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mauro icardi

Sorprese, risultati impronosticabili e messaggi di battaglia. Il 2013 si è aperto nella maniera migliore possibile, riconsegnando al pubblico, almeno, un campionato. Il +5 della Juve sulla Lazio è ancora “tanta roba”, ma i primi scricchiolii bianconeri possono legittimamente ringalluzzire gli animi di chi insegue. La capolista ha perso una partita incredibile, evidenziando insoliti buchi difensivi ma soprattutto confermando che, quando manca la vera fame agonistica, questa Juve torna quasi normale. Conte, inoltre, comincia a doversi confrontare con assenze e infortuni (Chiellini, Marchisio, Pepe, Asamoah, Vucinic non al meglio), elementi che l’anno passato hanno lasciato tranquillo il tecnico leccese ed ora, nel momento caldo della stagione, rischiano di presentare un conto pesante. L’obiettivo dei bianconeri sarebbe quello di arrivare alla ripresa della Champions con un margine confortante sulle rivali in campionato, considerando anche un calendario morbido sulla carta ma sempre insidioso nei fatti, come confermato dal blitz della Sampdoria. Il condottiero Delio Rossi (fra i migliori sulla piazza) ha ottenuto il suo primo successo sulla panchina blucerchiata, cavalcando il pomeriggio da sogno di Mauro Icardi (19 anni e 3 gol in A, di cui uno nel derby e due alla Juve) e riportando la Samp a +4 sulla zona rossa.

E l’anti-Juve? E’ sempre la solita domanda, ma questa settimana, più di altre volte, la Lazio rafforza la sua candidatura. Contro il Cagliari è arrivato il 12esimo risultato utile consecutivo (considerando le tre competizioni) e le prossime gare sembrano aiutare i propositi della banda Petkovic (Atalanta, Palermo, Chievo e Genoa). Che ha dalla sua proprio il fattore-continuità: vocabolo sconosciuto soprattutto a Inter e Roma, capaci al contempo di imprese roboanti e di rovesci clamorosi, come l’ultimo dei giallorossi a Napoli. La squadra di Mazzarri (teoricamente seconda con la Lazio senza il -2 di penalizzazione) ha preso a schiaffi quella di Zeman, consacrando un’altra volta (ma ce n’era bisogno?) Edinson Cavani: 16 reti in 16 partite per il Matador, sempre a segno nelle ultime otto gare (con 11 gol).

Il vero problema, si fa per dire, è che nel giorno della caduta della Juventus solo Lazio e Napoli ne abbiano approfittato, considerando clamorosa anche la sconfitta interna della Fiorentina col Pescara, con gli abruzzesi giunti al terzo successo nelle ultime quattro partite.

Tre punti pesanti come un macigno quelli raccolti dal Genoa sul Bologna: il Grifone aveva vinto solo una delle ultime 14 gare, ma Delneri ha infilato il terzo risultato utile di fila, uscendo dalla zona retrocessione dopo alcune settimane. All’inferno restano invece Cagliari (sesto ko consecutivo e 2 punti nelle ultime 9), Palermo (1 punto nelle ultime 5) e Siena (5 sconfitte di fila), squadre che esigono pesanti rinforzi nel mercato invernale se non vogliono salutare la Serie A con largo anticipo.

Infine, ancora una volta, meriterebbe una statua il Parma di Roberto Donadoni, squadra che non viene presa in considerazione dalle luci dei riflettori ma che sta facendo un campionato straordinario. Contro il Palermo è arrivato il terzo successo in serie, che significa -1 dal Milan e -3 dalla Roma. E domenica arriva la Juve. Per i campioni in carica il cliente più scomodo nel momento più delicato…

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