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Più che dello scudetto lontano un’incollatura, la conferenza stampa di vigilia di Juventus-Palermo è stata monopolizzata dall’argomento più caldo in casa bianconera: il futuro di Antonio Conte.

 

URGE CONFRONTO- Fioccano le domande su questo tema e il tecnico bianconero risponde lasciando spazio, però, ancora a mille possibili interpretazioni: “Tutto quello che è stato ottenuto in questi due anni è frutto della perfetta programmazione, non abbiamo lasciato nemmeno una virgola al caso. E’ però giusto che ogni ci si sieda e ci si confronti per rispetto nei confronti di tutti, tifosi, società e allenatore, sono cose normali nel calcio. L’uomo Antonio Conte vuole restare al 100% alla Juventus, però oltre all’uomo c’è il professionista e questo non può non avere chiara tutta la situazione. E’ per questo che bisogna confrontarsi, le idee sono chaire ma potrebbero essere divergenti, finora non è mai stato così e mi auguro non lo siano nemmeno stavolta. Ci confronteremo proprio per capire cosa si può fare adesso che l’asticella è stata alzata di parecchio, abbiamo la fortuna di poter programmare il futuro in anticipo, chi pensa che le stagioni si programmino a gennaio è un illuso. Non è un problema di soldi, la mia storia dimostra che non ho mai dato importanza ai soldi, ho lasciato contratti importanti quando non credevo nel progetto”.

 

LO SCUDETTO- E’ poi naturalmente il momento di parlare di scudetto e di stilare un bilancio della stagione juventina: “Domani dobbiamo vincere lo scudetto senza se e senza ma. Sarebbe un risultato incredibile frutto del lavoro straordinario fatto negli ultimi due anni dalla società, dal direttore Marotta e soprattutto dai miei giocatori. Sono loro gli artefici principali di questo successo, mi fido tanto di loro ed è per questo che spesso chiedo loro come stanno come ho fatto prima di Roma-Juventus , è logico che alla fine decido io ma mi piace responsabilizzarli. Siamo stati protagonisti di una marcia trionfale che nessuno si aspettava quando siamo arrivati, non dimentico che si parlava di una Juve che avrebbe faticato ad entrare in Europa League. Il nostro progetto prevedeva che l’anno prossimo si iniziasse a lottare per lo scudetto invece ne abbiamo già vinti due”.

 

5 MAGGIO- Oltretutto domani è il 5 maggio, data che da queste parti rievoca dolci ricordi: “Se il 5 maggio 2002, prima della partita con l’Udinese, mi avessero chiesto che percentuale avevamo di vincere lo scudetto avrei detto lo 0,001% e invece successe qualcosa di incredibile e insperato, fu bellissimo sono le emozioni che solo il calcio può darti. Il destino ci restituì quanto ci aveva tolto l’anno prima a Perugia. Quest’anno, ribadisco che dobbiamo ancora vincere, ma sarà un’emozione diversa perché siamo stati in testa dall’inizio alla fine nonostante squadre forti come Napoli e Milan e l’impegno della Champions League. La partita decisiva? Quella di Bologna, è stata lo spartiacque. Era la prima di una serie pericolosissima , aver vinto a Bologna ci ha dato la spinta per un finale di stagione straordinario, non a caso veniamo da sette vittorie consecutive”.