SHARE

Rossi_Marquez_Austin-620x330Marc Marquez 10 e lode: Lo spagnolo, al suo secondo Gp, vince e stravince, studia il suo avversario, Pedrosa, e al momento propizio lo passa. Talento immenso, astuto e spietato come un veterano, ma ha da poco preso la patente, con la leggerezza dei 20 anni può davvero stupire. Sorride, sorride sempre, è felice e non lo nasconde. Molto lontano dalle oppressioni di molti suoi colleghi centauri. Se non si perde per “strada” e se resta fedele al suo motto “Poche chiacchiere, tanta manetta”( magari è il mio, ma facciamo che glielo cedo volentieri ) può arrivare davvero lontano. Per ora gli è bastato scrivere il suo nome nel libro dei record. Attendiamo una sua conferma a Jerez.

Dani Pedrosa 7: Chi scrive non è un amante del pilota spagnolo, e il voto lo dimostra. Faziosità a parte, non si può dare molto di più ad un pilota che, a parità di moto, prende spesso la paga dal suo compagno di squadra, pur avendo molta più esperienza su queste moto che, per quanto semplificate dall’elettronica, restano comunque dei mostri da 160 Kg e oltre 230 CV. Deve darsi una svegliata, la gara di Austin è la metafora della sua carriera, pochi guizzi, e nei momenti topici scompare, dimentica come si corre e sprofonda. Chissà perchè la Honda lo tiene ancora al suo posto dopo 8 stagioni senza vincere nemmeno un mondiale?

Jorge Lorenzo 8: Paga l’inferiorità momentanea della sua moto nei confronti delle Honda, ma non getta la spugna, non rischia, si tiene sempre attaccato alla testa, pronto a sfruttare qualsiasi errore del duo di testa. Ma forse è un po’ presto per cominciare a fare il ragioniere, di certo il “Martillo” non è quello di Austin, a La Frontera di certo la sua Yamaha riacquisterà la consona competitività e anche lui potrà dire la sua.

Cal Crutchlow 8: Una moto privata tra i primi è sempre una bella sorpresa, Cal è più che altro una piacevole riconferma. Traiettorie strane, frenate molto ritardate, ottimo controllo del mezzo e tanto pelo sullo stomaco, una ricetta quasi sempre vincente. Rischia sempre di lasciarci la pelle, ma diverte molto e di certo rende la gara molto più piacevole.

Stefan Bradl 7+: Il tedesco porta la Honda di Cecchiniello tra le grandi, ottima prestazione, figlia anche della moto che sembra molto ben bilanciata e sfruttabile da tutti i piloti.

Valentino Rossi 6++: Il Valentino spacca-gara di qualche anno fa si è forse un po’ perso, ha smarrito la sua dimestichezza con la M1, e la sua imprevedibilità nei corpo a corpo. Dopo la gara spettacolare della scorsa settimana è ritornato un po’ anonimo, un po’ come nel suo periodo “Ducati”. Jerez è però alla finestra, e i circuiti classici sono quelli che a Vale riescono sempre. Attendiamo il suo ritorno sul gradino più alto del podio, i suoi festeggiamenti ci faranno sicuramente divertire.

Andrea Dovizioso 7 a lui ( 4 alla moto ): Il Dovi ha parecchie gatte da pelare, in qualifica la moto va discretamente, non è a livello delle giapponesi, ma dopo i due anni di buio progettuale, sembra che stia tornando il sereno in quel di Borgo Panigale, di certo la “dominazione” Audi qualche vantaggio lo starà portando, la moto non è stata snaturata, o almeno non ancor di più, ed è stata introdotta una certa precisione tedesca. Non sarà “Italian Style” ma c’è tanto da recuperare e i tedeschi, Guerre Mondiali a parte, non perdono mai.

Alvaro Bautista 7: Altro privato di buon livello, battaglia con l’ufficiale Dovizioso, e porta l’unica Gresini MotoGp “competitiva” a punti. Se fosse un po’ più continuo potrebbe regalarsi qualche soddisfazione in più.

Niky Hayden/Andrea Iannone 6 di media: 5 e mezzo il primo, un voto in più il secondo, per i trascorsi minori nella categoria. Molto poco dinamici, soffrono i limiti della moto e, pur non arrivando a tanti secondi dal Dovi, sembrano di un altro pianeta.

Alexis Espargaro 8: Voto strameritato, con una CRT si mette dietro due MotoGp, dimostrando che anche le piccole, a volte, possono fare dei miracoli.

Bradley Smith/Ben Spies 4: Brutti, bruttissimi, sottotono, mai uno spunto, non sembra guidino moto con 30 CV e con elettronica molto più evoluta delle CRT. Se non cambiano qualcosa rischiano di dover cambiare casa l’anno venturo.