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osvaldo

Pablo Osvaldo, attaccante della Roma, è intervenuto ai microfoni di Roma Channel.

Ecco quanto evidenziato da Maidirecalcio:

SQUADRA- “E’ un momento positivo, questo, per me e per la squadra, abbiamo trovato un buon livello di gioco e sia a livello personale che di squadra, pur con qualche risultato non positivo, stiamo abbastanza bene. C’è stato un periodo nel quale mi si era un po’ chiusa la porta, non riuscivo a far gol anche se ritengo di aver fatto prestazioni importanti. Chiaro che non arrivando il gol, il tifoso non si mette ad analizzare la partita. E’ vero anche che ci sono partite dove non tocchi la palla e segni e sembra che hai fatto una grande partita. Sono successe cose che mi sono dispiaciute, ormai è passato. Sono sereno, so quello che faccio, so che sono un professionista e che do sempre tutto in campo e questo mi fa stare sereno, il resto sono chiacchiere. La partita perfetta è quella contro la Juventus. Poi non è mai facile ripetere sempre le stesse prestazioni. Penso che a livello personale e anche come squadra quella sia stata una partita perfetta”.

CRITICHE —  “Sono l’opposto di quel che si pensa, non mi piace essere ruffiano e prendere in giro la gente, da bambino non ero tifoso della Roma, per questo non bacio la maglia se segno. Ci deve essere qualcosa di particolare nel gol o nel momento per far sì che succeda quello che è successo a Firenze. I tifosi della Fiorentina mi hanno applaudito, se me lo avessi chiesto prima della partita avrei detto che sarei stato più composto, ma dopo un gol del genere è impossibile, dopo aver vinto una partita in cui avevamo sofferto. Mi fa piacere quando mi fanno i complimenti, anche le parole di Francesco dopo la partita di Firenze mi hanno fatto emozionare, mi hanno fatto piacere. Sono un giocatore normale, cerco di dare il massimo, se me lo dicono gli altri… La gente mi dimostra anche affetto, c’è stato un periodo un po’ così, ma quando vado in giro per Roma la gente mi dimostra tanto affetto. Magari sto antipatico a qualcuno. L’importante è che le persone che mi conoscono e che mi frequentano sappiano quello che sono io, il resto sono chiacchiere che non mi toccano. So quello che sono e quello che faccio”.

MUSICA — “La chitarra, mi piace, la suonoda solo in camera. Non sono pronto per esibirmi dal vivo. Mi vergognerei troppo, non suono neanche davanti alla mia ragazza. Mi sembrerebbe poco serio, devo pensare al calcio. La chitarra la suono con la famiglia, mi vergogno troppo, non so se ce la farei”.

ROMA-  “Roma è una delle città più belle del mondo, è affascinante la gente particolare, il mangiare, è una città che ti dà tanto a livello umano, molto simile a quelle sudamericane, la gente è simpatica. Penso sia unica, è normale sentirsi attratti. Entrare all’Olimpico è un’emozione particolare. Poi ci sono quelle partite che mettono i brividi. Il calcio nella mia vita conta molto: è la mia passione, oltre che il mio lavoro. All’inizio stavo tutto il giorno a vedere calcio, ora ho trovato altri interessi e altre passioni che aiutano anche a staccare un po’, penso che non faccia bene fare tutto il giorno la stessa cosa. Penso di aver trovato un giusto equilibrio che mi fa stare tranquillo fuori e che mi fa stare al 100% quando devo pensare al mio lavoro”.

ANNATA GIALLOROSSA-  ” Ci vuole tanto lavoro, ci vuole pazienza, che nel calcio non c’è, soprattutto in Italia. Abbiamo cambiato tanti giocatori, ogni volta è come ricominciare da zero. Anche se secondo me potevamo fare molto meglio, sicuramente c’è rammarico. Ci sono state partite che dovevamo vincere facilmente che ci sono sembrate impossibili da vincere. Prendendoci uno a uno siamo una squadra fortissima, mi auguro di iniziare da zero un’altra ma con tanti di questi giocatori, per poter fare qualcosa di molto bello.

LAMELA- “Mi ha impressionato Lamela: è cresciuto tantissimo. Ma anche Pjanic e Marquinhos, che ha solo 19 anni e sembra che abbia 300 partite in Serie A. E’ fortissimo, non so come faccia”.