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La formazione dell'Ajax nella stagione 1971-1972

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Se le squadre di calcio potessero parlare non sarebbero in molte a poter  dire di aver rappresentato un’era calcistica, non sarebbero in molte nemmeno quelle a poter dire di aver creato un’era calcistica, sarebbero ancor meno quelle  che potrebbero dire di aver cambiato il gioco del calcio. Se ce n’è una che può dirlo di sicuro è l’Ajax di Rinus Michels e Johan Cruijff. Noi siamo Leggenda di questa settimana è dedicato all’Ajax del calcio totale.

IL CALCIO TOTALE– Se al  termine “calcio” si può far seguire oggi l’attributo “totale” lo si deve ad una goleada del Feyenoord del gennaio del 1965. E’ proprio a seguito di quella sconfitta per 9-4 subìta dall’Ajax che la società di Amsterdam decide di esonerare l’allora allenatore Vic Buckhingam, e chiamare ad allenare la squadra un ex calciatore simbolo dei Lancieri: Rinus Michels. 510758_full-lndQuell’anno in prima squadra si è appena affacciato un ragazzino promettente di nome Johan e di cognome Cruijff che di lì a poco sarebbe diventato il numero 14 più importante della storia del calcio. Michels quell’anno riesce a salvare l’Ajax da una storica retrocessione che diventava sempre più probabile prima del suo arrivo. L’ex centravanti dell’Ajax, ha portato uno stile di gioco completamente diverso rispetto a quelli che si utilizzavano a quei tempi. Per Michels i giocatori non devono limitarsi a svolgere il compitino che il loro ruolo gli impone, ma devono essere pronti a ricoprire, a seconda delle situazioni tattiche che la partita propone, due, tre, se non quattro ruoli differenti e ogni volta che un calciatore si trova in una posizione differente da quella originaria, un suo compagno deve andarlo a sostituire nel ruolo rimasto scoperto. Il suo Ajax attacca in dieci e difende in dieci perchè il suo Ajax è la prima squadra a giocare il calcio totale.

PADRONI D’OLANDA– Nella stagione 1965/66 l’Ajax torna a dominare in Olanda, il calcio totale di Michels dimostra subito di non essere solo uno spettacolo piacevole per gli spettatori ma anche un metodo per vincere e ottenere risultati.  I Lancieri dominano dall’inizio alla fine e chiudono in testa con sette punti di vantaggio proprio sul Feyenoord, grazie al quale tutto era iniziato. L’anno successivo Johan Cruijff non è più un ragazzino promettente, ma un giovane fuoriclasse che guida con trenta reti in trentatre partite l’Ajax ad uno straordinario bis nei Paesi Bassi. La vittoria del secondo campionato consecutivo, infatti, è poco più di una formalità, i Lancieri infatti si mettono ancora una volta alle spalle il Feyenoord staccandolo questa volta di cinque lunghezze. La supremazia dei  biancorossi di Amsterdam nella terra dei tulipani viene legittimata una volta di più nella stagione 1967/68, quando l’Ajax si laurea per la terza volta di fila campione d’Olanda superando anche in questo caso per la terza volta di fila i rivali storici del Feyenoord che chiudono secondi con tre punti di distacco. Ma quell’anno arriva anche la vittoria della prima coppa nazionale dell’era Michels centrando così il Double. Il dominio in patria si interrompe l’anno successivo, l’Ajax infatti chiude al secondo posto alle spalle del Feyenoord, in compenso inizia ad esportare il calcio totale in ambito internazionale. I Lancieri di Michels infatti raggiungono la finale della coppa dei Campioni, perdendola al “Santiago Bernabeu” di Madrid per 4-1 contro il Milan di Nereo Rocco. Ma il calcio europeo ha avuto comunque modo di conoscere il calcio totale, e ben presto lo conoscerà ancora meglio.

LA MITICA 14 E LA CONSACRAZIONE EUROPEA- La stagione 1969/70 dell’Ajax vede un curioso cambiamento. Cruijff, che fino a quel momento aveva indossato la maglia numero 9, inizia per una strana coincidenza a indossare la numero 14. Tutto successe perché un suo compagno di squadra dell’epoca, Gerry Muhren, a pochi minuti da una partita di campionato non trovava la sua maglia. Allora Cruijff gli cedette la sua numero 9 e lui prese il 14 per non lasciarlo mai più. Quell’anno l’Ajax torna a vincere il campionato olandese, ma i confini di casa iniziavano a stare stretti ai Lancieri. La stagione 1970/71 gli uomini di Michels la concludono al secondo posto in campionato, ma in coppa dei Campioni sono inarrestabili. Eliminano una dopo l’altra con una facilità disarmante il KF Tirana, il Basilea, il Celtic Glasgow e l’Atletico Madrid approdando alla finale di Wembley contro il malcapitato Panathinaikos allenato da Ferenc Puskas. Gli uomini di Michels si portano in vantaggio già al 5’ con un bel gol di Van Dijk, sarà poi il gol del subentrato Haan a tre minuti dal termine a consacrare gli olandesi campioni d’Europa. E’ l’apoteosi del calcio totale, il nuovo modo di interpretare il gioco ha conquistato l’Europa. Oltre alla coppa dei Campioni, nel 1971 gli uomini di Michels riusciranno a conquistare anche la coppa nazionale.

La formazione dell'Ajax nella stagione 1971-1972
La formazione dell’Ajax nella stagione 1971-1972


L’ADDIO DI MICHELS- Ma quello sarà l’ultimo trofeo dell’Ajax di Michels, l’Ajax che ha incantato il mondo, perché il tecnico olandese a fine stagione decide che il suo ciclo ad Amsterdam è concluso e passa al Barcellona. Al suo posto sarà chiamato l’allenatore della Steaua Bucarest, Stefan Kovacs. Quest’ultimo poté beneficiare della grande disciplina tattica che Michels aveva inculcato nei suoi giocatori e, soprattutto, della classe cristallina di Johan Cruijff. Questa miscela straordinaria portò Kovacs a compiere un’impresa al primo anno in panchina. La stagione 1971/1972 è infatti quella del Treble. L’Ajax vince agevolmente il campionato olandese, staccando il solito Feyenoord di otto lunghezze, e la coppa nazionale. Ai nastri di partenza della coppa dei Campioni invece, si presenta con l’etichetta di campione in carica e ha l’arduo compito di riconfermarsi. Dopo aver eliminato senza troppe difficoltà squadre importanti come la Dinamo Dresda, il Marsiglia, l’Arsenal  e il Benfica, L’Ajax arriva ancora una volta in finale dove, questa volta, ad attenderla c’è l’Inter di Invernizzi. La finale si gioca a Rotterdam, quasi in casa per i Lancieri, ed è un monologo di Cruijff. Una doppietta del numero quattordici, infatti, stende i nerazzurri al tappeto e regala agli olandesi la seconda  coppa dei Campioni consecutiva.

LO STORICO TRIS CHE CHIUDE UN’ERA-  La stagione successiva si apre con la conquista della Supercoppa europea e della coppa Intercontinentale. In Olanda c’è il solito monologo biancorosso con l’Ajax che si laurea campione per la sedicesima volta. Jc_ajax_belle_photo_011Ma il monologo biancorosso valica i confini ancora una volta e si ripete in campo europeo per la terza volta consecutiva. Cska Sofia, Bayern Monaco, Real Madrid sono spazzate via dalla classe dei campioni d’Europa che arrivano ancora una volta in finale e ancora una volta si ritrovano contro una squadra italiana. Questa volta si tratta della Juventus di Capello, Bettega, Altafini e Zoff. La partita, giocata a Belgrado, è molto equilibrata e nervosa ma l’Ajax riesce a portarla a casa grazie al vantaggio iniziale siglato da Rep. I Lancieri sono per la terza volta consecutiva campioni d’Europa. Ma alla fine di quell’anno trionfale il ciclo dell’Ajax del calcio totale finirà davvero, Cruijff decide di ricongiungersi a Michels al Barcellona, Kovacs diventa il commissario tecnico della nazionale francese e l’Ajax dopo Michels perde gli latri due simboli che l’hanno resa una squadra leggendaria. L’Ajax di Michels e di Cruijff non entra nella leggenda “solo” per aver ottenuto risultati incredibili che l’hanno resa la squadra più forte della sua epoca, ma ci entra proprio per aver creato un’epoca, per aver creato una nuova fase di questo meraviglioso sport, per aver reso totale quello che prima era semplice calcio.