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john van 't schipQuesta settimana parliamo insolitamente in toni positivi, e lo facciamo analizzando la figura di John Van’t Schip, non esattamente il prototipo del giocatore col quale ci si imbatte nella nostra rubrica. Solitamente sono i bidoni e le meteore ad attirare l’interesse di nostalgici ed aficionados, e l’olandese non è stato né l’uno né l’altro. Un calciatore atipico per “Un Uomo un Perché”, proprio come era in campo, lui che giocava una partita centravanti e quella dopo terzino, e che di originalità ne ha avuta fin dalla nascita, venendo alla luce a Fort St. Jhon, in Canada, il 30 dicembre 1963.

Dopo poco la sua famiglia si trasferì proprio nei Paesi Bassi ed il giovanissimo John entrò a far parte dell’Academy dell’Ajax, da sempre famosa per essere la migliore società del mondo nello sfornare talenti da lanciare nel calcio, prima che si facesse un gran parlare della Cantera del Barcellona. Lì Van’t Schip crebbe e giocò assieme a quelli che sarebbero diventati tra i migliori giocatori degli anni’80 e ’90. Tra gli altri Marco Van Basten, Frank Rijkaard, John Bosman, Rob e Richie Witschge…in più in prima squadra i Lancieri avevano un certo Johan Cruijff. Non c’era posto migliore per comprendere il calcio.

Johnny Van’t Schip, il Vanto

Van’t Schip divenne un perno della squadra,499721-john-van-039-t-schip tant’è che per undici anni giocò e vinse tanto con la compagine di Amsterdam: 4 campionati olandesi, 3 Coppe d’Olanda, una coppa Uefa, una Coppa delle Coppe e l’Europeo del 1988 con la nazionale orange, con la quale scese in campo 41 volte segnando 2 reti. Restando nell’ambito delle competizioni per club, sono 273 le presenze di John con la maglia dell’Ajax, condite da 29 gol.

Dopo 11 anni di dominio pressoché assoluto in Eredivisie il jolly decise di accettare l’offerta del Genoa. I rossoblu gli facevano la corte da un po’ nonostante la concorrenza del Valencia, alla cui guida c’era il santone Guus Hiddink, suo connazionale. Van’t Schip decise di trasferirsi in Italia per provare nuovi stimoli, oltre che naturalmente per guadagnare di più. La nostra Serie A era quanto di meglio un calciatore potesse sperare per la propria carriera, prima di conoscere il naturale declino del campionato nostrano che è oggigiorno sotto agli occhi di tutti. Inoltre all’Ajax aveva litigato pesantemente con il “sergente di ferro” Louis Van Gaal…una prerogativa dell’allenatore olandese quella di rompere con parecchi suoi giocatori, a quanto pare. Col Grifone non ci furono mai picchi di calcio sublime, anche se i tifosi rossoblu ricordano con nostalgia quel periodo con i vari Skuhravy, Branco, Signorini, Ruotolo e Torrente. Sotto alla Lanterna il tulipano giocò quattro campionati indossando la maglia del Genoa in 107 occasioni e realizzando 11 gol. Con la squadra ligure concluse la carriera nel 1996, tutto sommato relativamente giovane, all’età di 33 anni, per diventare allenatore. Ovviamente dell’Ajax.

966568-john-van-039-t-schipSkipper!

Dal 1997 al 2000 ha ricoperto il ruolo di mister delle giovanili. È stato viceallenatore della prima squadra nel 2001 e provato l’esperienza della panchina nel 2002 con il Twente. Ma ci sono ancora i biancorossi nel suo destino. Torna alla squadra di Amsterdam per guidare la formazione B nel biennio 2002-2004. In seguito si unisce all’ex compagno Marco van Basten prima come allenatore in seconda della nazionale olandese dal 2004 al 2008 e poi come vice nel 2008-2009 sempre all’Ajax. Successivamente ha deciso di provare esperienze esotiche, trasferendosi in Australia dove ha allenato i Melbourne Hearts fino ad inizio 2012. Attualmente si trova in Messico sulla panchina del Chivas Guadalajara, dove è stato portato da Johan Cruijff, che della squadra messicana è stato direttore tecnico fino allo scorso dicembre. E per Van’t Schip, l’uomo che somiglia a Fox Mulder, l’avventura continua…

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