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o'neill cagliari

Fabian Alberto O’Neill Dominguez, “grande  giocatore” vi risponderanno dalle parti di Cagliari a sentire questo nome. L’uruguaiano è stato uno dei calciatori migliori passati in Sardegna negli anni ’90, del resto lui stesso motivò il suo acquisto da parte dei rossoblu, nel lontano 1995, dicendo di ispirarsi al mitico Enzo Francescoli, un altro che pure col Cagliari ha giocato e che tutti i ragazzini uruguaiani prendono ad esempio. Peccato che alcuni limiti ne abbiano frenato la carriera, non basta infatti avere visione di gioco e piedi “parlanti” per essere grandi, con tutte le dovute eccezioni. E sembra che O’Neill fosse un esperto di dribbling ubriacanti con e senza il pallone, bravo a fare la spola tra i locali notturni torinesi, frequentati all’epoca della sua infelice esperienza alla Juventus.

KING OF THE BOTTLE – Fabian O’Neill cresce nel Nacional Montevideo,o'neill gordo una delle più importanti squadre del suo Paese, e con la compagine della capitale sudamericana nelle sue prime tre stagioni da professionista vince un campionato. Nel ’95 ecco la sua grande occasione, a 23 anni: lo cerca il Cagliari, come detto ex squadra del suo idolo Francescoli, e O’Neill non ci pensa subito due volte ad accettare. L’impatto è positivo, in totale disputa con le Teste di Moro quattro stagioni in Serie A ed una in B, collezionando 120 presenze e 14 gol e mostrando classe, tecnica e tutto quanto di buono ci si potrebbe aspettare da un elemento di estro come lui. Quindi inevitabilmente arriva un ulteriore passo in avanti nella carriera, con la prestigiosa chiamata della Juventus: per ben 20 miliardi di lire i bianconeri lo portano a Torino con la convinzione di aver trovato la riserva di Zidane…ovviamente il francese era inamovibile e difatti Zizou non gli lascerà mai spazio, giocando sempre e stando alla larga da infortuni e squalifiche. Il primo anno al ‘Delle Alpi’ va così, tra qualche scampolo di partita e la scarsa considerazione della società bianconera. Nella stagione seguente Zidane non c’è più, il francese andò infatti al Real Madrid per i capricci della moglie, ma O’Neill ugualmente non riesce a trovare spazio. Carlo Ancelotti, sulla panchina della Juventus in quell’anno, lo schiera inizialmente come vice di Edgar Davids, con l’olandese squalificato 4 mesi per doping, purtroppo però la classe non era più quella della prima parte di carriera, ed evitiamo di parlare della forma fisica: era diventato più rotondo del pallone e meno resistente dei fili di erba che non calpestava più da un pezzo.

o'neillURU-GUAI – Il fantasista sudamericano si era appesantito smarrendo il passo e la lucidità, e le numerosi voci sul suo vizietto della bottiglia non fecero altro che intristirlo. A gennaio 2002 la Juve decise di disfarsene relegandolo al Perugia, dove già erano passate altre mezze meteore e bidoni juventini come Davide Baiocco e Marcelo Zalayeta. In Umbria fece quasi pietà, nonostante un golletto messo a segno nelle sue 9 presenze col Grifone. Ma non ci fu nulla da fare, tra 2002 e 2003 O’Neill ritorna nuovamente al Cagliari senza però mai calcare il campo né del Sant’Elia né quello di qualunque altro stadio italiano. Per cercare una resurrezione che francamente anche lui stesso sapeva essere impossibile ecco il ritorno in patria al Nacional Montevideo. Cinque presenze, 0 gol e ritiro dal calcio giocato a soli 29 anni. Davvero l’epilogo più triste che ci sia per un calciatore come lui, dalle qualità superiori alla media che però alle prime difficoltà non ha mai più saputo risollevarsi.

CONFUSIONE – C’è da dire che lui ha sempre smentito di essere facile preda dell’alcolismo, e che ricorda con piacere tanto i tempi del Cagliari quanto quelli con la Juventus, grazie al rapporto instaurato con alcuni compagni di allora come lo stesso Zidane ed il connazionale Paolo Montero. Secondo lo stesso Fabian O’Neill i tifosi juventini non hanno mai potuto vedere di cosa fosse capace a causa dei numerosi infortuni che presero a tormentarlo, altrimenti si avrebbe potuto assistere ad un exploit alla Pirlo con diversi anni di anticipo. Per chi non lo conoscesse o non si dovesse ricordare di lui, precisiamo che O’Neill i numeri li aveva…probabilmente era la testa a non andare. Nel 2007 si è rifatto vivo con una intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale denunciava come le partite nella Serie A fossero truccate. Ma le contraddizioni che mostrò nelle sue dichiarazioni lasciano molti dubbi sulla vicenda (anche se poi è uscita fuori Calciopoli l’anno prima), e forse era meglio ricordarsi di lui per altro, o non ricordarsene affatto.

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