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La rubrica “la TaTTica per TuTTi” è giunta quasi al termine e questa settimana ci occupiamo del Torino.

Giampiero Ventura nel corso della sua carriera è passato dal 4-3-3 al 3-5-2 (adottato a Napoli). Ma dal suo arrivo a Torino, il tecnico genovese ha cambiato le cose, adottando un 4-2-4, con gli esterni di centrocampo molto alti per sfruttare al meglio il gioco sulle fasce.

Gillet è il portiere di questa squadra. Un portiere esperto, con alle spalle una lunga carriera in cui ha sempre dimostrato di essere pronto anche per squadre più blasonate.

Nella difesa a 4 i terzini sono Darmian e D’Ambrosio. Il primo è cresciuto nel Milan e da due stagione è approdato al Torino, il secondo invece è cresciuto calcisticamente tra Salerno e Firenze ed è arrivato in Serie A proprio grazie al Toro. Un’alternativa di esperienza è Salvatore Masiello, che dopo i problemi con il calcioscommesse della scorsa estate sta disputando una buona stagione. I centrali difensivi sono Glik, perno anche della nazionale polacca, e Angelo Ogbonna, uno dei difensori più promettenti del nostro panorama nazionale. Inoltre Ventura può contare anche su Rodriguez, difensore della nazionale uruguayana molto abile nelle palle alte, e Di Cesare, uno dei tanti giovani rubati dal Chelsea al nostro calcio da giovane ma tornato presto a calcare campi meno nobili dello Stamford Bridge prima di arrivare al Torino.

I due centrocampisti che fanno da scherma davanti alla difesa sono Brighi, calciatore che ha cambiato tantissime squadre nel corso della sua carriera riuscendo sempre a dire la sua sul campo, e Gazzi, centrocampista esperto e di grande grinta. Le alternative sono rappresentate da Basha, calciatore molto duttile in grado di ricoprire diversi ruoli del campo, e Vives, altro elemento esperto che dopo tanta gavetta è stato fatto conoscere al calcio che conta dal Lecce.

Sulle ali serve gente che corre, salta l’uomo e all’occorrenza converga anche verso il centro per cercare il gol da fuori area. A sinistra c’è Santana, argentino con una lunga carriera italiana alle spalle. Dotato di una classe al di sopra della media, sembra aver ritrovato a Torino ciò che tutti pensavano avesse oramai smarrito nelle passate stagioni. Sulla destra invece agisce Cerci. Alessio Cerci, reduce anche dalla prima convocazione in nazionale, sperando nel suo esordio, è un centrocampista offensivo veloce, rapido e con un sinistro delizioso. Le sue discese sulla fascia destra hanno spesso portato ad importanti assist e gol, che gli sono valsi l’apprezzamento di tanti top club già dai tempi della Fiorentina. Molto bene sta facendo anche Birsa, che Ventura considera l’alternativa naturale di Cerci, sloveno molto tecnico preso in prestito dal Genoa. Inoltre il tecnico può puntare anche su Stevanovic, classe ’91 già nel giro della nazionale serba.

Arriviamo così ai due attaccanti centrali. Uno dei titolari, anche se per ragioni di prolungamento contrattuale ultimamente sta frequentando con assiduità la panchina, è il campitano Rolando Bianchi. La sua carriera sembrava avesse preso la giusta piega con la partenza verso il Manchester City, poi però ha subito una brusca frenata, ma senza mai smettere di buttare la palla in rete. Al suo fianco c’è Barreto, arrivato a gennaio dall’Udinese e già integrato al meglio nella nuova squadra. A gennaio è arrivato anche Jonathas dal Pescara, che ha già messo a segno un importantissimo gol contro la Lazio che è valso tre punti. Ed infine, a completare il reparto, c’è anche Meggiorini, attaccante che in Serie A non ha ancora segnato tantissimo ma spesso ha fatto gol importanti ai fini del risultato.

Infine voglio citare due classe ’93 che il Torino ha nelle sue fila:: Menga, centrocampista offensivo belga, e Abou Diop, senegalese che già si è fatto notare con la primavera, mettendo a segno 5 gol in 5 partite.

Il Torino è questo. Tanti giovani ma anche tanta esperienza. Ventura ha saputo dare un bel gioco alla squadra, che non si è mai snaturata contro nessun avversario. I punti conquistati sul campo (al netto delle penalizzazioni) sono 35. La salvezza, obiettivo della prima stagione dopo la Serie B, è oramai molto vicina.

Il prossimo anno il presidente Cairo e il suo tecnico dovranno incontrarsi per decidere se continuare a vivere nel limbo o se dare a questo Torino una marcia in più con i giusti tasselli. La Torino granata merita più dell’obiettivo salvezza e con la giusta programmazione potrà tornare in alto.

Ditemi ciò che volete, ma a me il calcio proposto da Ventura piace. E tanto.