sabato, Gennaio 29, 2022

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Pantani, Armstrong e Cipollini: storie di onore rubato

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In principio fu Pantani. Un uomo distrutto, trasformato da mito ineguagliabile in inguaribile dopato. Noi tutti abbiamo gioito alle imprese di Marco, alle due vittorie sull’Alpe d’Huez, ai tanti trionfi. E noi tutti abbiamo anche sofferto con lui, che non ha mai saputo superare lo scandalo-doping.

Il Pirata è riuscito a farci provare tante emozioni, le peggiori delle quali furono sicuramente quelle del San Valentino del 2004, quando Pantani fu trovato senza vita in un hotel di Rimini. Non ebbe la forza di uscire da una situazione difficile, molto difficile. Il doping gli aveva tolto la bici, la sua unica ragione di vita.

Sull’Alpe d’Huez c’è anche un altro corridore che è riuscito nell’impresa di vincere per due volte. E’ Lance Armstrong, sette volte campione del Tour de France, o forse è meglio dire sette volte ex campione del Tour de France. Stesse emozioni regalate ai suoi tifosi, forse in alcuni momenti anche maggiori vista la sua storia personale. Stessa caduta. Non dalla bicicletta in una discesa ripida, ma dalla gloria, dall’onore. Il doping ha distrutto anche lui. Armstrong a differenza di Pantani ha confessato, il cow boy ha usato tutti i modi illeciti per arrivare a Parigi prima di tutti gli altri corridori.

Ma le parole di Lance non si sono fermate qui. L’americano ha detto di aver solo fatto quello che fanno tutti nel mondo del ciclismo. Negli anni recenti in effetti sono stati molti i campioni delle due ruote coinvolti in scandali legati al doping: Ian Ullrich, Cadel Evans, Alberto Contador, Ivan Basso, solo per citarne alcuni.

I nomi non sono quelli di ciclisti qualsiasi, ma sono di gente di primo livello.

Ora è il turno di Mario Cipollini. Il Re Leone è un altro dei grandi del ciclismo italiano, che ha fatto gioire milioni di appassionati con le sue stupende volate. Il nome di Supermario (il primo vero Supermario) è venuto fuori dai faldoni della Operacion Puerto. Il dottor Fuentes, il guru del doping, ha avuto legami anche con lui. E’ la fine di un altro mito.

Sono troppi i miti “smitizzati” negli ultimi anni nel mondo del ciclismo. Certo, correre 200 km al giorno non è cosa semplice, infatti il ciclismo è uno degli sport più faticosi che esistano. Ma nessuno è obbligato a farlo.

E soprattutto nessuno è obbligato a prendere in giro milioni di appassionati sparsi per il mondo.

Gli sport vivono sulle persone che amano quegli sport. Ogni volta che in tv guardiamo una tappa del Giro d’Italia o del Tour de France vediamo le tantissime persone ai lati della strada che incitano i loro beniamini. I tifosi in alcuni momenti sono la benzina dei ciclisti. Questa è l’essenza del ciclismo. Sacrificio barattato con l’onore, la gloria.

Ma se per arrivare all’onore prendo una scorciatoia non sono degno di questa gloria.

Io sono contro la caccia all’uomo. Il ciclista è una cosa, l’uomo un altra. Il ciclista ci ha illuso, ci ha preso in giro, ma l’uomo va rispettato.

Allora cosa resta da fare? Il Giro d’Italia si corre a maggio, il Tour de France a luglio. Finchè non sarà fatta pulizia (se veramente è possibile farla) in quei bei periodi dell’anno forse è il caso di spegnere la televisione e uscire a godersi una bella giornata di sole.

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