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lollobrigida

Con grandissimo piacere oggi ospitiamo su Mai Dire Calcio uno dei migliori giornalisti sportivi del panorama nazionale,  già commentatore di Raisport, presentatore di “Mattina Sport”, inviato per “90′ minuto” e l’estate scorsa ci ha raccontato le emozionanti gare di canottaggio a Londra 2012. Per la rubrica “Una birra con…” abbiamo intervistato il gentilissimo e preparatissimo Marco Lollobrigida.

Ecco la lunga e interessante intervista a tutto tondo fatta a Marco:

Abbiamo ancora negli occhi la cocente eliminazione della Juventus ad opera del Bayern, è l’ennesima dimostrazione del gap tra il nostro calcio e gli altri campionati europei? Quali sono i motivi di questo gap?

“Certamente c’è un gap tra il nostro campionato e gli altri, lo dimostra la Juventus ma anche la Lazio eliminata in Europa League. Il gap credo sia tecnico prima che economico. A me la Juventus piace tantissimo, ha un centrocampo straordinario e in Italia è nettamente la più forte. Tuttavia è normale che se ti presenti all’ Allianz Arena con giocatori come Peluso e Matri, buoni giocatori ma non fenomeni, e dall’altra parte trovi Robben, Ribery, Schweinsteiger la differenza si veda. Poi è ovvio che incida anche l’aspetto economico. E’ facile vincere con grandi investimenti acquistando grandi giocatori come Zidane e Weah, però è quando questi investimenti non sono possibili che viene fuori l’ingegno e la bravura dei nostri dirigenti, e noi italiani in questo siamo maestri. Quindi sì, gli investimenti contano ma con l’ingegno e la fantasia questo gap può ridursi”.

Veniamo al campionato per il discorso scudetto i giochi sono fatti, la Juve ha già vinto?

“Assolutamente sì, la Juve è campione d’Italia dal primo marzo quando uscì imbattuta dal San Paolo. In Italia è superiore a tutte le altre squadre”.

Domenica c’è Milan-Napoli è decisiva per il secondo posto oppure qualunque dovesse essere il risultato la lotta per il secondo posto è ancora aperta?

“Innanzitutto, un bel mattoncino sul secondo posto il Napoli lo ha messo già lo scorso turno quando ha allungato sul Milan che ha pareggiato a Firenze. Credo che Milan-Napoli sia decisiva se il Napoli non perde. Se i partenopei riusciranno a portare a casa almeno un pari penso che il secondo posto sia loro, anche perché il Napoli è una squadra molto solida. Non penso che il Milan possa andarlo a riprendere nel caso non dovesse batterlo a San Siro. Anche perché, al di là dei proclami, subentrerebbe uno scoramento. Nel caso in cui il Milan non vincesse domenica, i giocatori in cuor loro saprebbero che il secondo posto diventerebbe quasi irraggiungibile”.

Possono rientrare altre squadre come Fiorentina, Lazio e Inter nella lotta per la Champions?

“L’Inter credo proprio di no perché ha troppi infortunati. Stramaccioni sta facendo un buon lavoro anche se, lo dico affettuosamente, sembra un inventore visto che ogni settimana si inventa qualcosa di nuovo anche a causa delle assenze. Nel complesso però l’Inter mi sembra una squadra tecnicamente involuta. Per quanto riguarda la Lazio, il suo problema finora è stato un organico non sufficientemente ampio per lottare su due fronti. Ora, senza l’Europa League, questo problema dovrebbe non esserci più. Tuttavia, mi sembra che i biancocelesti dipendano troppo dallo stato di forma di Klose, quando lui non sta bene o addirittura manca difficilmente vince. La Fiorentina è quella che ha più possibilità di rientrare, ha un bel gioco e un allenatore bravissimo come Montella al quale non si possono che fare i complimenti per l’impronta di gioco che ha dato al Catania lo scorso anno e quest’anno ai viola. Non dimentichiamo che allena da appena due anni. E’ un predestinato, scherzando gli ho detto che mi ricorda Capello”.

In questi giorni si sono susseguite le polemiche nei confronti della classe arbitrale, soprattutto da parte dell’Inter nelle persone di Moratti e Stramaccioni. Come giudichi le dichiarazioni di Moratti e più in generale il clima teso attorno alla classe arbitrale?

“Io credo che in tutte le categorie ci sia qualcuno in malafede, altrimenti avremmo una categoria perfetta, fatta di santi. Qualche arbitro in passato sarà stato in malafede, ci sono i processi a testimoniarlo. Io non credo che questa classe arbitrale sia in malafede. Sono arbitri giovani che sono stati catapultati troppo presto in serie A dopo calciopoli. Credo però che siano condizionati da ciò che avviene durante la partita, fatico molto a credere che un arbitro che commette un errore nel primo tempo, nell’intervallo non lo venga a sapere, di conseguenza nella ripresa sarà condizionato. Solo un grande arbitro riuscirebbe a non esserlo, l’unico in grado di non farsi condizionare mai era Pierluigi Collina, gli altri sono buoni arbitri ma umani. Moratti non sbaglia nel merito, sbaglia nel metodo: non si può parlare di malafede a comando, solo quando fa comodo. L’Inter quest’anno ha avuto diversi episodi a favore, perché Moratti non ha parlato di malafede in quelle occasioni? E’ troppo facile dire ‘gli arbitri possono sbagliare’ quando gli errori sono a favore, per poi parlare di malafede quando gli errori sono contro”.

Tre giornate a Balotelli per una parola di troppo e una a Cambiasso per un’entrata molto pericolosa. C’è qualcosa che non va nel regolamento?

“Assolutamente sì, lo dimostrano le diverse sanzioni che si applicano all’estero, in Inghilterra per esempio. Lì fischiano meno ma quando c’è da sanzionare qualcosa lo fanno in maniera esemplare. In Italia ciò non avviene perché gli italiani sono molto permalosi. E’ questo il motivo per cui una parola di troppo, un insulto viene visto come una lesa maestà. Poi è ovvio che Balotelli ha sbagliato però non è paragonabile ad un’entrata come quella di Cambiasso o di chiunque fosse stato al suo posto.  Il fallo di Cambiasso meritava almeno quattro giornate di squalifica perché mette a repentaglio la carriera di un collega”.

A proposito di Balotelli, finalmente sembra essere maturato e lo sta dimostrando anche in nazionale, lui ed El Sharaawy possono rappresentare il futuro dell’attacco azzurro? E, in generale, come vedi questo rinnovamento del nostro campionato e voluto da Prandelli con l’innesto di giovani come De Sciglio e Cerci?

“Balotelli ha carattere questo spesso divide i pareri. A me sembra molto maturato, credo che l’esperienza in Premier League lo abbia fatto crescere molto come uomo e questo si vede sul campo. Non mi interessa se la sera va al night o cose simili, quelli saranno anche fatti suoi. Nel complesso mi sembra più maturo e credo lo stia dimostrando. Con El Shaarawy può assolutamente rappresentare il futuro dell’attacco azzurro, ma non dimenticherei Mattia Destro che per me è il più grande attaccante italiano in prospettiva. Parlo di valore assoluto, tralasciando i problemi fisici e il difficile ambientamento alla Roma. Lui e Icardi sono gli attaccanti giovani che più di tutti mi hanno impressionato negli ultimi due anni. A proposito se l’Inter prende il sampdoriano fa un grandissimo colpo. Il rinnovamento azzurro voluto da Prandelli mi piace molto. Bisogna complimentarsi con Prandelli perchè si sta creando delle alternative giovani e importanti nei ruoli cardine della squadra penso a Verratti per il dopo Pirlo. Lo stesso De Sciglio che io considero un talento straordinario. Discorso a parte va fatto per Cerci. E’ un predestinato lo chiamavano ‘ l’Henry di Valmontone’ nelle giovanili della Roma giocava con i ragazzi di molto più grandi di lui e segnava 5 gol a partita. Il suo problema finora è stata la testa ma ha 25 anni può ancora fare quella carriera straordinaria che prometteva”.

Tornando al campionato, la lotta salvezza si è fatta molto interessante. Quale squadra tra Palermo, Siena e Genoa vedi meglio e chi pensi che alla fine possa spuntarla?

“Conosco Beppe Sannino da anni è una persona straordinaria e un grandissimo allenatore. Lo spessore della persona è racchiuso in un aneddoto. Quando terminò la sua onesta carriera di calciatore, Sannino andò a pulire i bagni dell’ospedale psichiatrico di Voghera per mantenere la sua famiglia. Questo la dice lunga su quale sia stata la gavetta che Beppe ha dovuto fare per arrivare dov’è.  Anni fa scrissi provocatoriamente che alcuni esoneri fanno curriculum. Quando vieni esonerato da presidenti come Zamparini, Cellino, Preziosi ne esci più forte, è quasi positivo. Esonerare Sannino, per il Palermo, è stato un errore che potrebbe essere fatale ma credo che Beppe possa davvero salvare i rosanero. Oltretutto tra le tre credo che il Palermo sia quella con la cifra tecnica più alta. Mi dispiacerebbe per il Genoa che è una buona squadra e ha un ottimo allenatore come Ballardini ma vedo meglio il Palermo. Il Siena senza la penalizzazione sarebbe nettamente salvo a questo punto, anche lì mandare via Cosmi è stato molto affrettato anche se Iachini sta facendo un gran lavoro”.

Guardiola al Bayern, ti affascina? Pensi possa ripetere quanto fatto a Barcellona o l’eredità di Heynckes, che sta facendo benissimo, sarà difficile da raccogliere?

“Heynckes sta facendo cose egregie. Sostituirlo credo sarà difficile ma fino a un certo punto. Il Bayern ha tutti i mezzi economici e tecnici per vincere almeno in Bundesliga. Lo ha fatto quest’anno con venti punti di vantaggio, potrà farlo il prossimo anno. Il nuovo corso Guardiola mi incuriosisce molto, soprattutto per quanto riguarda il gioco. Voglio vedere se riesce a ricreare il gioco che aveva il suo Barcellona e che ha tuttora, senza avere a disposizione Xavi e Iniesta che per me sono fondamentali per i blaugrana, e senza avere un impianto di gioco predefinito dai pulcini alla prima squadra. Sono curioso di vedere se riuscirà a ricreare il tiqui-taca senza avere una cultura del tiqui-taca nel settore giovanile. Per i risultati credo non ci saranno problemi anche perché sono convinto che Guardiola ha accettato il Bayern perché gli garantiva determinate condizioni e lo accontenterà su tutto. Ad esempio avrà la sicurezza di acquistare giocatori di primissima fascia, magari anche solo un paio ma davvero determinanti”.

In Champions sono rimaste Barcellona, Real Madrid, Borussia Dortmund e Bayern Monaco. Vedi una favorita?

“Il Barcellona è sempre la favorita, però vedo molto bene il Real. Mourinho non fallisce due volte lo stesso obiettivo perché è un vincente, vincere è nel suo Dna e lo dimostra ogni volta che apre bocca a volte anche in maniera teatrale. Sono convinto che lui sia restato a Madrid per poi andarsene con un’altra Champions League in mano”.

Cosa significa per un giornalista arrivare a commentare le Olimpiadi? Ci racconti la tua esperienza a Londra 2012?

“E’ un sogno. Io di natura sono un calciofilo ma commentare una finale olimpica con degli azzurri in gara ti dà emozioni forti, capisci quanto sei fortunato e che privilegio stai vivendo. In più commentando il canottaggio, raccoglievo un’eredità importantissima come quella di Giampiero Galeazzi. Era anche rischioso se vogliamo ma è stata un’esperienza stupenda. Non voglio sembrare immodesto, ma credo di essermelo meritato attraverso tanti anni di gavetta”.

Quanto è difficile fare il giornalista oggi, quanto conta frequentare master, scuole di giornalismo o affini?  Quanto incide internet sulla professione giornalistica?

“Oggi è più difficile. Quando cominciai io c’erano più possibilità di fare esperienza e non c’era master che tenesse. Scrivere nel giornale del quartiere, piuttosto che lavorare nella piccola televisione locale ti facevano crescere e imparare molto velocemente. Oggi, purtroppo, tutte queste possibilità non ci sono più. Per questo diventa importante la formazione, le scuole di giornalismo (quelle serie) possono essere importanti perché le piccole redazioni non ci sono più e danno la possibilità di accedere all’esame di stato. Bisogna però parallelamente impegnarsi il più possibile ad esempio scrivendo su un sito”.

Siamo una Onlus del calcio come dobbiamo fare per diventare una spietata multinazionale del settore?

“Bisogna avere una grande conoscenza dei nuovi media. Io trovo Facebook molto noioso, però Twitter è molto utile. Io lo uso da poco, ero scettico quando i colleghi mi dicevano che Twitter poteva essere una fonte di notizie, invece devo dire che è proprio così. Magari potreste creare una web tv di Mai Dire Calcio, può essere davvero la nuova frontiera dell’informazione soprattutto quando si punta sulla velocità e sulla qualità di ciò che si dice, affinando sempre di più le tecniche espositive. Così, inoltre, si diventa fonte di notizie. A me è capitato di fare servizi per ‘Dribbling’ partendo da un semplice video su You Tube. E poi serve curiosità, una volta Giorgio Tosatti mi disse:’un giornalista deve avere innanzitutto l’agenda piena di numeri di telefono, tanto a scrivere imparerà prima o poi’. Non dirò mai ad un ragazzo di lasciare perdere. Quando avevo vent’anni una grande firma del giornalismo italiano mi disse di lasciare perdere, mi diede ancora di più la forza di andare avanti e di crederci fino in fondo. Il mio consiglio è quello di non mollare e non abbattervi di fronte agli ostacoli andando avanti per la vostra strada”.