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Indubbiamente il Borussia Dortmund è la squadra del momento e dopo aver schiantato ieri sera il Real Madrid con un fantastico 4-1, è impossibile non parlare di questo club che si sta confermando a livelli assolutamente stellari da ormai più di 2 anni. Il Borussia è una società di grandi tradizioni ma storicamente non ha mai avuto le immense possibilità economiche dei cugini “ricchi” del Bayern. Questa inferiorità economica si ripeterà anche nella prossima sessione di mercato estiva quando Götze, certamente, e Lewandowski, probabilmente, si sposteranno da Dortmund a Monaco di Baviera. Ma il Borussia va oltre la perdita di due giocatori, anche se tra i più forti nell’attuale rosa. Il popolo giallonero può contare su quello che ormai tutti in Vestfalia considerano un autentico profeta: Jürgen Klopp. È infatti lui, insieme ad una società all’avanguardia, il vero artefice dei successi recenti del Borussia Dortmund. Cerchiamo quindi di conoscere la sua carriera partendo dai suoi primi passi nel mondo del pallone.

Klopp è nato il 16 giugno del 1967 in un piccolo paese della Foresta Nera di nome Glatten. Le grandi soddisfazioni nelle vesti di calciatore non arrivano e lo stesso Klopp si autodefinisce un «giocatore mediocre della Zweite Liga». Incomincia la carriera nel SV Glatten, ma la svolta arriva nel 1990 quando viene acquistato dal Magonza. Qui arretra la sua posizione in campo, passando da attaccante a mediano prima di finire la carriera in difesa. A Magonza diventa un simbolo perché, seppur non abbia la stoffa del campione, i tifosi si innamorano del suo spirito combattente. A 34 anni, dopo oltre 300 partite nel Magonza, il fisico non regge più. Nel febbraio del 2001 la squadra annaspa nei bassifondi della classifica e la società decide di affidare la panchina al simbolo riconosciuto della squadra. Klopp fa subito il miracolo e riesce a salvare la squadra dalla retrocessione. Inevitabile la riconferma sulla panchina dei biancorossi. Dopo due stagioni consecutive concluse al quarto posto, nel 2003-2004 arriva la promozione in Bundesliga.

L’avventura nella prima serie tedesca dura 3 anni, quando nel 2006-2007 la stagione si conclude con la retrocessione. Nel 2007-2008 arriva un quarto posto che non basta a risalire in Bundesliga e Klopp, dopo un lungo apprendistato di quasi 8 anni, è pronto al grande salto. Lo ha cercato il Bayern, che poi ha scelto Klinsmann, e quindi Klopp opta per il Borussia Dortmund: mai scelta fu più azzeccata. Il lavoro di concerto con la società giallonera porta frutti migliori anno dopo anno. A Dortmund, Klopp è libero di sperimentare senza l’assillo di vincere per forza e nelle prime due stagioni al Westfalenstadion arrivano un sesto (2008-2009) e un quinto posto (2009-2010). Due annate non certo sensazionali ma utili a dare un impianto di gioco ben definito alla squadra. Intanto la società sforna ragazzi di talento dal vivaio e compra giovani a basso costo pronti ad esplodere sotto la guida del tecnico di Glatten. Nella stagione 2010-2011 la miscela è perfetta e il progetto ambizioso di Klopp viene finalmente premiato con la conquista della Bundesliga. Il suo gioco richiede molti sacrifici ma trova nei giocatori grande entusiasmo e fame di vittorie. La forma fisica è una costante imprescindibile per il suo metodo di gioco. Il fiato rappresenta le fondamenta ma a questo vanno abbinate grandi capacità tecniche e tattiche. Klopp è maniacale su entrambe le fasi di gioco: tutti, a partire dal centravanti, hanno compiti precisi in copertura per mettere sotto pressione gli avversari. Una volta ripreso il possesso della palla bisogna subito verticalizzare, sviluppando una fase offensiva rapida, con l’aiuto dei terzini che devono creare il vantaggio numerico sulle fasce. Dopo la conquista della Bundesliga anche nel 2011-2012, in questa stagione il club giallonero ha dato priorità alla Champions League e per ora le cose hanno funzionato alla meraviglia. E ormai a Klopp non resta che l’affermazione più difficile, quella continentale, per consacrarsi a tutti gli effetti nell’olimpo degli allenatori.