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baggio sciarpa

Stasera si gioca Juventus-Fiorentina ed è facile pensare subito a Roberto Baggio, a quella rivalità tra toscani e bianconeri cresciuta ancora di più nel 1990 quando per la prima volta in una competizione europea due squadre italiane si affrontarono in finale.

Roberto Baggio era presente in maglia viola e già sapeva che la stagione successiva sarebbe approdato a Torino. La gara di andata termina 3 a 1 per la Juventus con un arbitraggio contestato dai viola, il ritorno si gioca ad Avellino su campo neutro per la squalifica dell’Artemio Franchi e l’impresa ai viola non riesce, 0 a 0 e Coppa Uefa alla Juventus.

In estate arriva il trasferimento di Baggio che nella sua autobiografia racconta: “Io volevo rimanere a Firenze perché stavo bene a Firenze, ma non avevo nulla contro la Juventus”. “Non me ne sono andato: mi hanno mandato via. Pontello aveva già preso accordi con Agnelli, mi aveva venduto l’estate prima”. E Baggio, prima di passare alla Juve, le prova tutte per restare a Firenze. Un  incontro con Pontello per convincerlo e il presidente risponde che se fosse restato avrebbe messo su una squadra da retrocessione. Incontro con Cecchi Gori che stava per acquistare la società, ma il produttore cinematografico potrà acquistare la Fiorentina solo dopo la cessione di Robi (così decise il conte Pontello)

Baggio così va alla Juve: “Ho preso il triplo di quanto incassavo a Firenze, ma non mi è mai fregato niente”.

Gli inizi di Baggio alla Juve non sono facili. Alla presentazione ufficiale non indossa la sciarpa bianconera ma si limita a poggiarla su una sedia. “Un gesto non studiato, ma dettato dalla fretta e dalla ressa”.

Poi 2 dicembre 1990 la sfida a Torino contro la sua ex squadra:  “Quel giorno – ha raccontato nel libro – è nata mia figlia Valentina. Io volevo abbandonare la squadra, stare con Andreina. Ho giocato con la febbre, poi sono corso subito da lei”.

Il ritorno di Baggio a Firenze è rimasto nella storia. È il 6 aprile del 91, si gioca di sabato. Il ritiro della Juve a Coverciano è blindato, i vecchi amici di Robi lo vanno a trovare e sono preoccupati per il trattamento che i tifosi viola riserveranno al loro vecchio idolo. Racconta Baggio: “Ricordo la coreografia della Fiesole. Con dei cartoncini opportunamente disposti avevano riprodotto le figure dei monumenti di Firenze. Ero teso”. In quella partita Baggio non calciò il rigore assegnato alla squadra bianconera e si è parlato molto della sua scelta, che lo stesso giocatore ha spiegato così: “Il portiere viola Mareggini mi conosceva benissimo, ci eravamo allenati insieme per tanto tempo”.

Ma De Agostini calcia il rigore procurato dallo stesso Baggio e Mareggini para. La Fiorentina vince 1-0 con gol di Fuser.

A fine gara gara Robi raccoglie una sciarpa viola gettata in campo. “E’ stata una cosa naturale, quasi un commiato ad un pubblico che pur fischiandomi per tutta la partita, mi aveva voluto bene”. Ovviamente i tifosi della Juventus non furono contenti della scelta, ma Baggio non dimenticherà mai l’amore per i colori della Fiorentina, la prima squadra a proiettarlo sul palcoscenico internazionale, un amore d’altri tempi, una tifoseria che lo ha sempre apprezzato e difeso, a tal punto da organizzare una manifestazione e lunghe proteste prima del suo passaggio ai colori bianconeri, un legame forte che Robi non ha mai dimenticato.