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La due-giorni degli ottavi di Champions ci ha lasciato le prime quattro squadre che saranno inserite nell’urna di Nyon. Sono quattro squadre di quattro nazioni diverse: Real Madrid (SPA), Psg (FRA), Borussia Dortmund (GER) e dulcis in fundo Juventus (ITA). Balza subito agli occhi l’assenza di una rappresentante del calcio inglese, detentore del trofeo con il Chelsea. Se vogliamo dirla tutta forse il Manchester United avrebbe meritato di essere tra le quattro, ma purtroppo ha trovato sulla sua strada il turco Cakir, che espellendo Nani ha dato una grossa mano al Real di Mourinho. Come potesse Nani accorgersi dell’arrivo di Arbeloa solo il turco lo sa, fatto sta che i blancos hanno passato il turno ed i Red Devils possono solo leccarsi le ferite. Le due squadre di Manchester, che in patria si contendono il titolo, in Europa sono state fatte fuori senza appello. L’unica speranza inglese è l’Arsenal, ma dopo il 3 a 1 subito in casa all’andata dal Bayern Monaco la rimonta sembra cosa molto improbabile.

RITORNI Il Paris Saint Germain torna ai quarti dopo 18 anni. Lo fa soprattutto grazie a Nasser Al-Khelaïfi che ha investito fior di quattrini. Subito dopo lo sceicco io il merito lo vorrei dare al Pocho Lavezzi. Lo scorso anno Lavezzi negli ottavi di finale segnò due gol nell’andata tra Napoli e Chelsea, ma i due gol non bastarono a passare il turno. Quest’anno l’argentino ha segnato un gol all’andata e uno al ritorno. Sono sempre due gol, ma con un peso diverso, i quarti di finale sono soprattutto merito suo. Anche se il PSG non ha entusiasmato contro il Valencia, resta a mio parere una squadra da temere, soprattutto perché Ancelotti è uno che può raccontare qualche storia sul come vincere la Champions. La terza squadra è il Borussia Dortmund, vera rivelazione del torneo. Non è una sorpresa perché è comunque campione in carica della Bundesliga, ma rivederlo così in alto in Europa è sicuramente una piacevole novità. Il mago Klopp, che sembra destinato a lasciare la panchina giallonera a fine anno, è uno dei migliori tecnici in circolazione e sta dimostrando che la sua corazzata va anche oltre i confini nazionali. Lo Shakhtar non era una squadra cuscinetto, ma una delle migliori formazioni ammirate nella fase a gironi. Il Borussia farà sudare una quindicina di camicie alla sua avversaria. E non è sicuro che basterà a passare il turno.

IN CASA NOSTRA Infine c’è la Juventus. Il sorteggio era stato clemente con i bianconeri, ma passare il turno così in scioltezza non è cosa da tutti. Il Celtic era imbattuto in casa e proprio lì Conte e i suoi hanno fatto il miracolo. Un 3 a 0 che ha reso il ritorno una pura formalità burocratica. Il cerchio inizia a restringersi e le domande per il tecnico bianconero sono sempre le stesse: “Chi teme delle possibili avversarie?”. Io invece mi chiedo: ma siamo sicuri che non siano le avversarie ad iniziare a temere la Juve? I tecnici delle prime quattro squadre hanno tutti una cosa in comune: l’Italia. Per Conte ed Ancelotti parlano i passaporti e le carte d’identità. Mourinho in Italia ha lasciato un ricordo speciale. E Klopp…da buon tedesco sarà pur venuto una volta in vacanza qui da noi.