SHARE

Marijuana-Olympic-Games-531x350

Cannabis nello sport, tanti casi anche importanti come Usain Bolt e Michael Phelps tra i più recenti. Entrambi sorpresi a fumare marijuana. Addirittura per lo statunitense la beffa di essere sospeso dalla sua federazione per tre mesi, nonostante non fosse impegnato in quel periodo in gare internazionali.

Ora invece, è notizia di oggi, si è convenuto alzare la soglia di tolleranza e fare in modo che fumare erba per gli sportivi non sia del tutto proibito.

L’agenzia mondiale antidoping (Wada) ha spostato il limite di marijuana da 15 a 150 nanogrammi per millilitro. Sopra questa soglia sarà considerato doping (la decisione è entrata in vigore sabato scorso). Secondo l’agenzia viene ammesso l’uso “ricreativo” della sostanza in quanto la cannabis non migliora direttamente le prestazioni ma può avere effetti calmanti e così ora alcune federazioni sportive hanno deciso di eliminare la sostanza dalla lista di quelle proibite, sostenendo anch’essi gli effetti del tutto rilassanti per gli atleti

Secondo i primi calcoli l’innalzamento della soglia porterebbe ad una diminuzione di circa l’80% dei casi di positività legati all’uso di marijuana. Nel 2011 tra gli atleti fermati per doping l’8% aveva fatto uso di cannabis. Da sempre, nella comunità scientifica, si dibatte sulla vera utilità della Thc (il principio attivo della pianta): è difficile determinare con esattezza quanto possa modificare le prestazioni sportive. La scelta della Wada di alzare l’asticella toglie di scena ogni tipo di dubbio.

Il consumo di cannabis era vietato ai Giochi olimpici dal 1999, ora questo dietro-front che permetto lo spinello almeno fino al giorno prima della competizione. La decisione è stata presa senza aspettare la conferenza mondiale antidoping che si svolgerà in Sudafrica, a Johannesburg, dal 12 al 15 novembre, e che scriverà il nuovo codice 2015.

Il problema stava diventando prettamente economico. La soglia precedente rischiava di colpire anche il consumo in una festa magari un paio di settimane prima della competizione e senza alcun fine dopante, e questo determinava una spropositata richiesta di giudizi, duelli legali e contemporaneamente sperpero di soldi extra, con parcelle esagerate e sanzioni limitate. Con questa decisione si guarda al futuro, si riducono gli sprechi e si pone come priorità per la Wada la concentrazione di sforzi sui diversi fronti in cui la battaglia contro le sostanze proibite è sempre durissima, e non più su una sostanza come la cannabis che non crea danni allo sport.

 

SHARE
Previous articleMatias Almeyda, simbolo di grinta e aggressività
Next articleAvellino, ecco la festa promozione
Classe '85. Fondatore e direttore editoriale di MaiDireCalcio (ora Contrataque), istintivo sognatore napoletano. Ho scritto per PianetaNapoli.it, ora sono redattore per NapoliCalcioLive.com, web content per jobyourlife.com e pagellista per calciomercato.it. Laurea in Economia, giornalista pubblicista, baggista e folle appassionato del Crystal Palace. Twitter @claudioc7 Facebook facebook.com/ChandlerBing85