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“L’ Ardita San Paolo è una squadra di calcio nata nell’estate del 2011. L’idea della realizzazione di tale progetto nasce dalla mente di ragazzi quotidianamente a contatto con realtà di vita reale e di strada, stanchi delle moderne logiche di mercato che accompagnano uno sport sano e popolare come quello del calcio. Ragazzi mossi da fervente volontà e costante dedizione hanno deciso di riportare attivamente il calcio su terreni più consoni rispetto a quelle che sono le sue origini e la sua tradizione”.

Non c’è modo migliore che leggere il suo manifesto per presentare l’Ardita San Paolo, squadra di calcio popolare che ha come caratteristiche fondamentali quella di avere le radici ben profonde nelle strade del quadrante sud di Roma, tra i quartieri di San Paolo, Garbatella e Ostiense, e quella di consegnare ai tifosi un ruolo sconosciuto nel “calcio che conta”. I tifosi dell’Ardita non sono il dodicesimo uomo in campo, ma il primo: tramite la forma dell’azionarato popolare i supporters dell’Ardita partecipano direttamente alla vita della squadra, che in un certo senso gli appartiene. Infatti a inizio stagione è stata aperta una campagna di tesseramento (continuamente aperta) durante la quale i tifosi hanno la possibilità di diventare soci attraverso la sottoscrizione di una quota (50€ standard, 40€ per gli studenti, 30€ per i disoccupati) che permette tra l’altro di accedere ad una serie di sconti e offerte presso attività commerciali convenzionate nel territorio (da ristoranti e pub a negozi di abbigliamento e vari altri negozi).

Gli obbiettivi posti a fondamento dell’idea di calcio proposta dall’Ardita e i suoi “arditi seguaci” sono ben chiari nel manifesto:

Riportare tanti ragazzi a giocare un calcio con vecchi protagonisti: passione, entusiasmo, partecipazione collettiva, aggregazione, così come gioie e dolori, sudore ed emozioni.
Proporre una squadra competitiva in tornei tanto amatoriali quanto formalmente riconosciuti come la Terza Categoria della F.I.G.C.. Affacciandosi così alla finestra del calcio “ufficiale” con l’obiettivo insito di crescere e con il tempo maturare nella speranza che da favola il sogno diventi una realtà cittadina concreata e tangibile.
Offrire a quei tantissimi ragazzi e ragazze stanchi di sostenere una squadra da loro troppo distante, una soluzione di supporto diretto, fatto di tifosi intesi come parte integrante della squadra stessa.
Fornire l’opportunità di aggregazione a tanti ragazzi mossi da comune sentimento ma lontani fino ad ora per mancanza di una struttura dove potersi allenare, dove poter svolgere dei tornei o dove poter supportare la squadra insieme a propri simili, con l’opportunità di confrontarsi, conoscersi e crescere insieme.
Inserire nel grigio contesto sportivo urbano una realtà luminosa dove il tifoso non è discriminato, anzi è protagonista; senza barriere o sciocchi divieti fondati su criteri territoriali, senza il dover sempre sostenere l’elevatissimo costo dei biglietti o il dover sottoscrivere tessere-carte di credito del tifoso che altro non sono che il culmine di anni di violenze e sporchi guadagni da parte dello Stato ai danni del sano gioco del calcio”.

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E il raggiungimento di questi obbiettivi sta avvenendo attraverso la partecipazione al campionato di terza categoria (Roma, girone C) con risultati non esaltanti ma nemmeno pessimi per una esordiente: 21 punti in 16 partite. Ma la vera rivoluzione portata dall’Ardita sono i numeri raggiunti sugli spalti, mai visti per una tifoseria di terza categoria, più vicini ad una squadra almeno di serie D: gli Arditi Seguaci, i tifosi gialloneri, armati di bandiere, sciarpe e fumoni riempiono gli spalti ogni domenica, in casa e in trasferta indistintamente, con cori e striscioni spesso di carattere sociale e ultra-calcistico. In quanto a supporto e dedizione alla squadra sono senza alcun dubbio i numeri uno della classe.

 

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