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pazzini

Dopo qualche battuta d’arresto era atteso il ritorno del Milan nella lotta al terzo posto.

Un ex rossonero come Alberto Aquilani nel pomeriggio di ieri aveva spalancato le porte della Champions League alla Fiorentina mettendo la parola fine sulla trasferta di Genova. 

In uno strano giro di calciatori è toccato ad un altro ex, Giampaolo Pazzini, che a Firenze ha trascorso diverse stagioni tra alti e bassi, rilanciare i rossoneri per dimostrare che per il terzo posto tutto è aperto e magari anche uno spiraglio per il secondo resta aperto.

Giampaolo Pazzini ha sempre avuto un grande senso del gol ed è sempre stato un grande professionista, poco avvezzo alle polemiche.

Di panchina ne ha fatta tanta a Firenze prima dell’esplosione vera e propria a Genova con la maglia della Sampdoria. Ma il giovane Giampaolo aveva già siglato un grande record: con l’Under 21 aveva partecipato all’inaugurazione del nuovo stadio di Wembley e dopo trenta secondi di gioco l’aveva già messa dentro. La cosa bella è che in quella partita Pazzini segnò tre gol e uscì dal campo tra gli applausi di tutto il pubblico presente.

Quindi non stiamo parlando di un calciatore qualsiasi.

In estate lo scambio Cassano-Pazzini tra Milan e Inter doveva servire a ridare linfa vitale ad entrambi gli ex gemelli del gol sampdoriani. Inizialmente sembrava aver funzionato. L’attaccante toscano si era presentato ai suoi nuovi tifosi con una tripletta. Ma poi ha attraversato molti periodi bui in questa stagione. Senza mai perdere del tutto la via del gol. Prima di ieri sera i gol messi a segno da Pazzini erano tredici.

Considerando il fatto che con l’arrivo di Balotelli il Pazzo è stato praticamente retrocesso a riserva il bottino è di tutto rispetto.

Il posticipo di ieri era una partita troppo importante. E Pazzini era pronto a guardarla dalla panchina. Sicuramente tutti i tifosi speravano di non vederlo in campo, perchè avrebbe significato che le cose non stavano andando proprio bene.

E in effetti le cose non sono andate proprio come i tifosi avrebbero sperato.

Legrottaglie prima e Bergessio poi hanno portato per due volte il Catania con il muso davanti, pronto a fare uno sgambetto doloroso al diavolo rossonero.

Allora Pazzini ha dovuto interrompere la sua serata da spettatore, ha dovuto allacciarsi gli scarpini e scendere in campo.

Nessuno alla vigilia lo avrebbe potuto pronosticare ma il suo ingresso è stato determinante. Due gol e la rimonta è servita. E’ vero che i gol non erano di quelli impossibili, ma essere nel posto giusto al momento giusto è un merito non da poco.

Il rigore trasformato da Balotelli è soltanto un’aggiunta che serve molto più per le statistiche che non per i tre punti.

Così il Milan torna al terzo posto, superando nuovamente la Fiorentina e gettando nuova benzina sul fuoco di questa rincorsa ad un posto in Champions.

Allegri ha la possibilità di scegliere tra attaccanti tutti importanti. Ieri sera è stato Pazzini a togliere le castagne dal fuoco, come in altre circostanze hanno fatto Balotelli o El Shaarawy. Già, il Faraone. I gol e le magie dell’italo egiziano sembrano essere lontane anni luce. La sua stagione resta straordinaria. E questo rende ancora più grandi i meriti di Giampaolo Pazzini. Si, sempre lui. Perchè pur non essendo mai stato un titolare con continuità ha segnato soltanto un gol in meno di El Shaarawy, dimostrando che lui l’abbonamento in panchina proprio non lo digerisce. Ma lo accetta. Poi va in campo e segna. Come solo i campioni sanno fare.

Anche i suoi gol saranno determinanti nella corsa alla Champions, così come quelli (tanti) che continuano a segnare i ragazzi della Montella-band.