Home Estero La rinascita del Niño Fernando Torres

La rinascita del Niño Fernando Torres

Torres
A volte ritornano. O rinascono.

E’ quello che sta accadendo, ad esempio, a Fernando Torres, sulla strada del pieno recupero più psicologico che fisico, dopo tre stagioni di buio. Strapagato dal Chelsea, il Niño ha subito la concorrenza spietata di Drogba, campione più consumato, esperto e decisivo fino a pochi mesi fa. Torres ha sofferto e aspettato in panchina.

Esperienza che, a suo dire, lo ha temprato e reso più maturo e forte.

Potendo riflettere, magari, anche su quel digiuno in Premier League che nella scorsa stagione è durato dal 24 settembre 2011 sino al 31 marzo 2012.

I primi segnali di risveglio si sono intravisti nel finale dello scorso anno, con gol al Camp Nou nella semifinale di ritorno a Barcellona e tripletta al Qpr cinque giorni più tardi. Quindi alti e bassi all’Europeo (tre gol, fra cui uno nel poker rifilato all’Italia nella finalissima), l’addio di Drogba ai blues e Torres che si riprende il posto da titolare nel Chelsea, anche grazie alla fiducia concessagli da Di Matteo.

Il resto è storia recente: tre gol nelle prime quattro partite ufficiali della stagione e la sensazione che il Niño sia davvero rinato. 84 reti in sei stagioni di Liga con l’Ateltico Madrid, 65 (in 102 gare di Premier) col Liverpool, prima della caduta verticale dopo il passaggio al Chelsea. Ad oggi siamo solo a 9 gol in 49 partite di Premier disputate coi blues, ma lo spagnolo vuole tornare quello continuo e decisivo che dal 2002 al 2010 è sempre andato in doppia cifra di gol in campionato (otto stagioni consecutive con 134 reti complessive). La carta d’identità segna 28 anni: l’età perfetta per una seconda e definitiva fioritura. Che potrebbe consacarlo come uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio.

Bentornato Niño…

Previous articleChi è Bruno Uvini, nuovo acquisto del Napoli
Next articleCampo di patate San Paolo