizio fotografico.
Ovviamente la vicenda ora è in mano alla Procura per l’evidente reato di truffa e sia il Comune di Napoli che la società Calcio Napoli che erano all’oscuro di tutto, non hanno responsabilità e non vanno incontro a rischi.