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FOOTBALL TALE

Diego Armando Maradona. Sarebbe bastato questo nome, che è anche il titolo della graphic novel di cui parleremo oggi, per convincermi ad acquistare il fumetto. Ma oltre al nome ci si è messa anche la mostra allestita alla Mostra d’Oltremare di Napoli in occasione del Napoli Comicon 2013, la consueta convention che rende per quattro giorni Napoli l’attrazione principale degli amanti dei fumetti di tutta Italia.

L’AUTOREPaolo Castaldi è nato a Milano nel 1982 da padre napoletano, ovviamente. “Fumetti, illustrazioni e pensieri, coltivati con metodi tradizionali” si legge nella biografia del suo blog personale. Tra le sue pubblicazioni troviamo Nuvole Rapide (Edizioni Voilier, 2009) e Etenesh (BeccoGiallo, 2011), tradotto anche in inglese. Ha pubblicato anche storie brevi sulla rivista di Emergency, e sulla rivista d’arte InPensiero. Nella sua bacheca personale vanta il Premio Boscarato 2011 come Autore Rivelazione dell’Anno al Treviso Comic Book Festival vinto grazie ad Etenesh.

IL LIBRO – Pubblicato nel 2012 per la collana Biografie, Ritratti d’autore di BeccoGiallo, editore impegnato nella pubblicazione di un particolare settore del fumetto, quello giornalistico e di impegno civile, “Diego Armando Maradona – La vita e le imprese raccontate a fumetti” conta 200 pagine a colori (al prezzo di 15€) dense di una passione immensa per la leggenda, il dio, il re di Napoli. Diego. El pibe de oro. D10S. Ma più che le gesta calcistiche di Maradona, anch’esse comunque narrate, questo fumetto tende a mettere l’accento sull’importanza che ha avuto, e che continua ad avere, il personaggio su un intero popolo alla ricerca di riscatto sociale. Un popolo che rivendica dignità; quella dignità che ogni giorno si vede calpestare da quelli del nord, e non solo in ambito calcistico.

Il disegno estremamente espressivo aiuta in maniera unica ad apprezzare le emozioni ed i sentimenti profusi nella stesura del fumetto. Che sono le stesse emozioni e gli stessi sentimenti provati e condivisi da centinaia di migliaia di napoletani ed argentini.

In un viaggio lungo undici episodi, o meglio undici tocchi, come quelli sufficienti a Maradona il 22 giugno 1986 allo stadio Azteca di Città del Messico per liberarsi dei birilli inglesi e concludere quell’azione considerata poi il gol del secolo, l’autore ci trasporta attraverso gli occhi di vari personaggi ad assistere all’ascesa al trono di Napoli di Diego.

Da Salvatore Lipari, fotografo e reporter presente alla presentazione di Maradona al San Paolo quel 5 luglio 1984, a Carmine Gianfelice, giovane difensore di una piccola squadra di Acerra, provincia di Napoli, che ha la fortuna di marcare a uomo Diego Armando Maradona in occasione di un’amichevole organizzata per raccogliere fondi da devolvere ad una famiglia povera del posto. E ancora Francesco Coppola, operaio napoletano che lavora a Casale Monferrato per la Eternit, lavoro che lo usura sia fisicamente, per via delle fibre di amianto, che moralmente, per colpa dei pregiudizi verso i terroni come lui; avrà la sua vendetta sportiva (e sociale) il 9 novembre del 1986, Juventus 1 – Napoli 3. Alla fine del campionato il Napoli sarà Campione d’Italia. Un capitolo è dedicato a Valerio Jovine, musicista reggae, fratello di un membro dei 99 Posse, che canta una canzone a Diego, “unico e vero Re di Napoli”: ‘O reggae ‘e Maradona (VIDEO), intonata per la prima volta live a Milano.

Culmine della storia è ancora quella partita magica. Quella partita che non è solo calcio, è molto di più. È la riscossa di un’intera nazione, quella argentina, che ha perso figli e terre solamente quattro anni prima nella vergognosa guerra delle Malvinas (smettiamola di chiamarle Falklands una volta per tutte), atto supremo della violenza e della presunzione di quell’Inghilterra thatcheriana.

Tutti gli amanti del calcio sanno come finì quella partita, difronte a centodiecimila spettatori: 2-1 per l’Argentina, Maradona, Maradona, Lineker. Doppietta di Diego, entrambi gol storici. Il primo è la famosa Mano de Dios, lo stesso Dios che Diego incontra, nel nostro fumetto, poco prima del discorso nello spogliatoio; il secondo è il gol più bello del secolo. Gli undici tocchi verso il paradiso.

Goooolazo! Diegooool! Viva il calcio! Maradona in una corsa memorabile, nella giocata di tutti i tempi…Da che pianeta sei venuto per lasciare lungo il cammino così tanti inglesi? Perchè il paese sia un pugno chiuso che grida per l’Argentina. Grazie Dio. Per il calcio. Per Maradona. Per queste lacrime. Per Argentina 2, Inghilterra 0.

Un ringraziamento va all’autore Paolo Castaldi, per le foto della mostra e per la dedica sul libro. Que viva Diego!

La prima puntata di “A Football Tale” dedicata a Febbre a 90° di Nick Hornby si trova a questo link.

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