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“Stanotte Napoli non dorme, aspetta il sì di Maradona”.

Fa venire i brividi il titolo della Gazzetta dello sport del 30 giugno 1984. E, soprattutto, fa capire quanto quel calcio che era un “giuoco” (la Federcalcio ancora oggi si chiama Federazione Italiana Giuoco Calcio) ora diventa un vero oppio dei popoli capace di spostare l’attenzione della gente da problemi quotidiani ad acquisti faraonici da parte delle società. E, a proposito di acquisti faraonici, non si può che ricordare proprio quello che ha portato il Pibe de oro a diventare il re incontrastato e leggendario di Napoli. “Napoli, Maradona è tuo”, “Maradona non si muove”: con il trasferimento del mito argentino cambia anche l’informazione. Arrivano le soffiate ai giornalisti da parte di informatori di vario genere e, soprattutto, si capisce che gli italiani vogliono sognare con il calcio e quindi li si aggiorna su ogni minima voce e ipotesi.

Il trasferimento di Diego Armando Maradona dal Barcellona al Napoli tiene banco per diverse settimane e alla fine si conclude con il tripudio dello stadio San Paolo di Napoli pieno in ogni ordine di posto per ammirare la presentazione della stella del calcio per eccellenza. Ben 13 miliardi di lire: questa è la cifra che Corrado Ferlaino deve sborsare per assicurarsi il campione argentino. Viene da sorridere se si pensa che un giocatore come Fabian Carini, portiere sudamericano passato negli anni Duemila dalla Juventus all’Inter nell’ambito dello scambio con il difensore Fabio Cannavaro, sarà poi valutato ben 8 milioni di euro pur valendo realmente forse un decimo di Maradona.

A far discutere negli anni Ottanta però non è stato soltanto il valore economico del trasferimento del talento argentino, ma anche il fatto che a metterlo a segno è stato lo stesso presidente, Corrado Ferlaino, che pochi anni prima aveva fatto gridare allo scandalo per l’ingaggio miliardario di Beppe Savoldi. Il Napoli è in quegli anni al centro di polemiche e bufere soprattutto di carattere morale: si discute sulla necessità di sborsare davvero così tanti soldi definendolo uno schiaffo alla moralità e a chi vive situazioni di indigenza.

Anche perché soltanto tre anni dopo l’arrivo di Maradona, a calpestare l’era del San Paolo sarà un altro campione: Antonio Careca. “Napoli: Careca” titolerà in quell’occasione La Gazzetta dello sport, quasi non avendo più parole per descrivere le mosse di mercato di Ferlaino. Tuttavia, la maggiore novità, quella dalla quale mai più si tornerà indietro è la follia collettiva. Davvero Napoli non avrebbe dormito quella notte in attesa del sì di Maradona. Mai prima di questa operazione di mercato era accaduta una cosa del genere. Insieme alle cifre da capogiro spese per avere un giocatore nella propria squadra, questo è un aspetto che condizionerà per sempre il calcio futuro. Basti pensare alle manifestazioni dei tifosi per fare in modo che campioni come Ronaldinho quando era al Milan e Del Piero alla Juventus non si muovessero dalle squadre in cui militavano.

Ironia della sorte, anche questo trae origine da colui il quale è stato croce e delizia del calcio mondiale: Diego Armando Maradona. Per chi ha avuto la fortuna di averlo visto giocare, più delizia che croce.