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juventus catania

Giaccherini ha forse segnato il gol-scudetto. L’anno scorso uno dei mattoni decisivi lo mise Borriello a Cesena, quest’anno potrebbe essere toccato ad un altro comprimario. Uno di quei jolly di cui Conte non vorrebbe mai privarsi. Sempre pronto, sempre lucido e, questa volta, anche decisivo. Lo spot migliore di chi lavora in silenzio e raccoglie questo tipo di frutti. Nove punti sul Napoli e undici sullo sfrontato Milan dell’ultimo periodo a dieci giornate dalla fine. Un’enormità. Ai bianconeri rimangono ancora partite insidiose come Inter, Torino e Lazio fuori e Milan in casa, ma ipotizzare qualcosa di diverso dal 29esimo scudetto sarebbe, francamente, pura utopia.

Il Napoli cade dopo dieci risultati utili, confermando le difficoltà nell’incontrare il Chievo (che ha battuto gli azzurri 4 volte nelle ultime 6) e registrando un ruolino di marcia (4 punti nelle ultime 5) insufficiente per qualsiasi sogno tricolore.

E allora occhio al Milan, forse a questo punto addirittura favorito per la seconda piazza, che significherebbe Champions diretta. Contro il Genoa è arrivato il decimo risultato utile consecutivo, con tre vittorie nelle ultime quattro e l’incrocio col Napoli da giocare a San Siro a metà aprile. Il tutto condito dai benefit mentali della Champions perchè, comunque vada domani, l’impresa contro il Barcellona dell’andata ha regalato benzina extra alla squadra di Allegri. Il calendario del prossimo mese sarà, però, decisivo (Palermo in casa, Chievo fuori, poi trittico di fuoco con Fiorentina, Napoli e Juve in rapida successione).

Discorso-Champions che riguarda ovviamente anche Inter, Lazio e Fiorentina: il ko interno dei nerazzurri col Bologna è però un assist al bacio per le rivali. L’unica a sorridere è stata la Fiorentina, uscita dall’Olimpico coi primi punti in trasferta del 2013 (dopo 4 sconfitte), solida in una prova di maturità d’alta quota e bravissima a sfruttare il momento singhiozzante dei biancocelesti in serie A. Petkovic dovrà riflettere su alcuni numeri: 4 sconfitte su 6 dopo le gare di coppa nel nuovo anno e un solo successo nelle ultime otto. Numeri che stridono col rendimento straordinario tenuto in Europa League, con 11 gare da imbattuta. Forse, a questo punto, conviene conentrarsi sulla ribalta europea e sulla finale di Coppa Italia.

In coda è quasi addio alla A per Pescara e Palermo: i rosanero sono la profonda delusione del torneo, con la loro marcia che non vede vittorie da fine novembre e da ben 14 turni. A mettere pepe sulla zona rossa rimane l’orgoglioso Siena, che col blitz del Barbera dimostra che la remuntada-salvezza, forse, è ancora possibile…

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