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Grazie al forum RuleBritannia e soprattutto al nostro Jacopo Ghirardon, autore del pezzo, andiamo a conoscere la Storia del Galway United, squadra che ha cessato di esistere in questo inverno e sta cercando di rinascere partendo dal basso, dai propri tifosi, affrontando tutta una serie di peripezie, dando uno sguardo appunto agli sviluppi futuri.

Galway è una città di 75.000 abitanti circa, capoluogo della omonima provincia e unica City del Connacht, la regione a cui appartiene. Venne fondata in epoca medievale , attorno al forte Dún Bhun na Gaillimhe (Gaillimh è il nome in Gaelico della città), e fin da subito si caratterizzò per la cultura celtica e per il linguaggio, il Gaelico, che era ampiamenteil più usato nella città, anche dopo la conquista da parte dei Normanni prima e degli Inglesi poi, che non vennero mai accettati però di buon grado dalla popolazione. Nel 1400 la città era retta in maniera oligarchica da 14 famiglie, conosciute come Tribes of Galway: da qui il nickname particolare della squadra di calcio del Galway United, appunto Tribesmen, in onore delle 14 tribù che governavano la città in uno dei momenti di massimo splendore: per la posizione infatti sull’Atlantico Galway sarà un importante centro commerciale, specie per Francesi e Spagnoli: secondo una leggenda Cristoforo Colombo fece una breve fermata per rifornirsiproprio a Galway prima di cominciare l’attraversata che lo porterà nelle Americhe.

Nel 1651 la città si ribellò all’invasione Inglese di Cromwell, e cadde dopo 9 mesi di strenua resistenza, cominciando un lungo periodo di declino concluso solo con l’indipendenza Irlandese nel 1922, quando Galway tornerà ad essere un porto di prima importanza. La lingua gaelica non verrà mai abbandonata, e anche se attualmente l’Inglese è la lingua più parlata e principale, Galway è la capitale del così detto Gaeltacht, ossia le oasi linguistiche dove il Gaelico è ancora conosciuto e parlato dalla maggior parte della popolazione. Proprioa Galway hanno sede la Údarás na Gaeltachta, ossia l’organo che controlla la diffusione e la grammatica della lingua gaelica, Raidió na Gaeltachta , ossia la principale radio nazionale sono in lingua Gaelica e Teilifís na Gaeilge, conosciuta anche come TG4, ossia la TV in Gaelico.

I primi passi del calcio a Galway

Come abbiamo visto, la rinascita della città di Galway avviene con la fine del dominio Britannico e la nascita della Repubblica d’Irlanda. La prima squadra da calcio di Galway furono i Galway Rovers, fondati nel 1937 nel quartiere Claddagh, quartiere pittoresco dove il fiume Corrib sfocia nella Galway Bay e quindi nell’Oceano Atlantico. La squadra partecipò per i primi 40 anni della propria storia a competizioni amatoriali e giovanili, finchè nel 1976, visto gli ottimi risultati tra cui la vittoria della FAI Youth Cup, venne invitata a partecipare alla League Cup, gettando le basi per la trasformazione a tutti gli effetti della squadra a livello Senior. Nel 1977 la squadra esordì nella League of Ireland, ospitando al Terryland Park, storico stadio della città (che approfondirò nell’apposita sezione) il St.Patrick’s Athletic. Nei primi anni la squadra fece fatica ad ottenere risultati di rilievo, ma comunque evitò sempre la retrocessione. Nel 1981 il Galway Rovers ottenne la prima finale a livello Senior, perdendo ai rigori contro il Dundalk. A fine anno la squadra, assorbendo il settore giovanile di due squadre amatoriali del luogo, cambiò nome in Galway United.

L’era del Galway United

La squadra, con il cambio di nome, cambiò anche marcia, ottenendo risultati di rilievo a livello nazionale e non solo. Nel 1985, primo anno dalla fondazione della League of Ireland, la squadra arrivò sesta in campionato, e soprattutto arrivò in finale di FAI Cup: anche in questo caso il Galway perse, per 1-0, contro lo Shamrock Rovers, che però avevano già vinto il campionato, permettendo dunque al Galway la prima storica qualificazione in Coppa delle Coppe. Il Galway si presentò ai nastri di partenza della competizione Europea con minime speranze di qualificazione, ma dopo la sconfitta nel primo turno per 0-1 a Copenaghen contro il Lyngby, le speranze aumentarono a dismisura: fu necessario trasferirsi da Terryaland park allo Sportsground, stadio del Rugny (dove gioca la squadra del Connacht) da 10.000 posti che furono tutti esauriti in breve tempo. Nonostante tanto entusiasmo, il Galway sfiorò solo l’impresa, perdendo 2-3. La stagione 85-86 però sarà ricordata dai tifosi del Galway anche per lo splendido testa a testa, sempre contro lo Shamrock Rovers, per la vittoria del campionato: le squadra arrivarono allo scontro diretto al Terryland con gli stessi unti a 3 giornate dalla fine. Ancora una volta vinsero i Rovers, che poi non avrebbero avuto difficoltà nelle altre due gare vincendo il loro quarto titolo consecutivo. Il Galway arrivò secondo, con la consapevolezza di essersela giocata alla pari con una squadra che ha scritto la storia del calcio Irlandese. La stagione successiva il Galway vincerà il primo titolo, ossia la League Cup, battendo il Dundalk, trovando cosi la rivincita dopo 5 anni dalla prima finale persa. Con il piazzamento dell’anno prima il Galway United partecipò alla Coppa Uefa, dove affrontarono gli Olandesi del Groningen, troppo forti per i Tribesmen, che persero 1-5 in Olanda e 1-3 in casa. La squadra nei successivi 5 anni non ottenne grossi risultati, consolidandosi al centro della League of Ireland, trovando però il risultato migliore della ropria storia nel 1991, quando batterono in una storica finale di FAI Cup lo Shamrock Rovers, con un goal di Johnny Glynn che vendicò, anche in questo caso a 5 anni di distanza, la doppia beffa subita dai Rovers stessi. La stagione successiva lo United giocò in Europa, contro i Danesi dell’Odense, che vinsero 0-3 a Galway e 0-4 in casa. La stagione però sarà soprattutto quella della prima retrocessione in First Division della storia. Tornerà ad allenare lo storico allenatore Tony Mannion che riporterà la squadra in Premier al primo tentativo. Nel 1994 Terryland Park venne ammodernato, e la partita contro il Cork, la prima giocata in notturna, attirò 7000 spettatori, record per la squadra delle 14 tribù. Gli anni a cavallo del 2000 segnarono il Galway come squadra yo-yo, alternando promozioni in Premier a retrocessioni in First, trend terminato con la retrocessione del 2002 sempre con Mannion alla guida.Nel 1997 la squadra vincerà la sua seconda League Cup battendo 2-1 il Cork. Nel 1999 e nel 2000 il Galway arrivò in semifinale di FAI Cup, perdendo da Finn Harps e Shelbourne. La squadra non riuscì a salire in Premier fino al 2006, quando ottenne la promozione con il terzo posto in classifica.

La lenta decaduta

Nel 2007 venne inaugurata a Terryland Park una nuova stand che portò la capienza “seated” a 2500 spettatori. I risultati sul campo però non corrispondevano alle aspettative, comunque la squadra si salvò. Nel 2008 venne affidata a Jeff Kenna, che come player-manager riuscì a salvare di nuovo la squadra nonstante le prime avvisagli di problemi economici: la squadra fu costretta a vendere Derek O’Brian, il prezzo pregiato della roas, per andare avanti e riuscire a salvarsi nell’ultima giornata. Nel 2009 la squadra arrivò penultima, ma evitò di giocare il playout salvezza grazie alle retrocessioni di Cork e Derry per motivi finanziari. Nick Leeson, il discusso presidente della squadra, già indagato negli anni precedenti per il fallimento di una nota banca, tagliò i fondi per la stagione 2010, mettendo a rischio la permanenza del Galway nella Premier, che però partecipò e si salvò senza grossi patemi. Nel 2011 la squadra confermò il lento declino, e dopo una partenza titubante venne messa in vendita dallo stesso Leeson nel pieno della stagione. Tutti i giocatori abbandonarono la squadra, e il Galway fu costretto a chiamare ragazzini per completare il campionato: arrivarono 22 sconfitte consecutive, tra cui gli umilianti 8-0 e 7-1 subiti dai rivali storici dello Sligo Rovers. Il pareggio contro il Dundalk per 2-2, che mise fine all’infame serie di sconfitte, fu celebrata con una spontanea pitch invasion dei tifosi del Galway, che continuarono a tifare e sostenere la squadra nonostante i risultati e la situazione economica a dir poco fallimentare. La squadra concluse il campionato con 6 punti, 1 vittoria, 3 pareggi e 32 sconfitte, segnando 20 goal e subendone 115. La squadra riuscì a finire il campionato, ma il fallimento era ormai imminente: nel Dicembre del 2011 venne dichiarata fallita, e il GUST (Supporters Trust del Galway United) si mise in moto per ottenere i diritti sportivi e storici del vecchio United, sullo schema dei FORAS del Cork che riuscirono a salvare la squadra prima e ad ottenere in un secondo momento pure i trofei e il patrimonio storico.

Il presente e il futuro

La Maroon Army si presenta nei primi mesi di gennaio alla FAI con il progetto di ristabilire la storia del Galway United, fondando una nuova squadra (Il GUST FC) che avrebbe partecipato alla First Division, assorbendo i colori e la storia del vecchio United in un secondo momento. Il 24 Gennaio avvenne la doccia gelata: la FAI negò la licenza al GUST, giustificando il fatto che il Trust non avesse sufficienti soldi per partecipare al campioanto. Per continuare la tradizione calcistica nella città, la FAI suggerì al Trust di unirsi con una delle altre due squadre della città, ossia al Mervue e al Salthill Devon, cosa che però venne ovviamente rifiutata dal GUST, che decise di concentrare le proprie forza per ottenere una licenza nel 2013 e partecipare dal prossimo alla rinnovata First Division, che dovrebbe riassorbire squadre storiche come il Cobh, il Kilkenny e il Carlow. Qua avvenne però una cosa inedita e clamorosa: il 26 gennaio il presidente del Salthill Devon, Pete Kelly, ottenne un accordo con la Federazione per cambiare il nome della squadra in SD Galway, cambiando i colori sociali da bianco-azzurro a Granata (i colori del Galway United) e giocando non al Drom Showgrounds, il loro stadio, ma al vecchio Terryland Park. Un colpo durissimo da digerire per tutti i tifosi del Galway United, che nonostante l’invito dello stesso Kelly e della FAI di supportare il Salthill (il calcio a Galway è ancora vivo, bisogna accettare i cambiamenti le frasi più gettonate), decisero di boicottare la squadra che attualmente ha medie di spettatori di circa 100 persone. La speranza, nonostante i rapporti non certo idilliaci tra Federazione e GUST, è quella di vedere di nuovo il vero Galway United, quello dei tifosi, quello della gente, di nuovo nei campi da calcio di tutta la nazione dal 2013, non quello camuffato che sta diventando la barzelletta di una nazione intera. Anche i tifosi delle altre squadre si sono schierate apertamente al ritorno del vecchio Galway United, una squadra storica che manca a tutto il movimento calcistico nazionale. Il GUST si è prefissato un ritorno alle origini, ponendo la sede sociale a Claddagh, là dove il calcio a Galway ebbe inizio nel 1937. La strada è ancora lunga, ma il Trust sta lavorando bene per cercare di ottenere il loro risultato. A fine anno dovrebbero esserci nuovi sviluppi, e una cosa è certa: tutti i tifosi del vero calcio sono con il Gust e con la città di Galway, che ha deciso di non mollare, di andare contro questo calcio moderno che, vendutosi al business, sta cancellando storia e tradizione!

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