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Icardi

Quando i media hanno annunciato l’acquisto da parte della Sampdoria di un canterano del Barcellona i più esperti conoscitori del calcio giovanile saranno sobbalzati dalla sedia per lo stupore nel sentire che il nuovo colpo blucerchiato risponde al nome di Mauro Emanuel Icardi Rivero Fonseca Nacimiento, classe 1993, gioiellino argentino considerato uno dei migliori prospetti del vivaio blaugrana.

A La Masia, il laboratorio dal quale vengono sfornati i talenti targati Barça, la scheda dell’attaccante rosarino spiccava per l’etichetta “Proyecto Messi” che gli era stata attribuita nel 2008, l’anno in cui i catalani sbaragliarono la concorrenza di altre big europee come Real Madrid (che cercò di portarlo nella capitale iberica già all’età di 12 anni) , Bayern Monaco, Manchester United, Liverpool e Arsenal, e di mezza Liga (Valencia,Sevilla, Espanyol, Deportivo La Coruña) assicurandosi le prestazioni dell’allora 15enne punta dell’Ud Vecindario, piccolo club delle Canarie, con il quale aveva messo a segno oltre 400 gol nelle varie squadre giovanili. Fu però la doppietta realizzata contro il Porto nella finale di un torneo giovanile di Las Palmas a convincere definitivamente gli emissari del Barcellona, con a capo Josep Boada, a sferrare l’assalto per il centravanti argentino ma di passaporto italiano, facendogli firmare un contratto lunghissimo, fino al 2014. Decisiva fu la mediazione dell’agente Fifa Abian Morano, che rese vano anche l’ultimo disperato assalto del Manchester City, che offrì anche un alloggio alla numerosa famiglia di Mauro e un lavoro al padre Juan Carlos.

Approdato in Spagna in tenera età a seguito del papà, macellaio costretto ad emigrare a causa della crisi economica che ha messo in ginocchio l’Argentina tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del decennio successivo, Mauro si era già messo in evidenza anche a Rosario, nella squadra del suo quartiere, il Sarratea, dove ha mosso i primissimi passi dimostrando di avere il gol nel sangue. L’arrivo a Barcellona per un ragazzo cresciuto con Lionel Messi come punto di riferimento è stato ovviamente il coronamento di un sogno e le aspettative su di lui erano altissime: basti pensare che l’Adidas (guarda caso lo stesso sponsor della Pulga) non esitò a proporgli un maxi-contratto di sponsorizzazione, scommettendo su un futuro da numero uno per il baby prodigio argentino, diventato negli anni uno dei volti della campagna pubblicitaria delle F50. Anche se ha caratteristiche fisiche e tecniche totalmente diverse, il paragone con Messi ha probabilmente condizionato finora la crescita di Icardi: troppa l’attenzione mediatica su un ragazzino ancora imberbe che, come raccontano le mura della Masia, sarebbe stato ‘scaricato’ dal Barcellona per motivi disciplinari, oltre che squisitamente tattici. Troppo tempo davanti ai microfoni, poca voglia di sudare e lottare per una maglia nella Juvenil A del Barça, dove l’anno scorso ha trovato poco spazio a causa della concorrenza di altri due talenti fulgidi come il ‘novello Eto’o’ Etock e Gerard Deulofeu, dopo aver invece stupito per l’impressionante continuità realizzativa nella Juvenil B.

La Sampdoria, che ha cominciato a seguire il ragazzo durante il Trofeo Costa di Mezzate-Memorial Alessandra Lenzi di giugno 2011 (vinto dal Barça con Icardi capocannoniere della manifestazione) ha colto la palla al balzo assicurandosi in ogni caso una delle migliori promesse del calcio europeo: a soli 18 anni Mauro ha già una struttura fisica importante (è alto 184 centimetri), ha grandi doti aeree ma dispone anche di un’ottima tecnica individuale. Potente e agile al tempo stesso, non ha mai nascosto di aver studiato i movimenti di due grandissimi bomber come Gabriel Batistuta e Samuel Eto’o. Un centravanti moderno, prestante ma di movimento, caratteristiche che permettono di individuare in Fernando Torres il più consono termine di paragone.
Al Barça hanno sempre preferito attaccanti con doti diverse, privilegiando i brevilinei come Pedro e Bojan, ma sul potenziale del giovane rosarino non ci sono dubbi, anche se probabilmente in Catalogna si aspettavano da lui maggiori progressi. La Samp può rappresentare il trampolino di lancio per una carriera da superstar ma tutto dipenderà dall’approccio di Mauro con la nuova realtà.

Certo il gol al derby della Lanterna proprio nella sua prima presenza da titolare è un buon lasciapassare per il futuro!

fonte generazioneditalenti.con  Simone Gambino

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