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Ventotto marzo 1993: allo Stadio Rigamonti di Brescia si affrontano le rondinelle e i giallorossi. Al minuto 87′ a partita ormai chiusa sul punteggio di 0-2, mister Vujadin Boskov, si gira verso la panchina per regalare al giovane Francesco l’esordio con la maglia della sua amata Roma. Esce Rizzitelli, entra Totti.

Quell’anno il sedicenne Totti avrebbe vinto il campionato con gli Allievi e la Coppa Italia con la Primavera di Luciano Spinosi.

Da quel momento, fino ad oggi, raramente la Roma è scesa in campo senza Francesco Totti.

A consegnarli il posto da titolare fu Carletto Mazzone, allenatore della Roma dal 1993 al 1996, rimasto nei cuori dei tifosi (e di Totti) per la sua grande passione; l’esordio dal primo minuto avvenne il 16 dicembre 1993 in Coppa Italia contro la Sampdoria.

È sempre con Mazzone, nella stagione 1994-1995 che realizza il primo di una serie lunghissima di gol in serie A, contro il Foggia.

A seguire è lunga la lista di allenatori che incontrano Totti e provano a lavorare su quel diamante ancora grezzo che diventerà il gioiello che ancora oggi, venti anni dopo quel giorno, brilla lucente.

Carlos Bianchi è forse l’unico allenatore che non ha avuto un buon rapporto con Totti: nel 1996, appena mette piede a Trigoria, chiede la cessione del ventenne Francesco, non adatto ai suoi schemi. In cambio chiede l’ingaggio di Jari Litmanen. Il rimpianto Franco Sensi lo esonera, i tifosi ringraziano.

Arriva il boemo Zednek Zeman, Totti diventa capitano (il 31 ottobre 1998, grazie alla gentile concessione di Pluto Aldair) e si afferma definitivamente come uno dei migliori calciatori italiani del momento. Arriva anche la nazionale maggiore: nonostante l’esclusione dalla lista del Mondiale francese, l’esordio avviene subito dopo.

Con Fabio Capello gli anni d’oro: nel 1999-2000 la prima Roma di Capello, ancora senza i campioni che Sensi porterà l’estate successiva, arriva sesta in Serie A ma Totti viene candidato come “miglior calciatore italiano” e vince il premio per il “miglior giovane” del campionato dall’AIC.

L’estate del 2000 è ricordata per il campionato europeo quasi agguantato dalla nazionale azzurra: anche qui Totti è protagonista, soprattutto per il “cucchiaio” su rigore a van der Sar nella semifinale contro l’Olanda.

L’anno successivo arriva il terzo scudetto della Roma, grazie agli innesti di Batistuta, Samuel ed Emerson. Totti è il trascinatore e simbolo indiscusso della cavalcate trionfale che si conclude il 17 giugno 2001 nel bagno di folla e di colori di Roma-Parma conclusa 3-1 con i gol di Totti, Batistuta e Montella. Quello stesso anno si classifica quinto nella classifica del Pallone d’Oro, il premio che manca nella bacheca di un campione vero.

L’anno successivo arriva la Supercoppa Italiana. Nel 2002-2003 segna la prima tripletta in Serie A, segna il gol dello 0-1 al Bernabeu contro il Real Madrid e vince i premi per “miglior italiano” e miglior calciatore” assoluto dell’AIC. Nel 2003-2004, segnando 20 gol in campionato, agguanta il suo record personale (poi superato nel 2007).

L’arrivo di Spalletti nel 2005-2006 segna l’inizio di una nuova era per Capitan Totti: l’innovativo ruolo di centravanti nel 4-2-3-1 gli regalerà numerose soddisfazioni. E gol. Quello stesso anno arriva l’infortunio più grave della sua carriera, all’Olimpico, contro l’Empoli.

Qui si vede tutto lo spirito di sacrificio e l’impegno di un campione che non ha intenzione di perdere la partecipazione ai Mondiali di Germania: nei tre mesi successivi all’infortunio Francesco dimostra una voglia fuori dal comune che verrà ripagata con la vittoria di Berlino. Ai detrattori, a chi pensa che l’Italia abbia vinto quel campionato in dieci, consigliamo di riguardare quelle partite con la mente lucida e obbiettiva.

L’anno successivo è denso di soddisfazioni: la Coppa Italia, la Scarpa d’Oro (guadagnata grazie ai 26 gol). Ma è anche l’anno della grande disdetta di Manchester.

Il 2007-2008 è ricordato per la seconda Supercoppa italiana vinta da Francecso e per la seconda Coppa Italia consecutiva.

Poi arriva Ranieri sulla panchina della Roma, Totti continua a segnare, anche gol decisivi, nell’anno della rimonta quasi vittoriosa all’Inter di Mourinho.

Il resto è cronaca: la breve apparizione di Montella in panchina, il cambio di proprietà, Luis Enrique, Zeman bis, Andreazzoli. E Totti sempre al centro della Roma.

Gli ultimi anni di Francesco sono segnati dai record che regolarmente ha superato. Con 226 gol nel campionato italiano è il secondo miglior cannoniere di sempre. Con 527 presenze è il più presente nella storia giallorossa e decimo nella classifica generale.

 

Oggi, 28 marzo 2013, è stato un giorno di festa a Trigoria (a questo link il video ufficiale). All’ingresso in campo per l’allenamento mattutino è stato atteso e festeggiato da tutti i dipendenti del centro sportivo, dai managers, dai suoi compagni. Sulle note delle amate canzoni di Jovanotti (in particolare “Ragazzo fortunato” e “Il più grande spettacolo dopo il big bang” scelte per l’occasione da Ilary) il Capitano si è emozionato, come spesso gli capita in queste occasioni.

In giornata è stato pubblicato sul sito della Roma una carrellata delle partite più belle anno per anno di Totti, scelte e commentate da lui stesso (questo il link).

Consigliamo anche la video-intervista rilasciata alla Gazzetta per l’occasione a questo link.