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Premier+League

Sostenibilità nel lungo periodo, fairplay, tetto salariale, plusvalenze, introiti, diritti tv.

Il calcio è anche questo, soprattutto questo da un paio di anni a questa parte e inevitabilmente diventerà lo specchio di una fase storica improntata sull’austerity, non si scampa. In Premier League fino a pochi mesi il problema era marginale e riguardava principalmente i club che ancora non erano stati acquistati da compagnie petrolifere o sceicchi buontemponi, ora invece, la faccenda si fa grossa e per mettere un freno agli sprechi, salvare eventuali società in rosso ma soprattutto dettare delle regole base per “controllare” il mercato si stanno prendendo importanti provvedimenti.

E’ arrivato l’ok definitivo al fair play finanziario “interno”. I 20 club della massima divisione britannica hanno deciso di condividere e applicare norme finanziarie improntate a una maggiore sostenibilità nel medio-lungo periodo. Le perdite dei club  non potranno superare complessivamente 123 milioni di euro nelle prossime tre stagioni (105 milioni di sterline), e i club che sforeranno saranno sottoposti a un regime di maggiori controlli e potranno subire sanzioni e penalizzazioni.

Dall’anno prossimo invece ci sarà una limitazione agli aumenti del monte ingaggi. Addio acquisti milionari? Addio sogno Cavani, Falcao e quant’altro?

Vediamo un po’, le regole sono chiare: i club che hanno un costo del lavoro superiore ai 61 milioni di euro nel 2013/14, 65 milioni nel 2014/15 e 70 milioni nel 2015/16 non potranno incrementare gli ingaggi rispettivamente di 4,6 milioni di euro il prossimo anno, 9,3 milioni nel 2014/15 e 14 milioni nel 2015/16. Le plusvalenze da calciomercato, però, sono fuori da questi limiti e potranno essere impiegate per l’acquisto di altri giocatori. 14 club hanno votato a favore della proposta, il City si è astenuto, mentre Fulham, WBA, Aston Villa e Southampton hanno dato parere negativo.

Non si tratta di un vero e proprio limite di spesa ma qualcosa si fa. Inoltre le retrocesse dalla Premier League riceveranno dalle altre società un “paracadute”  di 60 milioni di sterline, quasi 70 milioni di euro. La cifra a partire dal prossimo anno sarà spalmata in 4 stagioni. Dal 2010, le squadre che scendono dalla massima serie alla Championship hanno ricevuto 16 milioni di sterline per ciascuna delle 2 stagioni successive alla retrocessione e 8 milioni di sterline nella terza e nella quarta annata. Il ‘paracadute’ serve a compensare il crollo degli introiti legati ai diritti televisivi, vera miniera d’oro per le società della Premier.