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Marco Verratti ha parlato della sfortunata partita di Champions League giocata due sere fa contro il Barcellona, match che ha sancito l’eliminazione del suo Paris Saint-Germain dalla competizione europea. “E’ stato bello affrontare la squadra migliore del pianeta due volte in una settimana. Non ero emozionato, oramai sono abituato a certi tipi di partite, anche in Nazionale mi sento più in grado di affrontare una pesante responsabilità. Felicità sì invece, tanta. Sono contentissimo di aver giocato una sfida di così alto livello, è il sogno di ogni bambino. Avevo davanti 5-6 dei miei idoli, Xavi è quello al quale vorrei assomigliare. Purtroppo usciamo dalla coppa senza aver mai perso, con due pareggi, ma ci sarà tempo per rifarsi”.

IL SEGRETO DI MARCO – “Sarò banale, ma il mio segreto è che il pallone per me è solo divertimento, mai paura o altro. E a questi livelli mi diverto ancora di più. Forse non mi rendo bene conto del salto che ho fatto, di dove sto giocando, ma per me il calcio è semplicità e spensieratezza. Volevo dimostrare di essere all’altezza e ho giocato bene, come tutti del resto. Ringrazio i miei compagni dell’aiuto. I migliori giocatori del PSG? Ibrahimovic, ha tecnica e fisico da paura, personalità da vendere. E poi c’è Lucas: è una freccia dai piedi dolcissimi. Da quando è qui, in allenamento non sono ancora riuscito a fermarlo una volta. Quando sono arrivato, non avrei mai immaginato di trovarmi così bene. I compagni mi hanno messo subito a mio agio. Sono felice e orgoglioso di far parte di una squadra che ha come progetto di diventare una delle più forti d’Europa”.

INTERESSE JUVENTUS – “Il fatto che una grande come la Juventus mi cerchi mi rende molto orgoglioso. Ma, ripeto, io qui sto benissimo e non ho intenzione di cambiare, almeno fino a quando il Psg mi ritiene parte del grande progetto. Certo, se dovessi andarmene mi piacerebbe rientrare in Italia in una grande, come la Juve ma anche il Milan o l’Inter. Anche se sono e resto tifoso del mio Pescara, la Juve è la squadra per cui simpatizzavo da bambino. Del Piero era il mio idolo”. 

ZEMAN E ANCELOTTI – “E’ stato una grande fortuna averli come tecnici. Due grandissimi allenatori che mi hanno fatto crescere molto. Zeman mi ha dato la possibilità di arrivare qui. E Ancelotti mi concede una grande fiducia. Già il fatto di giocare spesso al posto di uno del calibro di Beckham mi fa sentire molto considerato. Differenze? Beh, sia a Zeman che ad Ancelotti piace giocare bene al calcio. Ma per il resto sono molto diversi. Il mio attuale allenatore è un mago a leggere le partite. Basta vedere come abbiamo giocato contro il Barcellona. Zeman invece preferisce non pensare agli avversari e imporre sempre il suo gioco”.