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Quest’oggi parliamo non tanto del calciatore quanto dell’uomo. E se l’uomo in questione è Stig Tøfting ce n’è di carne al fuoco. Cominciamo con alcuni cenni biografici e col riassunto della sua modesta carriera di giocatore. Tøfting, l’orcaccio danese con le sembianze di un culturista, nasce nella ridente cittadina danese di Hørning il 14 agosto 1969. Quello che lo contraddistingue è l’infanzia difficile, culminata all’età di 13 anni in un tragico episodio: l’omicidio-suicidio dei suoi genitori, col padre che ammazza la madre per poi porre fine alla sua stessa vita. Da allora il giovane Stig frequenta persone poco raccomandabili, entrando anche a far parte di una gang giovanile, gli “Hells” di Copenaghen, coi quali si dice che abbia rapinato una gioielleria ed il bottino sia giunto in Germania fuso in lingotti d’oro. Il suo impiego “legale” da ragazzo è quello di addetto agli elevatori, fino a quando non sfonda nel mondo del calcio entrando a far parte dell’Aarhus, con il quale entra nel professionismo nel 1989 dopo aver scalato il settore giovanile. Nel ’93 passa all’Amburgo, dal quale viene cacciato per aver criticato l’allenatore. Poi all’Odense…dal quale viene cacciato allo stesso modo per aver criticato l’allenatore. Nel ’95 eccolo di nuovo all’Aarhus, dal quale viene cacciato per aver criticato l’allenatore (…!). Nel 1997 ritorna in Germania restando per tre anni al Bochum, dopodiché è un revival: ancora Aarhus ed Amburgo. Nel 2002 arriva la chiamata del Bolton, una grande occasione per Tøfting che però svanisce per la sua ennesima bravata.

IL CARCERE E LE ELEZIONI QUASI VINTE – Gli episodi di eccentricità partono dal 1999, anno in cui Tøfting malmenò un giovane in una discoteca di Aarhus spedendolo al pronto soccorso con una prognosi di tre settimane, beccandosi per questo 20 giorni di carcere. L’anno dopo volle aprire un locale nel suo paese natale, scontrandosi però con la burocrazia locale e litigando con l’allora sindaco di Hørning, il quale gli negò la licenza per via delle sue losche conoscenze. Tøfting per tutta risposta si candidò per le elezioni successive ritrovandosi sul punto di stravincere, decidendo di ritirarsi solamente perché non gli interessava fare politica. E in seguito gli fu concessa la tanto sospirata licenza. In merito all’episodio Tøfting dichiarò: “Non dobbiamo farci schiacciare dai politici”, assurgendosi a paladino del popolo. Difatti nonostante le intemperanze ed i continui problemi con la legge Tøfting in Danimarca è un idolo. Nel suo locale permette poi di fumare, cosa espressamente vietata nei luoghi pubblici; per questo motivo paga 365 multe l’anno (366 nei bisestili). Nel 2003 c’è stato ancora una tragedia nella sua vita: la scomparsa a soli 22 giorni di suo figlio, stroncato da una meningite fulminante.

LE RISSE – Torniamo a ridere con la rissa che lo ha visto protagonista durante i Mondiali del 2002 con il compagno di nazionale Jesper Grønkjaer: durante l’allenamento Stig lanciò dei cubetti di ghiaccio contro Jesp, colpendolo in un occhio: quest’ultimo fece l’errore più grande della sua vita reagendo infastidito e per tutta risposta Tøfting lo conciò per le feste stendendolo e scaricandogli addosso  calci e pugni a non finire, impedendogli di scendere in campo per il match successivo. Ed al ritorno della Danimarca dalla rassegna iridata, con la squadra riunita a far festa in un locale di Copenaghen, ecco che strapazza il proprietario ed un cameriere, che gli avevano chiesto di abbassare il volume delle sue performance. A seguito dell’accaduto Tøfting si becca altri quattro mesi di carcere ed il suo contratto con il Bolton salta.

Prosegue quindi la carriera in Cina al Tianjin Teda, dove resta per sei mesi, per ritornare per l’ennesima volta all’Aarhus. Ed ancora viene allontanato per intemperanze dopo aver pestato alcuni compagni di squadra durante la festa di Natale, con tanto di canzoncine natalizie come sottofondo. Viene ingaggiato per un anno dall’Alemania Aachen nel 2005, infine nel 2006 chiude la sua carriera con il Randers, club del quale tutt’oggi è collaboratore tecnico (è il buttafuori dello stadio). Un’altra sua famosa spacconeria riguarda una scommessa fatta sul piazzamento della Danimarca ad Euro 2008: se la sua nazionale fosse arrivata tra le prime sei avrebbe pulito da solo il palazzetto dello sport del suo paese (di 35.000 posti). E sempre nello stesso anno si è dato al pugilato (avrebbe dovuto pensarci prima) partecipando ad un incontro contro l’ex cantante degli Aqua René Dif, avendo ovviamente la meglio. Da allora non si hanno più avuto notizie di Tøfting. Probabilmente avrà ammazzato il suo biografo…