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Francia-Brasile amichevole

Karim Benzema ha spaccato la Francia. No, il bomber del Real non si è posto a capo di qualche movimento politico teso a rivoluzionare la geopolitica transalpina, ha semplicemente rilasciato un’intervista all’emittente RMC.

L’INTERVISTA- In particolare a dividere l’opinione pubblica francese è stata la sua opinione sull’inno nazionale: “Non voglio cantare la ‘Marsigliese’, non l’ho mai fatto né possono costringermi a farlo. Sono fiero di giocare per la Francia, ma non mi va di cantare l’inno”. Apriti cielo! In un Paese in cui convivono da decenni, non senza difficoltà, francesi “puro-sangue” e francesi con origini delle ex-colonie (soprattutto dei Paesi maghrebini), e in cui c’è comunque una forte identità nazionale incarnata anche nella ‘Marsigliese’, le dichiarazioni del franco-algerino hanno fatto storcere il naso a molti.

LE PEN CONTRO KARIM- Il Paese si è diviso tra chi difende Benzema e il suo diritto di non cantare l’inno in virtù delle sue origini algerine e chi lo accusa di essere un mercenario, di aver scelto la più quotata nazionale di Deschamps pur non sentendosi francese. Polemiche che hanno coinvolto anche le forze politiche del Paese. Il Fronte Nazionale (l’estrema destra francese) guidato da Marine Le Pen, ha chiesto l’esclusione dell’attaccante dalla nazionale.  Il responsabile dello sport del partito, Eric Domard, ha parlato di “Una grave mancanza di rispetto, Benzema è un mercenario guadagna  1484 euro l’ora, è un suo dovere cantare la Marsigliese, sta macchiando l’immagine già compromessa della nostra nazionale”. Dal canto suo Karim, rimane fermo sulla sua posizione, e si difende citando precedenti illustri come quello di Zinedine Zidane, anche lui franco-algerino, che l’inno non ha mai voluto cantarlo senza suscitare tuttavia così tanto sdegno nell’opinione pubblica francese, forse accecata dalle sue giocate meravigliose.