Steven Bradbury, dal tragico infortunio all’incredibile vittoria

Claudio Cafarelli
16/07/2012

Steven Bradbury, dal tragico infortunio all’incredibile vittoria

Steven Bradbury è il protagonista e vincitore involontario delle Olimpiadi Invernali 2002 di Salt Lake City nella specialità dello short-track. La storia di Steven forse la conoscono in molti, reso famoso da un video che circola su internet e commentato dalla Gialappa’s Band, vinse la medaglia d’oro dopo incredibili casualità e coincidenze al limite del surreale. Ma dietro questa vittoria abbastanza , per non dire assolutamente fortunata, c’è forse il destino.

Infatti la carriera di Steven Bradbury pareva destinata a buoni risultati, ma subito dopo i Giochi olimpici di Lillehammer 1994, subisce un gravissimo infortunio: in una prova dei 1500 m riporta una profonda ferita causata dalla lama di un pattino che raggiunge l’arteria femorale, perde 4 litri di sangue, rischia la morte e riesce a salvarsi solo dopo ben 111 punti di sutura e 18 mesi di riabilitazione, ovviamente un incidente del genere mina in modo irrimediabile la sua carriera, ma lui non molla.

L’ennesimo incidente e le Olimpiadi

Purtroppo nel 2000 proprio quando aveva trovato la forma migliore si frattura il collo ma tuttavia Steven decide di continuare, di essere più forte di tutto e tutti, forse sapeva cosa il destino gli stava riservando. Partecipa ai Giochi Olimpici Invernali di Salt Lake City ed è lì che tutti i suoi sforzi vengono premiati nella più incredibile delle gare. Steven vince, in maniera rocambolesca, assurda e totalmente inaspettata ma alla fine strappa l’oro alla stella statunitense Apolo Ohno e al canadese Marc Gagnon.

Tutti sono increduli. Bradbury si è qualificato alle semifinali solo per squalifiche degli altri avversari. La caduta di due altri pattinatori gli ha permesso di vincere dopo un’eliminazione di gruppo. Un’incredibile esclusione catena di tutti i concorrenti. Steven con passo lento è riuscito a tenersi lontano da tutti gli imprevisti di una gara del genere e spiegherà il suo successo con delle toccanti parole: “Non ero certamente il più veloce, ma non penso di aver vinto la medaglia col minuto e mezzo della gara. L’ho vinta dopo un decennio di calvario”. Immediatamente Bradbury conquista la simpatia di centinaia di tifosi e di tanti atleti che gareggiano alle Olimpiadi. In Australia nasce persino un modo di dire, “doing a Bradbury” (fare un Bradbury), per indicare un successo clamoroso e altamente insperato ma meritato.

https://www.facebook.com/gialappasband.official/videos/817051791738827/