Home Interviste esclusive. Una birra con... Jacopo Ghirardon, 3000 km per amore di una maglia

Jacopo Ghirardon, 3000 km per amore di una maglia

Questa non è una storia come le altre, non parla di grandi squadre o di grandi calciatori,  questa storia è particolare, ha quel qualcosa di romantico che tanti tifosi o semplici appassionati di calcio hanno dimenticato.  ha scoperto questa storia per pure caso e ha avuto la possibilità di intervistare in esclusiva il protagonista di questa entusiasmante avventura all’insegna dello sport, della cultura, dei valori e delle tradizioni.

Partiamo!….Jacopo è un semplice ragazzo come tanti che è stato catapultato con sua grande sorpresa nelle pagine di tabloid e riviste inglesi semplicemente per la sua fede calcistica…è una storia che vi invitiamo a leggere, che vi farà divertire e che vi farà scoprire un ragazzo d’oro che partito dalla provincia di Venezia ha attirato su di sé l’attenzione di migliaia e migliaia di persone.

Ma cosa ha di speciale Jacopo?

Jacopo è un tifoso del Truro City F.C. che gioca in Conference South, sesta serie inglese, e la sua passione per quel calcio genuino che gli ha insegnato suo padre, lo ha portato a compiere 21 ore di viaggio per vedere la sua squadra del cuore.

Questa è la storia di un semplice ragazzo come tanti, clodiense orgoglioso, che deluso dal calcio italiano è divenuto, senza volerlo, il simbolo della controtendenza, del calcio minore, quello vero, quello sudato, quello dei campetti di periferia, quello che senti dentro e che ti fa sentire vivo, quello che ti fa credere che lo sport sia ancora un sano divertimento e uno scrigno di sogni e di speranze.

Ciao Jacopo, allora iniziamo con una domanda forte, ti rendi conto di essere diventato famoso per una semplice passione calcistica? 

Famoso?? Non esageriamo! In realtà è stato tutto molto casuale, in Inghilterra sono stato intervistato quasi per caso dal The Guardian, dal Daily Star, da Fourfourtwo e da altre riviste perché interessati alla mia storia particolare; detto ciò, sì, è successo che la gente mi contatti su Facebook e su Twitter, soprattutto inglesi ovviamente, mi fanno i complimenti e mi scrivono ma io non mi sento affatto famoso.

Te lo aspettavi?

In realtà no, semplicemente due giorni prima per andare a Dover contattai il ragazzo che gestisce l’account ufficiale Twitter del Truro City per dirgli che arrivavo e per organizzarci prima del match e prenderci una birra insieme, l’account di Blue Square (Sponsor del campionato che affronta il Truro) vide il tweet e mi chiese se fosse vero che venissi dall’Italia semplicemente per vedere la partita di una squadra di sesta categoria inglese e da lì ha chiesto il mio contatto e mi ha intervistato! Poi attraverso il suo contatto, e il suo “scoop” altri giornalisti mi hanno intervistato una volta arrivato a Dover; ad esempio il Non-League Paper nella famosa pagina 17 e soprattutto una rivista che raccoglie tutte le notizie e le storie più importanti della Cornovaglia, il West Briton, e infine in Italia sulla “Nuova di Venezia e Mestre”

Tu in realtà non hai sempre tifato Truro…giusto?

La mia città aveva una squadra nata nel 1971 dalla fusione di Clodia che era la squadra di Chioggia (fondata nel 1919) e Sottomarina frazione balneare di Chioggia (nata nel 1959) e nei primi anni di vita siamo riusciti a scalare le categorie, addirittura nel 75-76 a sfiorare la promozione in B: un orgoglio per la nostra città.

Poi come spesso accade alle squadre minori c’è stato un lento declino fino alla prima categoria nel 1995, negli anni successivi una leggera ma intensa risalita condita dalla conquista della Coppa Regionale di Eccellenza, 6mila persone a tifare il Clodia, un’emozione unica, indescrivibile, anche se ero troppo piccolo e non l’ho potuta vivere in prima persona!

Abbiamo sempre avuto una tifoseria molto calda e pronta a partecipare, poi nella nostra storia recente abbiamo affrontato squadre importanti, piazze che hanno visto la A come il Venezia e il Pisa o la B come il Gubbio. Vedendo queste categorie ho sempre sofferto . In Italia ho sempre avuto diffidenza verso la serie A, non mi piacciono le piazze che mediaticamente sono supportate ma non corrispondono ai valori veri del tifo.

Nel 2010/2011 la mia squadra è fallita, ed è stata fondata una squadra che poi si è impossessata dei simboli, dei colori e ha modificato il nome della mia passione, solo per attirare gente, la squadra è la Clodiense. Lì mi sono sentito derubato, ferito e schifato. Una storia, una tradizione, una passione svenduta e acquistata dal primo speculatore per aumentare il tifo, fortunatamente questa mossa avventata non ha fatto altro che rappresentare un boomerang per la Clodiense, infatti i tifosi sono rimasti gli stessi, anzi sono addirittura calati e facendo ciò il presidente si è inimicato un’intera piazza.

Lì, hai capito che il sistema calcio in Italia non era all’altezza?

Sì in effetti quella è stata la goccia. Vedere piazze gloriose costrette a ripartire, fideiussioni aumentare senza motivo, un sistema che vive sulle televisioni e sulle quelle 4-5 squadre non è calcio, non è il vero calcio. Ogni squadra ha problemi, per certi versi Monti aveva ragione a voler sospendere il calcio perchè qui il calcio non esiste, non esiste un sistema sano e ben strutturato. Basta leggere i quotidiani sportivi più importanti come Gazzetta o Tuttosport parlano sempre e solo di mercato, o sempre dei “soliti noti”.

Mentre il calcio inglese cosa offre di diverso? Cosa ti ha colpito?

Il calcio inglese lo seguo da sempre però sto iniziando a cambiare opinione, noti e vedi che tutto sommato tra grandi squadre italiane e inglesi la differenza sta diminuendo semre più ma dietro, soprattutto nelle serie inferiori ci sono storie più interessanti e romantiche

Ricordo la partita di Coppa d’Inghilterra tra Liverpool e Havant & Waterlooville (Havant che gioca nel girone del Truro), una piazza di 500 persone di media che porta tutta la città (vicina a Portsmouth) ad Anfield a supportare la propria squadra di Eccellenza! E poi Blyth vs Blackburn finita 0 a 1, vedevi questo stadio simile al vecchio subbuteo dove era impegnata una grande della Premier League, con gente accalcata in piedi a seguire la partita e a tifare orgogliosamente la propria “piccola” formazione. Tutto ciò non può che affascinarti e lì che è nato tutto. Mi sono appassionato al calcio minore, quello della 4a -5a serie , della non league, e poi ho conosciuto il Truro.

Ecco il Truro City F.C. ..perchè proprio questa scelta? 

Premetto che ho avuto sempre la passione per la cultura britannica e celtica. Sono stato prima in Irlanda e poi Scozia, però sempre in provincia, perchè lì c’è la tradizione e puoi realmente capire il loro modo di vivere, i loro valori e la loro cultura. Vivendo queste esperienze ho potuto notare come in Scozia ci fossero il Celtic, l’Hibernian o i Rangers in pratica tradizioni calcistiche storiche e importanti, l’Irlanda ha la nazionale, a livello di club ha comunque storie particolari, poco conosciute ma hanno molto da dire, il Galles anche, e mancava la Cornovaglia, l’unica “Repubblica Celtica” tuttora aderente all’Inghilterra, non aveva una squadra dalla grande tradizione.

La Cornovaglia è regione di stampo e cultura  simile a quella bretone, regione dove ci sono città con squadre in Ligue 1, come Rennes e  Lorient,  mentre la Cornovaglia aveva il piccolo Truro! Analizzando la storia, la tradizione, le 5 promozioni in 6 anni e tutto ciò che rendeva Truro speciale ho deciso che quella sarebbe stata la mia squadra. In particolare fui attratto dal primo torneo vinto a Wembley: la Fa Vase  ( una coppa d’Inghilterra dalla nona serie in giù), fu il primo trofeo vinto da una squadra nel nuovo stadio di Wembley e ad assistere a quella partita ci furono 37mila persone!!!! Per una squadra di Western First Division c’erano quasi 40mila persone, roba che in Italia te le sogni!

E come hai fatto poi a seguire costantemente la tua nuova squadra?

Già dal 2010/2011 ho iniziato ad appassionarmi sempre di più e la prima partita sentita in radio è stata contro il Salisbury vinta dal Truro 0 a 6 in trasferta, vittoria fondamentale per la promozione in Conference South, poi fallendo l’Union Clodia Sottomarina e vista la passione per il Truro, al posto di provare simpatia per altre squadre italiane, mi sono legato al Truro, squadra che mi appassionava e che seguivo sempre di più. Poi è inglese, amo quella terra così particolare e quindi inconsapevolmente ero già tifoso del Truro 🙂

Ma trovi similitudini con la squadra del tuo paese? 

Con il Chioggia non trovo similitudini, giocano ora in categoria simili, ma lì è molto più livellato il campionato, decisamente superiore, poi c’è più agonismo, forse la tecnica è un filino minore ma appunto l’agonismo, la forza, la gente che segue e ci crede compensano tutte le lacune tecniche. Lì il calcio è vero, non esistono settori ospiti, le tifoserie cambiano posto al cambio di campo! Io ho frequentato anche l’ambiente ultras italiano e vedi nette differenze sull’approccio alla partita, c’è un modo diversodi vivere la partita, ti vedi con gli altri tifosi al pub (ovviamente se non sono rivali) si canta, si ride, si beve insieme, si cantano sfottò goliardici, insomma a me è sempre piaciuto andare allo stadio, cantare e sentirmi partecipe di una squadra e lì ho trovato ciò che cercavo.

Capisco, del resto sei talmente entrato nei cuori degli altri tifosi del Truro che hai conosciuto i giocatori! 

Sì! A Novembre sono andato a Truro con mio padre a vedere la partita contro il Tonbridge e abbiamo vinto 2 a 0. È stata la mia prima partita vista in Inghilterra e lì mi sono innamorato completamente, uno stadio molto particolare, vecchiotto però molto affascinante. Vedi i giocatori che mettono l’anima, i tifosi che cantano..insomma è stato un amore a prima vista. Precedentemente tramite i forum e facebook già avevo contattato i tifosi e mi avevano invitato ad andare in trasferta, ovviamente ho accettato senza riserve. Sono andato a Dover a febbraio in trasferta in treno (l’interrail se sei uno studente ti consente di risparmiare) ho fatto in un giorno Venezia – Parigi, Parigi-Calais e poi a Calais traghetto per Dover

Finita la partita i giocatori che già conoscevo tramite twitter mi hanno fatto una grandissima sorpresa, il capitano della squadra Jake Ash e l’allenatore Lee Hodges mi hanno regalato una maglietta con tutte le firme dei giocatori per premiare il mio viaggio e il mio attaccamento, è stato bellissimo.

Hai altre trasferte in programma? Tornerai a Truro il prossimo anno?

Sicuramente ho in programma di andare ad Ottobre nel caso venga promosso, ormai sono  in contatto anche con il TISA (TRURO INDIPENDENCE SUPPORTER ASSOCIATION) un gruppo indipendente di tifosi del Truro che ha un seguito molto forte. La caratteristica peculiare è che i colori della tifoseria sono rossoneri differenti da quelli della squadra che sono bianconeri e oro. I colori storici del Truro sono rossoneri, infatti nel 1889 anno della fondazione i colori erano quelli, poi negli anni 50 per omaggio al Duca di Cornovaglia e per rappresentare l’intera regione i colori sono diventati quelli attuali ma la tifoseria è legata alla storia e quindi i vecchi colori sono tuttora quelli ufficiali per la tifoseria.

 

Questa tua storia riconcilia la gente al calcio, è motivo d’orgoglio e di speranza sapere che ci sono ragazzi di 19 anni come te che sono legati alla tradizione e che non seguono le mode del momento. Sei talmente in controtendenza che intanto hai incominciato a specializzarti e ad analizzare e seguire gli eventi calcistici più disparati.

In effetti! Il vero calcio si trova lì, il calcio non è sapere quanto è forte Messi, o Cristiano Ronaldo, io sono sempre alla ricerca di storie che incarnassero i veri valori dello sport! E non necessariamente nel Regno Unito! Ecco in Francia ho visto che nella Coppa Nazionale partecipano anche i clubs delle colonie francesi e mi ha colpito subito il fatto che al turno precedente all’ingresso delle squadre di Ligue 1, si affrontassero Tefana (squadra di Tahiti) e Red Star di Parigi che è diventato un po’ il simbolo della Parigi multirazziale, quella delle banlieue per intenderci. Ha vinto la Red Star ma la curiosità e la bellezza di questa partita è che si andasse in Polinesia per una partita di calcio di una coppa nazionale francese!!! 🙂

E poi ho visto Tahiti vincere a livello nazionale , anche perchè non sono malaccio, sono nel girone della Nuova Zelanda, unica imbattuta ai Mondiali del 2010.

Veramente?

Eh sì! La Nuova Zelanda è uscita realizzando 3 pareggi. La Spagna ha vinto il Mondiale ma perse la prima partita del torneo battuta dalla Svizzera!

Questa è la storia di Jacopo Ghirardon, ed è stato un piacere per noi poterla condividere con tutti i nostri visitatori. Jacopo ci ha promesso di collaborare con maidirecalcio con le sue storie, i suoi aneddoti e i suoi racconti sulle particolarità del calcio cosiddetto “minore”, quelli che tutti snobbano ma che rappresenta realmente lo spirito di uno sport che è cambiato, si è aggiornato, si è evoluto e che forse per certi versi ha perso il suo vero fascino e la sua vera collocazione: essere in grado di rappresentare lo spirito di squadra, il rispetto, la tolleranza e la partecipazione.

Si ringrazia per l’intervista oltre a Jacopo anche il forum di rulebritannia!

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Classe '85 fondatore e direttore editoriale di MaiDireCalcio (ora Contrataque), SEO, copywriter e content manager per passione. Laurea in Economia, giornalista pubblicista, baggista e folle appassionato del Crystal Palace.