SHARE

mangala6

Il nome Eliaquim Mangala ora come ora a molti potrebbe non dire niente, ma il 22enne difensore del Porto ha incantato l’Europa con le sue solide prestazioni e si sta velocemente proponendo come uno dei migliori prospetti continentali per quanto riguarda il reparto arretrato, tanto da aver già attirato l’interesse di alcuni grandi club come Milan e Manchester City, entrambi bisognosi di rinforzi nel settore difensivo.

Ma chi è Eliaquim Mangala?

Mangala è un difensore centrale molto forte fisicamente, abbastanza rapido nonostante l’altezza (1,87), difficile da saltare e rognoso in marcatura, tanto da essere addirittura definito, forse in modo eccessivamente prematuro, il nuovo Thiago Silva. In carriera però ha giocato, anche se per lo più nelle giovanili, pure come terzino sinistro, come mediano davanti alla difesa, e addirittura come attaccante! Unica pecca: spesso entra troppo duramente nei contrasti e tende di conseguenza ad essere eccessivamente falloso. Per questo motivo non è esattamente amatissimo dai tifosi del Benfica, storici rivali dei dragoni di Oporto.

Ripercorriamone ora la carriera.

Mangala nasce in Francia, a Parigi, ma ha chiarissime origini congolesi. A 5 anni si trasferisce in Belgio, nella città di Namur, in Vallonia, (dove comunque la lingua più parlata è il francese), e, dopo una lunga trafila tra squadre minori, giunge finalmente nel club più importante della città, l’UR Namur, dove impressione come attaccante. Viene dunque acquistato dallo Standard Liegi, nelle cui giovanili gioca prima come terzino sinistro e poi come centrale di difesa. Ma già nel 2008 firma il suo primo contratto da professionista e viene promosso in prima squadra. Con il club belga Mangala gioca in totale 100 partite ufficiali nell’arco di 3 stagioni, segnando solo 4 reti (una delle quali però nientemeno che all’Arsenal in Champions League), ma vincendo un campionato, una coppa e due supercoppe nazionali. Durante la sua permanenza al club conquista anche la nazionale under 21 francese, di cui diventa un pilastro.

Passa nel 2011 al Porto per la non astronomica cifra di 6,5 milioni di euro e la prima stagione in Portogallo risulta essere per lui molto tribolata a causa di due infortuni che gli hanno impedito di ambientarsi totalmente (solamente 11 presenze e 1 gol complessivi), ma non di vincere il campionato. Ma in questa stagione Mangala è letteralmente esploso, diventando un assoluto referente difensivo, collezionando già 28 presenze e siglando 3 reti, di cui una fondamentale nel big match di campionato al “Da Luz” contro il Benfica, dimostrando così di poter fare già da subito il salto in una grande d’Europa ed attirando, grazie alle sue ottime prestazioni, l’interesse, come detto in precedenza, soprattutto di Milan e Manchester City.

Proprio il club rossonero, desideroso di rinforzare la difesa con un giovane dalle grandi prospettive (essendo ormai Yepes e Bonera abbastanza in là con gli anni), ha inviato un osservatore a visionarlo nell’andata degli ottavi di finale contro il Malaga: ed Eliaquim lo ha convinto. Resta il problema del costo del cartellino, ma d’altra parte si sa che il Porto vende i suoi gioielli sempre a prezzi altissimi: e i 20 milioni richiesti dai dragoni sembrano davvero troppi per poter pensare ad un suo futuro in Italia, facendo dirottare così il Milan verso piste alternative, come quella che porta ad Astori. L’affare Mangala appare ancora più difficile per i diavoli anche perché pure il City ha inviato un dirigente a visionare il difensore sempre nella partita giocata in casa contro il Malaga, dimostrandosi tutt’altro che disinteressato all’acquisto, che servirebbe per aiutare i Citizens a conquistare prestigio anche in Europa, provando ad inseguire il sogno proibito chiamato Champions League…