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juventus cagliari

È la festa, il clima di un saluto. Si gioca più per dovere di completamento, che per raggiungimento di obiettivi. I ritmi cauti e cadenzati ne sono una chiara dimostrazione. Non poteva essere altrimenti: la Juventus, già campione d’Italia, contro un Cagliari, salvo e felice di un girone di ritorno eccellente. 3-5-2 contro 4-3-1-2.

I bianconeri applicano qualche cambio rispetto alla formazione standard. Storari in porta, Marrone a centrocampo, Isla e Giaccherini sulle corsie. In avanti si rivede Giovinco. Il Cagliari, invece, propone la mossa di Ekdal ( 1990 ) trequartista. Vanta già più di cento presenze in Serie A. Probabilmente pochi della sua età ne hanno giocate di più nel torneo italiano. È il classico prototipo che il giocatore di inventiva desidera avere al proprio fianco: garantisce il passaggio, chiude la triangolazione, porta via lo spazio per la giocata. Gaston Ramirez, il numero 10 che giocava nel Bologna fino all’anno scorso, disputò la sua miglior stagione quando era proprio Ekdal ad affiancarlo nella posizione di trequarti. Per definirlo meglio, Ekdal è quello che da complementarietà, nonché compimento, alla “mossa” di chi crea.
Davanti, in coppia ( e che coppia ) , Pinilla e Ibarbo. È proprio il colombiano a siglare lo 0-1 della partita. Giaccherini gestisce male il calcio d’angolo: cerca dapprima l’uno-due e successivamente crossa in maniera poco qualitativa. Scatta il contropiede – che non fa rima con Ibarbo solo per una questione semantica- che porta al gol. È vero che l’attaccante cagliaritano galoppa 85 metri palla al piede, ma ben 70 li percorre del tutto incontrastato; poi, con una finta, anzi un cambio di direzione grazie al quale “rientra” in mezzo al campo, passa tra Barzagli e Marchisio: tiro non irresistibile, sul quale però Storari non può fare nulla. Un’azione bella, ma non straordinaria: questo non toglie nulla alle qualità del colombiano: uno da progressione, che parte largo con e/o senza palla per colpire sull’uno contro uno. Ha tecnica e persino estro. Non solo forte, dunque, ma anche capace di entusiasmare.

La Juve, dopo aver trascorso un primo tempo nullo dal punto di vista delle occasioni trova il pareggio: Vucinic con un tap-in mette dentro. 1-1, definitivo. Una partita che omaggia due squadre letteralmente protagoniste del campionato. La squadra di Conte vince per la seconda volta consecutiva lo scudetto: un’impresa, se si pensa che da settimi, si è passati a comandare immediatamente un campionato. Il Cagliari, invece, nel peggior contesto pronosticabile: senza stadio. Non solo: succede che la partita casalinga contro l’Udinese si gioca a Trieste; il padrone a casa dell’ospite: ribaltamento illogico. Gestire un’ambiente complesso è di per se difficoltoso: eppure, esiste sempre il rovescio della medaglia, quella che trasforma il nero nella migliore arma di ripulita. Girone di ritorno da spettacolo per risultati. Bravissimi Rossettini e Astori, difensori da giro palla e perfetti in marcatura: difficile capire a che livello possano ambire, ma di certo sono giocatori completi. Nainggolan, possibile partente: pesa tantissimo in mezzo al campo. Atleticamente merita da subito una squadra di vertice.

A Torino si parla già di acquisti e cessioni, indubbiamente. Non è argomento particolarmente caro di chi scrive, poiché la priorità del gioco, riprendendo le parole di Eduardo Galeano, è quella di descrivere i giocatori ” per caratteristiche, e non per valore di mercato”. Ma anche questo va trattato, nella giusta misura, e soprattutto nei tempi opportuni: estate e Gennaio ( che non significa inverno ). Potrebbe essere valutato un cambiamento tattico: dal 3-5-2 al 4-3-3. Sia perché le grandi d’Europa giocano generalmente così, sia perché è un modulo offensivo che porta tanti uomini in area avversaria ( anche se dipende sempre dalla maniera col quale si decide di approcciarsi al modulo stesso ).  Isla, abituato a giocare come quarto a destra di difesa in nazionale, sarebbe, a priori, adattissimo. Questa stagione non è analizzabile per lui: è rientrato solo ad ottobre per infortunio, dopo aver saltato tutta la preparazione. I ruoli e le gerarchie erano già definite, per cui lo spazio è stato difficile da trovare. Vedremo che cosa sceglieranno di lui. Si dovrà capire quante partite Pirlo potrà disputare: e allora decidere se già muoversi in direzione di un prospetto, o alternare in quella posizione Pogba e Vidal. Infine l’attacco. Llorente sarà il centravanti. Dal punto di vista delle peculiarità calcistiche, Gonzalo Higuain e Alexis Sanchez sarebbero congeniali: il primo, partendo da sinistra, farebbe un classico movimento a tagliare dentro l’area, sull’azione sviluppata a destra. È bravissimo in questo. Inoltre, può giocare leggermente più spostato dal ruolo di punta, in quanto sicuro nel mettere la palla di prima dentro l’area.

Dall’altra parte Sanchez: alla Juve manca un uomo che salti l’uomo in corsa sugli ultimi venti metri.

A) Sanchez gioca in quel ruolo nella nazionale ( stesso discorso esplicitato precedentemente per Isla ).

B) con Isla stesso ha un’ottima intesa: il terzino gli taglia dietro in modo tale da permettergli l’affondo centrale.

C) Accelera tutto il movimento offensivo. Ti alza la soglia atletica per pareggiare il ritmo europeo.

Ci sarà tempo per pensarci.