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Come di consueto prima della conferenza stampa Andreazzoli ha diramato la lista dei convocati: tutti presenti, anche De Rossi, reduce dall’infortunio del derby, Marquinhos e Balzaretti, non in ottime condizioni e Destro, non ancora al 100% ma sulla via del recupero dopo il lunghissimo stop.


Era facilmente pronosticabile il tema centrale e di maggior interesse della conferenza: le polemiche su Osvaldo. Andreazzoli appare più nervoso del solito, non le manda a dire ai giornalisti presenti e accusa l’ambiente mediatico che sta intorno alla Roma di “non avere a cuore le sorti della squadra”.
OSVALDO – Su Osvaldo: “Lui è un grande e il risultato sportivo deve essere da grande. Il ruolo dell’attaccante è particolare e quando non arriva il gol c’è sempre un po’ di fatica a mantenere l’equilibrio giusto. Sono state anche ingigantite alcune situazioni, entrando così in un vortice che lo ha danneggiato. La realtà però non è quella raccontata dai media, è completamente diversa. Come tutte le realtà, si può migliorare ovviamente. Mi spiace non riesca ad ottenere quello che è nelle sue aspettative e in quelle del pubblico. Fino a dicembre però in pochi non erano entusiasti di Osvaldo. Bisogna avere anche un pochino di memoria”. Ma come sappiamo la memoria non è cosa di questo sport, meno che mai a Roma.
Dopo gli spifferi usciti sui giornali di oggi riguardo un battibecco avvenuto ieri a Trigoria tra Osvaldo e Burdisso e più in generale sul clima che si è creato nello spogliatoio, il mister non si tira indietro, ma fa trasparire disagio e difficoltà: “Quello che emerge è sempre difforme dalla realtà. In qualsiasi associazione succede qualcosa quando ci sono rapporti interpersonali. Succede anche in tutte le famiglie, però nelle famiglie non si va a raccontare tutto in giro. Poi quando si parla di un’altra famiglia e non si racconta nemmeno la verità allora è un problema. Sono affari nostri, comunque, non riguardano l’esterno. Noi possiamo affrontare qualsiasi situazione, anche quelle più gravi, che comunque non sono mai avvenute”.

RITIRO – Altro argomento di discussione è la decisione di non tornare a Roma dopo il match di Torino, ma restare per un mini-ritiro a Novara, a metà strada tra Torino e Milano, per preparare la semifinale di ritorno di Coppa Italia: “Domani sera siamo a Torino, martedì sera a Milano. Dove sono i tre giorni di ritiro? Per motivi nostri, sarà prerogativa nostra rendere una trasferta più semplice possibile? Abbiamo voluto rendere agevole questa doppia trasferta cercando una sistemazione a metà strada tra Torino e Milano. Siamo in un momento della stagione importante e cerchiamo di renderlo il più facile possibile”. Poi se la prende con chi, tra stampa e radio, critica la decisione del ritiro: “Non c’è una misura, è tutto esaltato ed esagerato. Io la prima volta in cui sono entrato qui avevo la speranza che cambiasse un po’ questa voglia di polemica continua. Il mercato è già aperto, chi vuol bene alla Roma? Ditelo chiaramente. Io chiedevo un aiuto, però non lo vedo. Non è questa la maniera, non è costruttivo, poi ci chiediamo perché abbiamo questi problemi”.

SQUADRA – La squadra costruita in questi due anni manca di personalità? “E’ possibile. Ma è anche fisiologico che possa capitare nella costruzione di una squadra. I dirigenti hanno sempre parlato di tempi lunghi, tutto ha bisogno di tempo. Tutti in società vorremmo avere tutto e subito. Il discorso della personalità deriva tante cose”. È una squadra troppo sensibile alle critiche e all’ambiente? “E’ la stessa sfera della personalità: se ho timore ad affrontare una situazione negativa non ho personalità. Non voglio togliervi diritto di critica, mi riferivo al fatto di inventare o ingigantire le cose. Ma è possibile che il mercato sia fatto sui giornali? Se senti che non sei apprezzato non ti trovi bene. Uno che fa un lavoro come il calciatore, di prestazione, con tante componenti che possono condizionarlo, può essere influenzato da tanti aspetti. Non ho problemi a darvi ragione, ma non posso essere d’accordo sulle stupidaggini”.

SINGOLI – Sui singoli calciatori, Andreazzoli ha buone parole per Destro: “Destro sa adattarsi di più, Osvaldo è più definito come calciatore. Destro lo ha già fatto, come a Milano con l’Inter” e sulla possibilità di vederlo per 90 minuti in campo “Ad oggi ne ha meno (di minuti, ndr), però credo che sia un giocatore importante. E’ difficile dopo un infortunio del genere averli, ma se avremo bisogno lui tenterà. Diciamo di no però”. Su Nico Lopez e Balzaretti: “Sarei felicissimo di dare una possibilità a Lopez per come si allena, ha qualità. Ma non so se riuscirò a dargliela, anche se vorrei. Balzaretti ha sofferto il fatto di dover giocare tutte le partite, sacrificandosi perché in quei momenti non c’erano alternative. E quindi è stato costretto a fare un super lavoro che io credo abbia inciso sulle sue qualità. La settimana scorsa ha avuto la febbre ma ora sta tornando quello di sempre”.