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torricelli

Torna la rubrica “C’era una volta” che oggi fa felice i tifosi di Juventus e Fiorentina raccontando Moreno Torricelli. La storia di questo ragazzo è davvero incredibile. Nato il 23 gennaio del 1970 ad Erba, in provincia di Como, passa la gioventù tra il magazzino di una fabbrica di mobili della Brianza e i campi di calcio di squadre come l’Oggiono e la Caratese. Il carattere che abbiamo scoperto negli anni lo si vedeva già quando finiva di lavorare dopo 6 ora e , preparata la borsa, correva all’allenamento, almeno 3 volte a settimana. Tanti sacrifici e la fortuna lo bacia. Siamo nel 1992 e la sua seconda squadra, la Caratese, viene invitata ad un’amichevole con la Juventus. L’allenatore della Juventus quell’anno  è Giovanni Trapattoni, che resta impressionato dalle capacità e dalla grinta del ragazzo e lo convoca per il ritiro prestagione dei bianconeri. Il Trap è convinto della scelta e vuole Torricelli nella sua squadra. La società lo accontenta e per pochi milioni di lire L’ex della Caratese è ufficialmente un nuovo giocatore della Juventus.

Sulla svolta arrivata a 22 anni Moreno dirà:” Dai quindici ai ventidue anni ho lavorato fino alle 6 del pomeriggio. Non mi dispiaceva fare il falegname come fare il calciatore, che era un divertimento oltre quei pochi spiccioli. Avevo già allora una volontà di ferro. Appena finivo il turno preparavo la borsa e correvo al campo per l’allenamento. Sacrifici che ricordo con molto piacere. Sarebbe stato bello farli anche farli anche se non fossi arrivato in serie a.”

“All’improvviso è sbucata la Juventus e fino all’ultimo non ci ho creduto.[] La favola è cominciata li. Con la Juventus, mica una squadra qualsiasi”.

Inizia così la carriera di questo giocatore tutto cuore e grinta, che con queste qualità è arrivato fin sul tetto del mondo. Una favola da raccontare ai bambini che sognano di diventare calciatori. Nella Juventus al suo primo anno impiega davvero poco tempo per guadagnarsi un posto da titolare. la stagione si conclude con la vittoria della Coppa Uefa in finale contro il Borussia Dortmund. Terzino destro preferibilmente, ma ottimo per tutte le posizioni della difesa, già al primo anno diventa uno degli idoli della tifoseria bianconera.

Il suo scopritore lascia la panchina e arriva Marcello Lippi. La musica però non cambia e le due stagioni successive sono le migliori, sia a livello personale che a livello di squadra. Arrivano uno dopo l’altro lo Scudetto, la coppa Italia, la Champions League, la Coppa Intercontinentale, la Supercoppa Europea e la Supercoppa Italiana. Di queste partite va ricordata la finale con L’Ajax, dove Torricelli viene eletto migliore in campo. La Nazionale è solo la normale conseguenza per il ragazzo, che con la maglia azzurra disputerà 10 partite, partecipando agli Europei del ’96 e i mondiali del ’98.

Sul primo Scudetto dirà: “La stagione del primo scudetto è stata memorabile. Siamo partiti senza i favori del pronostico. La partita della svolta fu al tardini di parma, dove battemmo i rivali per 3 a 1. Secondo me, quella è stata la partita della svolta.”

Altre due stagioni in bianconero per lui, arricchite da altri due scudetti. Poi dopo 230 partite e 3 gol, nel 1998, chiede di essere ceduto alla fiorentina, dove ritroverà quel Trapattoni che tanto aveva puntato su di lui. Torricelli, entusiasta per essere di nuovo allenato da chi lo scoprì sei anni prima, gioca un’ottima stagione che si conclude con il terzo posto e la conquista della Champions. Le stagioni con la Fiorentina diventeranno 4, che però purtroppo culmineranno nel modo peggiore, nell’anno del fallimento della società viola. Due stagioni in Spagna con la maglia dell’Espanyol, poi il ritorno in Italia con la maglia dell’Arezzo prima di appendere le scarpette al chiodo nel 2005.

Inizia la carriera di allenatore nel 2007 guidando gli esordienti della Fiorentina. condividendo la panchina con un altro ex viola, Massimo Orlando. Nel febbraio del 2009 viene chiamato a guidare la Pistoiese nel campionato della nuova Lega Pro prima Divisione (ex c1). L’esordio è amaro, con il pareggio sul difficile campo del Foggia, ma l’espulsione dopo appena 19 minuti. Purtroppo non riesce a centrare la salvezza e la Pistoiese retrocede dopo i playout con il Foligno. Nonostante la vittoria dell’andata per 2-1, la sconfitta esterna per 1 a 0 condanna la compagine arancione. L’esperienza però deve aver mostrato alcune qualità, perchè il Figline, neopromosso in Prima Divisione, punta su di lui per la stagione 2009-2010. La salvezza viene raggiunta con largo anticipo, ma le difficoltà economiche e l’alta probabilità di non iscrizione al successivo campionato portano Torricelli a dimettersi a fine stagione.

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