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Tralasciando la festa scudetto della Juve, che avverrà fra una o due giornate ma poco importa, il successo dei bianconeri sul Milan ha creato non poco interesse per quanto riguarda le posizioni con vista Europa. Il ko dei rossoneri dopo 150 giorni riapre clamorosamente il discorso terzo posto, cui ha sempre creduto la Fiorentina. I viola hanno provato a rovinarsi la domenica, ma hanno rilanciato le proprie ambizioni Champions. Traguardo che, forse, sarebbe anche meritato per la squadra di Montella, protagonista di una stagione esaltante e soprattutto proponendo un calcio arioso e divertente. Sarà volata dunque col Milan, in ribasso senza Balotelli, che però tornerà determinante nello sprint conclusivo. Difficile che il Napoli si vada ad infilare in una strada senza uscita col rischio di perdere la seconda piazza e quindi l’accesso diretto all’Europa che conta. Contro Atalanta e Cagliari, giusto per citare gli episodi più recenti, è sembrato di rivedere la “pazza” Inter di qualche anno fa. Folle ma vincente. Mazzarri ha usato il metodo-Mourinho: dentro tutti gli attaccanti (nel finale c’erano in campo contemporaneamente Cavani, Pandev, Hamsik, Insigne, Calaiò più Armero) e che il cielo ce la mandi buona. Il cielo, azzurro guarda caso, ha regalato la fantasia di un predestinato: Lorenzo Insigne. Successo esaltante, adrenalinico e che spinge il Milan a -7.

C’è poi la domanda da mezzo milione di dollari: ma l’Europa League conta o no? Chi ci gioca ne parla poi quasi con fastidio, ma se non la si raggiunge a maggio si parlerà di fallimento. La Lazio quest’anno ne ha pagato a caro prezzo le fatiche, sperperando una prima parte di stagione in campionato di altissimo profilo, in cui sembrava candidarsi come anti-Juve. Oggi i biancocelesti sono ottavi e sarebbero fuori da tutto. C’è la finale di coppa Italia con la Roma (evento storico), ma le due squadre della Capitale sono in una situazione analoga: divise da un punto, ancora ampiamente in corsa per un posto appunto in Europa League ma con un bel bagaglio di delusioni sul groppone. Chi vincerà la Coppa Italia a maggio si redimerà (specie coi propri tifosi), per l’altra metà romana “pianto e stridor di denti“. E quindi l’inferno. Siamo sicuri, ma ovviamente non verrà mai detto in modo ufficiale, che una percentuale considerevole di tifosi dell’Inter, e forse lo stesso Moratti e gli stessi giocatori, farebbero a meno dell’Europa minore nella prossima stagione. Ma ne va dell’immagine. E ne va, forse in primis, della panchina di Stramaccioni, che in Europa ci deve arrivare. Almeno per giocarsi una carta di permanenza sulla panchina nerazzurra. Carta che potrebbe in ogni caso non essere sufficiente. Col redivivo Rocchi l’Inter è, attualmente, a -5 dalla Fiorentina e -6 dal Milan. Paradossalmente, e forse utopicamente, ancora in corsa addirittura per la Champions. Alla Pinetina possono ragionare solo gara dopo gara. Ma tutte le big non possono escludere e sottovalutare la mina vagante Udinese, quest’anno emersa alla distanza e bravissima nell’approfittare della discontinuità altrui.

Infine, come di consueto, uno sguardo alla zona rossa: il pari in pieno recupero del Palermo a Catania vale cinque volte di più dell’1-1 interno del Genoa con l’Atalanta e, naturalmente, del ko interno del Siena col Chievo. I toscani hanno deciso di complicarsi la vita da soli, lasciando quasi tutto inalterato e conservando solo un piccolo mattoncino di margine sulle due inseguitrici. Chi avrà più sangue freddo, in questa volata thrilling, meriterà di rimanere su…