mercoledì, Dicembre 1, 2021

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Stefano Borghi: “Libertadores, emozioni e risultati inaspettati”

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Per chi non avesse letto i numeri precedenti, piccola spiegazione: immaginate di trovarvi in un bel pub inglese, ordinate una bella pinta di birra da sorseggiare per voi e per chi vi sta accanto: STEFANO BORGHI, il più grande telecronista italiano in circolazione, la voce di tanti derby argentini, di tante partite di Championship e da qualche mese anche delle calde partite di Lega Pro.

Quante volte avete pensato di chiedere un’opinione o semplicemente un racconto a Stefano? Ora è possibile, grazie a questa splendida iniziativa ora anche voi utenti attraverso i nostri contatti Facebook e Twitter o tramite commenti agli articoli potete proporre la vostra domanda, noi la gireremo a Stefano e ogni 7 giorni riceverete la tanto agognata risposta!

Questa settimana abbiamo ricevuto tantissime domande da rivolgere a Stefano e ci scusiamo fin da ora se non troverete la vostra, ma non vi preoccupate saranno presenti nel prossimo numero. Ma ora bando alla ciance e partiamo subito con la chiacchierata con Stefano di questa settimana: ecco”Una Pinta con Borghi”!

Nella Libertadores ci sarà spazio per una sorpresa o continuerà a essere un monologo dell’Atletico Mineiro fino alla fine? (Antonio Grella)

Tutto è possibile.  Credo che in pochi si aspettassero il passaggio del turno del Boca Juniors a spese del Corinthians; anche quanto fatto dal Newell’s, ribaltando sul campo del Velez il risultato della gara d’andata ci insegna che nella Libertadores c’è sempre spazio per risultati strani. Quando avremo in mano il lotto delle semifinaliste, allora lì qualcosa si potrà delineare.

Dopo Argentina e Brasile qual è secondo te il campionato più valido in Sudamerica? Quello uruguaiano? Grazie (Michele Simoncelli)

C’è un abisso tra il campionato argentino e brasiliano con gli altri campionati sudamericani. Credo che il campionato uruguaiano, che è sempre stato tradizionalmente fervido,  attualmente si trova più in difficoltà. Sono cresciuti abbastanza quello del Paraguay e quello colombiano. Ma in questo momento per me il terzo campionato in assoluto, dopo Brasile e Argentina, è quello cileno. Il Cile, dopo il Brasile, ha un’economia più florida tra i paesi del Sud America.

Sanchez Mino del Boca e’ pronto per il campionato italiano? Lo vedresti fin da subito in una big del nostro campionato? Secondo me gran bel giocatore (Albèrt Manusardi)

Sanchez Mino, come di tecnica di base, potrebbe essere un elemento molto valido per l’Europa. Ha subito un infortunio strano l’anno scorso: si è rotto un braccio ed è restato fuori per parecchi mesi. Poi il rientro non è stato morbidissimo. Ha 23 anni, ha dimostrato di essere un calciatore polivalente e penso possa essere un prospetto da osservare anche per società importanti del campionato italiano. Il Boca Juniors, come tutti i club argentini,  è una società che vende molto volentieri, su Sanchez Mino, invece,  ha intenzione di tirare un filino in più il freno, perché è un giocatore sul quale credono e che preferiscono tenere. Inoltre puntano a monetizzare ampiamente per lasciarlo partire.

Ciao Stefano…secondo te c’è possibilità che Ignacio Scocco venga a giocare in Italia il prossimo anno? E’ da grande squadra? E chi sono le squadre interessate per lui? (Michelangelo Montaruli)

Scocco poteva venire in Italia, essendo molto vicino ad un club italiano. La trattativa, però, non si è concretizzata perché in Italia si cerca di capire le dimensioni della prossima stagione prima di fare investimenti. La mia sensazione è quella che presto andrà in Brasile. Ritengo che Scocco sarebbe un acquisto eccellente per la maggior parte dei club italiani.

Ti chiedo un giudizio su un giocatore che a inizio Finàl hai un po’ criticato ma che a me piace: Rescaldani. (Matteo Bettini)

Non l’ho criticato all’inizio del Final. Ho solo detto che era un ragazzo acerbo per prendersi la responsabilità, che gioco-forza gli veniva affidata, per gli infortuni di Ferreira e Pratto. Un ragazzo con così poca esperienza, costretto a giocare titolare sia in campionato che in Copa Libertadores con il Velez, pativa fisiologicamente un pochino di difficoltà. C’è da dire che è maturato molto in fretta: le sue prestazioni sono state in crescendo, però mai e poi mai, mi sono permesso di giudicare Rescaldani. Facevo notare che il Velez, che negli anni si è contraddistinto per aver sempre dosato e sempre inserito i proprio talenti al momento giusto, su questo ragazzo ha dovuto forzare un pochino la mano. Ha sbagliato gol clamorosi nelle prime settimane del semestre, ma ultimamente si è ripreso ed ha iniziato a segnare con continuità.

Cosa ne pensi della squalifica della giornata a porte chiuse inflitta al Boca Juniors? Francamente ho visto che l’AFA ha fatto finta di niente in situazioni ben più gravi e pericolose (Raffaele Lafayet Di Filippo)

Al di là di quello che si è visto nel Super Clasico, che è stato un pochino nervoso, non ho mai avuto la sensazione che potesse trascendere in violenza. La decisione può sembrare un po’ sorprendente, è vero. Però bisogna conoscere le cose come sono andate. C’è una guerra interna nella barra del Boca che ha prodotto omicidi, arresti o cose strabilianti come l’arresto di un portiere, quindi è normale che si debba pensare di intervenire profondamente. Però una giornata a porte chiuse non cambia più di tanto: bisogna intervenire più drasticamente sul tema delle barra bravas, ma è una cosa talmente grande e che coinvolge la sfera sociale e politica, che è difficile dibatterla in poche righe. Fatto sta che

Quanto incide a livello economico la Libertadores sulle squadre che partecipano alla competizione?E’ possibile paragonarla alla Champions?(con le dovute proporzioni)…Dico e chiedo questo perché non mi spiego altrimenti il comportamento così rinunciatario del Velez in Primera, non credo sia solo per il prestigio della coppa…(Marco Cortini)

L’incidenza economica è importante. Le cifre non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelle della Champions League, però per i club sudamericani mettere in tasca qualche milione vuol dire avere ossigeno puro.  Il Velez, con il suo tecnico Garega, è sempre stato un baluardo del fatto di giocare su più fronti. Però quest’anno il Velez ha avuto una catena di infortuni incredibile: tutte le settimane aveva fuori, dai sei ai dieci calciatori. Per un club del genere è impossibile sostenere un semestre da doppia competizione, con questo tipo di indisponibilità. Quindi ha deciso di puntare tutto sulla Copa Libertadores, che è una vetrina molto significativa. Inoltre il Velez, avendo vinto il campionato Inicial,  avrà la possibilità di diritto di giocarsi il titolo stagionale nella finalissima di fine giugno. Per cui ritengo che è stata una scelta oculata quella di tirare un pochino il freno, anche perché il Velez ha avuto dalla sfortuna a livello di episodi nelle prime giornate.  Si sono resi conto tutti che non era possibile avere la riconferma; il biglietto per la finalissima c’era già per aver vinto l’Inicial; la Libertadores era una grande occasione e si è fatta questa scelta. E’ stata una scelta comprensibile.

CHEERS!

L’appuntamento con le vostre domande da rivolgere a Stefano è per venerdì prossimo. Nel frattempo ecco gli appuntamenti con Stefano in tv:  QUILMES – NEWELL’S domani sera alle 23,30 su Sportitalia 2.

Ringraziamo Valerio Morresi amministratore della fan page di Facebook “Stefano Borghi commentatore numero uno d’Italia” che ci aiuta a raccogliere tutte le domande da rivolgere a Stefano. Continuate a seguirci per non perdere il prossimo numero di “Una Pinta con Borghi” , ci trovate su Facebook, Twitter oppure abbonandovi gratuitamente ai nostri Feed Rss.

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