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Olimpiadi al via, ed ecco per voi appositamente lo speciale “Un Uomo Un Perché” dedicato ai Cinque Cerchi. Vi parleremo della spericolata coppia Kenteris – Thánou, passati alla storia per non saper andare in moto…chi non ne sa nulla saprà alla fine. Tra l’altro già non sembrano sveglissimi a giudicare dalle foto.

Cominciamo con Konstadinos Kenteris, “Kostas”. Il longilineo atleta greco comincia a fare sport da bambino, come da prassi, specializzandosi presto nei 200 e nei 400 metri piani. Il primo vero importante evento sportivo arriva però tardi, nel 1999 con i Mondiali di Atletica Indoor dove Kenteris fa una magra figura uscendo nelle batterie di qualificazione dei 400. Ai Mondiali di Siviglia fa parlare di se quando nei 200 metri vince davanti al quotatissimo Maurice Green ma il suo torneo finisce lì a causa di un infortunio. Va meglio alle Olimpiadi di Sydney 2000 dove ottiene la medaglia d’oro sempre nei 200 metri piani, con quello che è stato considerato un trionfo inaspettato. Ed è un record, da venti anni un atleta bianco non faceva suo l’oro in questa disciplina, l’ultimo a riuscirci era stato il nostro Pietro Mennea. Tutto bellissimo direte voi…già, cosi sembra.

Vince anche i 200 nei Mondiali di Edmonton del 2001,e poi nel 2002 a Monaco conquista il titolo europeo. E giungono nel 2004 le Olimpiadi di Atene, un appuntamento storico, a 100 anni dalla prima competizione dei Cinque Cerchi nell’epoca moderna…le Olimpiadi in Grecia, lì dove tutto ha avuto inizio. E lì fu smascherato, assieme alla compagna di allenamenti Ekateríni Thánou. I due saltarono un test antidoping e si giustificarono affermando di aver avuto un incidente in moto proprio mentre si recavano ad espletarlo…ma guarda, che sfortuna, poveri…poi però un’inchiesta ufficiale appurò la verità, e cioè che si trattava di una messa in scena. Per i due imbroglioni si era trattato addirittura del terzo antidoping saltato, chissà se pure nelle precedenti occasioni era stata per colpa della poca destrezza con le due ruote.

Kenteris e Thanou decidono perciò di ritirarsi “per l’interesse del paese”…e già…fatto sta che la IAAF, la Federazione Internazionale di Atletica, appioppa loro una lunga squalifica, dalla quale vengono riabilitati nel giugno 2005 almeno per quanto riguarda la cieca e sorda Federazione Greca. Passa un anno e la Corte di Arbitrato per lo Sport di Losanna mette il timbro definitivo su una brutta storiaccia di doping e bugie, coi due che ammettono di aver violato le norme antidoping in relazione ai famosi tre test saltati a ridosso di Atene 2004. Da allora Kenteris e la Thanou possono tornare alle competizioni agonistiche, ma per fortuna di loro se ne sono quasi perse le tracce, decidendo deliberatamente di sparire. Inoltre ancora oggi devono affrontare un processo per false dichiarazioni fornite alle autorità greche, senza contare che forti dubbi permangono sull’onestà riguardo ai successi sportivi conseguiti in carriera. Morale della favola: siate onesti, sempre. O farete la fine di ‘sti due ‘mbecilli…

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