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Per la nostra rubrica “Una birra con…”, dedicata alle interviste esclusive ai grandi protagonisti dello sport, ospitiamo quest’oggi con immenso piacere uno dei più grandi giornalisti sportivi italiani: Xavier Jacobelli, direttore di calciomercato.com, già direttore di Tuttosport e del Corriere dello Sport, nonché opinionista televisivo di primo piano fin dai tempi dello storico “Processo di Biscardi”.

Ecco la lunga intervista rilasciata dal disponibilissimo direttore Xavier Jacobelli.

Domenica scorsa la Juventus ha vinto il campionato con tre giornate d’anticipo, ora a tenere banco in casa bianconera è il futuro di Antonio Conte che sembra aver chiesto ulteriori rinforzi per “alzare l’asticella” e puntare alla Champions League. Quanti e quali giocatori mancano alla Juventus? Conte sarà accontentato o c’è davvero la possibilità che lasci la panchina bianconera?

“Io penso che Conte resterà alla Juventus, ha fatto benissimo a chiedere di rinforzare la squadra. Il tecnico bianconero si è reso conto, credo soprattutto nelle due partite col Bayern Monaco, che c’è ancora un certo gap tra la Juventus e le altre squadre europee. Per colmare questo gap la Juventus ha bisogno di alcuni acquisti. Innanzitutto un attaccante, uno che faccia tanti gol e, soprattutto, in grado di essere decisivo quando serve di più, nelle partite da dentro o fuori. Penso a giocatori come Ibrahimovic, Suarez, Higuain , giocatori che possano far fare un salto di qualità. Inoltre credo che la Juventus abbia bisogno di un difensore in più, intendiamoci la difesa bianconera è fortissima ma quest’anno si è retta sulle spalle di un grandissimo Barzagli che ha spesso dovuto sopperire anche alle assenze per infortunio di Chiellini. L’anno prossimo è giusto che anche Barzagli qualche volta possa tirare il fiato e non dover reggere tutto il peso della difesa sulle sue spalle come in questa stagione”.

A proposito di panchine, è ancora fresco l’annuncio ufficiale dell’addio a quella del Manchester United di Alex Ferguson  dopo ventisette anni. Che effetto le ha fatto apprendere la notizia?

“Ha suscitato in me un grande moto di ammirazione. Ammirazione che già avevo nei confronti di questo straordinario tecnico ma che è cresciuta nel momento del suo addio. La grandezza di un uomo sta nel capire quando arriva il momento di farsi da parte, Ferguson lo ha fatto e ha preso questa decisione nel momento giusto. Inoltre Sir Alex è stato un grande perché è riuscito ad imporre un modello di gioco che divertisse la gente, ha fatto capire ai tifosi che c’è un modo di giocare un calcio spettacolare abbinandolo a risultati incredibili ed esportarlo. Non dimentichiamo, poi, che ha valorizzato tantissimi giovani, da Beckham a Ronaldo per non citare mostri sacri come Giggs e Scholes. Merita tutti gli attestati di stima che sta ricevendo e il fatto che rimanga nel club con un ruolo dirigenziale ha inciso sulla scelta del suo successore.”.

Per tornare in casa nostra, anche in Italia di panchine incerte per la prossima stagione ce ne sono diverse. A partire dal Napoli appeso alla decisione di Mazzarri, passando per il Milan dove neanche la straordinaria rimonta sembra garantire la permanenza ad Allegri, fino alla Roma che vuole sostituire Andreazzoli con un tecnico di nome, magari proprio uno tra Allegri e Mazzarri. Secondo lei come cambierà la composizione di queste panchine e quale tra questi allenatori merita una conferma?

“Sarà un effetto domino, ogni nome è collegato all’altro. Tutto dipenderà dalla scelta di Mazzarri, che ora sembra possa rinnovare con il Napoli. La prima mossa spetterà a lui, le altre verranno di conseguenza. Sono abbastanza ottimista riguardo una clamorosa pace tra Allegri e il Milan a patto che la società rossonera rinnovi il contratto del tecnico livornese.  In più aggiungerei il nome di Stramaccioni, è vero che Moratti continua a confermare pubblicamente il giovane tecnico ma quest’anno ha perso quindici partite, un’infinità, e se dovesse perdere anche le ultime due sarebbe davvero difficile confermarlo e dubito che accadrebbe”.

Veniamo all’aspetto tecnico, la giornata di mercoedì ha sancito gli ultimi verdetti? Milan terzo e Genoa salvo, non c’è margine per Fiorentina e Palermo?

“E’ ovvio che abbiano un vantaggio importante, però finchè non c’è l’aritmetica ad ufficializzare questi verdetti tutto può accadere. In ogni caso, penso che il Genoa negli ultimi tempi stia meritando la salvezza trascinato da un grande Borriello. Il Siena ha pagato il grandissimo sforzo per annullare la penalizzazione ma sei punti per una squadra così forse erano troppi. Il Palermo avrebbe avuto la squadra per salvarsi ma paga alcune scelte societarie a mio avviso errate. E’ stato un errore esonerare Sannino, come ha ammesso lo stesso Zamparini, quando è stato richiamato alla guida tecnica del Palermo evidentemente la situazione era già ampiamente compromessa. Tuttavia finchè la matematica non condannerà i rosanero sarà un loro dovere provarci, certo ora non sono più padroni del loro destino”.

Dopo un lunghissimo balletto organizzativo, domenica 26 Maggio alle 18 si gocherà la finale di coppa Italia. Come giudica questa incertezza sulla data? La romana che perde il derby ha fallito la stagione?

“La finale di coppa Italia per le due squadre della Capitale rappresenta, non dico l’ancora di salvezza ma una grande opportunità per nobilitare la propria stagione. Non credo possa salvare la stagione ma sicuramente nobilitarla perché è un trofeo importante. Per quanto riguarda l’indecisione sulla data credo sia un falso problema, mi spiego: l’ordine pubblico rappresenta la priorità, si tratta della finale della coppa nazionale un evento cui potrebbe assistere anche il Presidente della Repubblica. Non credo che il problema sia che si giochi alle ore 18, le finali in Inghilterra a Wembley si giocano anche alle 15. Il problema è che in Italia non viene garantito il rispetto per le regole, se c’è una regola bisogna adeguarvisi e rispettarla. E’ stato fatto tanto rumore per nulla”.

Esattamente dieci anni fa, Juventus e Milan si apprestavano a giocare al finale di Champions League a Manchester, oggi la finale è tutta tedesca. Cosa è cambiato in questi anni? Cosa ha determinato questo gap creatosi tra il nostro campionato e quello tedesco? In cosa sono stati migliori di noi, oltre al’aspetto economico?

“Beh l’aspetto economico è fondamentale. E’ pur vero che le nostre società negli ultimi anni hanno letteralmente buttato dalla finestra milioni e milioni di euro, attraverso scelte scellerate, giocatori strapagati rispetto al loro valore e, soprattutto, pagando stipendi folli e appesantendo tantissimo la voce del monte ingaggi. Basti pensare al Milan che, la scorsa estate, per ripianare le perdite ha dovuto vendere i suoi pezzi da novanta, Ibrahimovic e Thiago Silva. E poi, in Italia ancora oggi non si è capita l’importanza dello stadio di proprietà (anche a causa di una legislazione assurda). Il Bayern negli anni si è consolidato anche grazie ai grandi introiti di uno stadio che vive sette giorni su sette e produce soldi tutta la settimana. Anche grazie a questo il Bayern, oggi, può permettersi di spendere 42 milioni di euro per un giocatore come Javi Martinez”.

Lei è un grande esperto di mercato, quest’estate sembra che possa esserci un gran movimento di punte. Da Cavani a Falcao, da Ibrahimovic a Suarez, dove pensa che si andranno ad accasare questi grandi attaccanti e crede che ci sia, davvero, qualcuno disposto a pagare interamente la clausola rescissoria di Cavani?

“Assolutamente sì, a partire dal Manchester City. Ma su Cavani ci sono tantissime squadre, tutte disposte a pagare la clausola, oltre al City, ci sono Real, Bayern, Psg, Barcellona. Per ora il City è in vantaggio ma il mercato è imprevedibile tutto può cambiare da un minuto all’altro, di sicuro però le pretendenti per Cavani saranno molte. Per Ibrahimovic il discorso è diverso, lui vorrebbe venire in Italia in particolare alla Juventus, però bisogna vedere se la Juventus lo vuole e a quali condizioni. Con lo stipendio che percepisce a Parigi è impensabile”.

La crisi economica sembra aver favorito l’utilizzo dei giovani nel nostro campionato e nella nostra nazionale. Se fosse Prandelli su quali di questi giovani punterebbe già dalla Confederations Cup di questa estate?

“Innanzitutto per quanto riguarda la Confederations Cup c’è da considerare che si svolgerà praticamente in concomitanza con gli europei under 21 e non credo che Prandelli voglia privare Devis Mangia degli elementi cardine della sua nazionale. Sicuramente il c.t. azzurro vorrà puntare sui giovani e credo che il futuro della nostra nazionale siano i vari Balotelli, El Shaarawy, Destro, Insigne, De Sciglio, Verratti. Penso che, comunque, molti di questi come Insigne e De Sciglio saranno aggregati all’Under nell’avventura europea per poi ritagliarsi il loro spazio in nazionale maggiore. Di sicuro Cesare Prandelli ha tutta l’intenzione di puntare sulla linea verde e bene ha fatto finora a puntarci”.