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barcellona

Fine di un’epoca. Fine di un ciclo. Fine del tiki-taka. Il risveglio a Barcellona è stato brusco stamani dopo la notte più brutta vissuta in Catalogna da anni a questa parte. Il 3-0 subito al Camp Nou da un inarrestabile Bayern Monaco dà sensazioni anche peggiori dei quattro schiaffi subiti all’andata, che nel computo totale fanno 7, quasi una manita e mezzo. A dispetto della semifinale raggiunta in Champions e della Liga ad un passo ma che sembra poco più di un brodino, è stato questo il pensiero di chiunque abbia assistito ieri a Barcellona Bayern allo stadio o davanti alla tv, guardando increduli la discesa in terra dei marziani catalani, oramai divenuti terrestri a tutti gli effetti: la fine. Non si discutono i singoli, che restano dei campioni assoluti, ma la filosofia di gioco del Barça fatta di tocchi rapidi con un possesso palla esasperante per l’avversario ha fallito.

LE CAUSE – I blaugrana salutano la Champions con un doppio tonfo clamoroso tra andata e ritorno dopo aver giocato una fase ad eliminazione a dir poco sofferta, con la sconfitta subita dal Celtic in Scozia e nessuna vittoria conseguita in trasferta nei match con Milan, Paris Saint-Germain ed appunto Bayern. Si è rotto il giocattolo Barcellona, che quest’anno è venuto meno in numerosi dei suoi interpreti: Villa, Sanchez, Puyol, Song, Busquets, Mascherano, MessiLa Pulce Atomica ha mostrato più che mai ieri la sua sindrome d’Argentina, per la quale con la Nazionale nelle partite decisive spariva. Lo stesso è capitato adesso, con il quattro volte Pallone d’Oro non pervenuto tanto all’Allianz Arena quanto al Camp Nou. Si prevede una rivoluzione totale adesso, con il presidente Rosell ed il ds Zubizarreta che già hanno fatto capire di voler puntare su giocatori nuovi più per necessità che per sensazione, come era stato invece nel caso dell’acquisto di Ibrahmovic qualche stagione fa.

RIVOLUZIONE – I nomi accreditati a vestire le tinte blaugrana sono quelli di Handanovic dell’Inter per la porta, Hummels del Borussia Dortmund per la difesa ed Aguero del City e Neymar del Santos per l’attacco, assieme ad un prevedibile assorbimento dei migliori canterani provenienti dalla squadra B; facile prevedere tanto spazio l’anno prossimo per i baby fenomeni Thiago Alcantara e Deulofeu. Sul piede di partenza Victor Valdes, David Villa, Alexis Sanchez e forse Alexandre Song, giunto solo la scorsa estate dall’Arsenal.