Home News Pacchi dall’estero: Iván de la Peña, “il Piccolo Buddha” rimpianto della Lazio

Pacchi dall’estero: Iván de la Peña, “il Piccolo Buddha” rimpianto della Lazio

Lazio v Torino X

Arriva da Santander uno dei talenti “più meno” espressi del calcio anni ’90. Iván de la Peña, “Il Piccolo Buddha”, uno dei talenti del fantastico Barcellona di Ronaldo assieme ai vari Guardiola, Luis Enrique, Amunike, Giovanni. De la Peña era un giovanotto dalla testa rasata e dai piedi educatissimi, la vera mascotte della squadra assieme al già citato nigeriano Amuneke.

CHE PENA – Nato a Santander il 6 maggio 1976, el hombre pelado ha conquistato col Barça una Liga, due Coppe del Re, una Supercoppa spagnola, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa UEFA. Successivamente vincerà con quella dell’Espanyol una Coppa del Re nel 2006. Il suo passaggio alla Lazio nell’estate 1998 scatenò un giustificato entusiasmo nei tifosi, al pari di quanto capitato con la colonna del Valencia Gaizka Mendieta…poi le aspettative verranno ampiamente tradite, come ben tutti sappiamo. In biancoceleste arricchisce la propria bacheca con la Supercoppa Italiana conquistata ai danni della Juventus, poi il nulla, solo 14 presenze in campionato per lo più partendo dalla panchina.

SAPONE DI MARSIGLIA – Per lavar via le tracce di una stagione che definire anonima sarebbe fin troppo generoso il nostro eroe si trasferisce all’Olympique MArsiglia…ma anche in Provenza non va bene, peccato perché il talento c’è. Lasciato il Velodròme tra il sollievo dei tifosi marsigliesi ecco che de la Peña fa ritorno alla casa madre, di nuovo in blaugrana, di nuovo al Barcellona, ma la musica non cambia e tra questa stagione, la 2000-2001, e quella successiva il nostro eroe il campo non lo vede praticamente mai. Difatti in tre stagioni tra Marsiglia, Barça e Lazio de la Peña totalizza la “bruttezza” di 22 presenze (rispettivamente 12, 9 e 1) ovviamente quasi mai da titolare. La svolta della carriera la vive nel 2002, quando davvero ricomincia a giocare a calcio senza più alcuna difficoltà né a livello fisico che mentale come invece ce n’erano state in precedenza.

IL MINUSCOLO BUDDHA – La seconda squadra di Barcellona lo porta alla rinascita, ed agli inizi non fu facile per de la Peña indossare la casacca dei cugini poveri, anche per le reazioni sdegnate dei tifosi del Barcellona. Il tempo aggiusta tutto, ognuno per la sua strada e comunque de la Peña rifiorisce, restando dal 2002 al 2011 con i biancoblu, totalizzando 156 presenze e 8 gol, vedendosi ogni anno come fulcro del gioco e vincendo nel 2006 la Coppa del Re. La sua carriera è andata avanti con moderate soddisfazioni, sarebbe potuta andare anche meglio ma un campione è tale quando riconosce i propri limiti, e questo è il caso del Piccolo Buddha, che dopo aver smesso col calcio è rimasto in questo mondo in qualità di allenatore. Ha infatti rivestito il ruolo di secondo di Luis Enrique nella sfortunata esperienze del tecnico di Gijòn come allenatore della Roma…esperienza che durerà appena un mese, infatti il 12 agosto 2011 de la Peña rinuncia per motivi personali. In attesa dell’ennesima rinascita. Da notare come non sia praticamente mai cambiato nel tempo, sempre con la stessa espressione sorniona…sembra Zalayeta versione pelle chiara.

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