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Stadio-Olimpico-Torino

Ennesimo, ma paradossalmente scontatissimo colpo di scena nella vicenda legge sugli stadi. Proprio ieri Giancarlo Abete, presidente della Figc, intervenendo al convegno ‘Legge sugli stadi ultima chiamata’, in corso di svolgimento presso la ‘Sala d’Armi’ di Palazzo Vecchio a Firenze, ha dichiarato:

“La legge sugli stadi è al palo, salvo miracoli rimarrà una proposta. Questa è una storia italiana, da schiaffo del soldato. Oggi possiamo metterci una pietra sopra e nella prossima legislatura dovremo con impegno capire quali sono le priorita'”.

Ma alla fine questa famosa legge sugli stadi è realmente necessaria?

Cerco insieme a voi di fare il sunto della situazione con 3 punti cardine.

1) La legge, così come concepita, dovrebbe prevedere una corsia preferenziale per chi costruisce, con autorizzazioni rilasciate in tempi record e un incentivo statale da 20 milioni per coprire gli interessi da mutui societari.

2) In verità non c’è bisogno di alcuna legge costruita ad hoc per poter a suo volta costruire (scusate il gioco di parole).

3) Dopo Italia 90 è ancora giusto affidarsi a collaborazioni società-stato per la costruzione di mostri edilizi con conseguente circolo di bustarelle e impianti che crollano a pezzi? Questa legge non costerebbe un euro allo Stato, per Italia 90 sono stati spesi 3500 miliardi. 

Da che mondo è mondo chi ha i soldi costruisce, esempio pratico potrebbe essere la Juventus che trovato l’accordo con il Comune e poggiandosi su investitori privati è riuscita in tempo record a costruire un impianto avveniristico con relativa struttura commerciale; ma anche in questo caso le critiche si sono sprecate.

Il Comune di Torino ha infatti venduto il terreno alla Juve a prezzi completamente fuori mercato, circa 20 milioni per 99 anni così da ottenere l’affitto dell’area di 350 mila metri, in pratica 58 centesimi a mq2.

Nell’area dello Juventus Stadium è prevista anche una zona residenziale, proprio quell’aspetto che gli ambientalisti del Pd contestano, infatti l’elemento che lascia increduli è il vagare per oltre 3 anni in Parlamento del tanto voluto disegno di legge che dovrebbe regolare appunto la costruzione degli stadi di proprietà.

Colpa o non colpa a seconda delle posizioni, sono gli scontri interni al Pd (l’ennesimo) tra ambientalisti e non, infatti al Senato, il disegno di legge ha ricevuto 35 emendamenti, di cui 30 del Pd. Ai microfoni di Radiosei, Della Seta ha precisato: «Uno dei problemi principali del testo normativo è che non si capisce il motivo per cui uno stadio debba essere considerato opera di pubblica utilità e poi perché non viene spiegato il concetto di ‘complesso multifunzionale’ e non c’è una definizione più stringente di cubatura. Qui si rischia di fare più gli interessi di immobiliaristi che di presidenti di club calcistici». Sulla questione si era già espressa la sezione laziale di Legambiente, che ha pubblicato un dossier che denuncia le possibili speculazioni e i danni ambientali che club come Roma e Lazio potrebbero provocare con i rispettivi stadi di proprietà. Morale della favola? La legge è messa in soffitta, un po’ come succede quasi quotidianamente in Italia (v. riforma delle province)

Eppure, per dirimere la questione basterebbe attenersi alle vigenti normative europee: il gestore che ottiene l’utilizzo di un’area può utilizzarla come meglio crede, eccetto la parte residenziale. Per quella, subentra una società appaltatrice, oppure si passa dall’amministrazione cittadina cui pertiene l’area in gestione.

Intanto mentre si giochicchia in Parlamento, il nostro campionato è all’ultimo posto in Europa per affluenza degli stadi (parliamo dei 4 campionati più importanti) e all’unanimità i club della nostra serie A puntano agli introiti dei diritti tv non potendo avvalersi su uno stadio in grado di assicurare un profitto.

 

Ora la domanda nasce spontanea: è necessario fare una legge per gli stadi? I presidenti delle società (che per chi non lo sapesse hanno il caro vecchio danaro) non possono insieme a privati e lavorando d’intesa col Comune di competenza tirare su lo stadio coi relativi servizi commerciali, zona residenziale e chi più ne ha più ne metta senza avvalersi di leggi statali, soprattutto considerando che l’Italia ha bisogno di altri e ben più importanti attenzioni?

Ci affideremo a Sandro Giacobbo per rispondere a questa domanda esistenziale….