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Tutti noi siamo automobilisti. Tutti noi frequentiamo strade extraurbane principali e autostrade.
Su queste strade si incontrano diverse tipologie di conducenti. Quelli che fumano mentre guidano, quelli che parlano al telefonino, addirittura qualcuno che legge il giornale. Ma la categoria che vorrei prendere in esame oggi è quella di coloro che pur avendo un’andatura non propriamente veloce pretendono di occupare la corsia di sorpasso.
Questi conducenti sono coloro che puntano ad andare oltre quelle che sono le loro reali capacità. Così facendo danno problemi all’intera circolazione stradale.
E’ quello che accade anche nel calcio. Nei mesi estivi ci sono 5 o 6 squadre convinte di poter arrivare al titolo, o quanto meno di poter lottare fino alla fine. Ci sono venti squadre su venti che dicono che resteranno in Serie A. Almeno otto o nove andranno in Champions.

Sarebbe la felicità di tutti i tifosi. Avremmo un campionato senza retrocessioni e con tanta Italia in Europa. E soprattutto con tante stelle sulle maglie di diverse squadre.
Lo scopo di questo articolo non è di fare i nomi delle delusioni dell’anno e delle promesse non mantenute, ma solo quello di far capire agli addetti ai lavori di essere più realisti, senza dover a tutti i costi prendere in giro i tifosi di questa o quella squadra, pompando a dismisura quelle che sono le qualità effettive di una squadra.

La corsia di sorpasso è riservata a chi va più veloce. Chi la occupa indebitamente mette a rischio se stesso e gli altri, peccando inoltre di scarso senso civico. Il comportamento migliore da seguire è quello di restare sulla destra e aspettare il proprio turno. Accendere la freccia sinistra. Aspettare che l’arancione del fanalino posteriore lampeggi qualche volta. Sorpassare chi ci precede e poi ritornare nella corsia di destra, occupando l’altra solo per il tempo necessario al sorpasso.
Questo tipo di atteggiamento si chiama comunemente umiltà. Ed è tipico di chi si rende conto dei propri limiti. Ma rendersi conto dei propri limiti non è a sua volta un limite, bensì un pregio. Perchè dai limiti si impara e si cresce. I limiti sono fatti per essere colmati, piano piano, col lavoro.

E talvolta capita che se rimani sulla destra ad aspettare il momento propizio, alla fine questo momento arriva davvero e anche chi ha passato centinaia di chilometri in corsia di sorpasso sarà costretto ad alzare bandiera bianca e fermarsi al primo autogrill.

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