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bala town

Avevamo già parlato, qualche mese fa, di come il campionato Gallese di calcio sia uno dei più affascinanti d’Europa, con delle favole al limite del reale, che talvolta si avverano. Ed è proprio successo cosi, in questo weekend, con il Bala Town che ha battuto nel playoff per la qualificazione all’ultimo posto disponibile per l’Europa League il favorito Port Talbot, fuori casa, per 0-1. Ma cos’ha di così magico questa storia? Nelle prossime righe, scopriremo una delle storie più incredibili, che probabilmente, senza fare retorica, solo il calcio Britannico può regalare.

Il Galles è una regione strana, con una conformazione territoriale piuttosto omogenea, cosa che non si può dire delle principali città, tutte radicate nella costa Sud (Swansea, Cardiff e Newport), mentre a nord, tolta la città di Wrexham, posta al confine con l’Inghilterra, non si trovano altro che piccoli paesi o villaggi. Bala è appunto uno di questi villaggi, situato nella contea del Gwynned, che ha come City (ossia capoluogo) Bangor. Siamo in posti piuttosto sperduti, dove a malapena esiste un trenino che collega le principali città della zona, dove le strade sono strette rendendo dunque difficilmente accessibili questi posti. Pare praticamente impossibile che a solamente 150 chilometri di distanza si possano trovare metropoli come Liverpool o Birmingham, eppure siamo in Galles, la terra del dragone, dove tutto può accadere. Ma torniamo a Bala, dunque.

Il nome, che può rievocare all’apparenza qualche notte di bevute nei dialetti del nord Italia, invece ha un significato molto diverso: lago, nella lingua locale, ossia il Cimrico, una lingua antichissima parlata già dai Celti e che si è ben radicata nel Nord del Galles, dove viene ancora parlata fluentemente. Bala, appunto, sorge su uno dei laghi più belli del Regno Unito, il Lake Bala, all’interno del parco nazionale di Snowdonia, zona piuttosto montuosa, con dei paesaggi mozzafiato. Nonostante il luogo sia piuttosto famoso, almeno all’interno dei territori nazionali, la città di Bala ha solamente 1.980 abitanti: gli stessi abitanti del luogo definiscono simpaticamente la città “little more than one wide street”, c’è la via principale, la chiesetta, qualche pub e poco altro. D’estate, però, un gran numero di turisti arriva addirittura a quintuplicare la popolazione di questo villaggio, attirati dalle bellezze naturali del luogo. Ma Bala è anche uno dei baluardi di quell’essere Gallese, un’identità fortissima fatta da tradizioni secolari ed una lingua, il Cimrico appunto, che viene tutelata dalla popolazione locale in ogni modo da ogni tipo di influenza del vicino Inglese (anche se si è sotto la stessa nazione, i Gallesi tendono a stare ben lontani da quello che accade nel resto dell’isola). Bala è l’undicesimo paese dello stato per numero di parlanti Gallese, ben l’80%, che arriva addirittura alla quasi totalità delle persone a livello d’infanzia. Curiosità che già di per se, rendono Bala un posto speciale, lontanissimo dalla concezione “Londrocentirca” del Regno Unito che troppe persone hanno.

Come ogni città, pure Bala ha la sua squadra di calcio, fondata addirittura nel 1880: nulla più di un dopolavoro delle aziende minerarie presenti nel posto. La squadra gioca a livello amatoriale fino agli inizi del nuovo secolo, quando la squadra si iscrive alla piramide calcistica Gallese, che fino al 1992 sarà inglobata all’interno del campionato Inglese: l’attuale Welsh Premier League non esisteva, dunque, e il campionato Gallese non era altro che una delle tante serie del complesso panorama dilettantistico inglese, ossia la Non League. Il Bala nel 1922 arriva alla Welsh National League 2, la decima serie del calcio Inglese: sarà il miglior risultato mai ottenuto in oltre 100 anni di militanza Gallese in Inghilterra. Non mancano però le soddisfazioni per questa squadra del villaggio, come nel 1946, quando il Bala ospita lo Shrewsbury Town nel quarto turno di Coppa del Galles: lo Shrewsbury, all’epoca nell’equivalente dell’attuale League 2, giocava come squadra Gallese, pur trovandosi effettivamente in territorio inglese: i Lakesiders, questo il soprannome della squadra, diedero vita ad una storica partita, pareggiando per 1-1. Nel 1950 viene costruito Maes Tegid, lo stadio che tuttora ospita le gesta della squadra in maglia bianconera. Nel 1963 entra nello step 4 del calcio Gallese, la Wrexham Area National league, dove resta fino al 2004, altalenandosi tra 1st e 2nd division di questa lega, che continuerà ad esistere anche dopo la divisione, nel 1992, del Calcio Gallese da quello Inglese. Nel 2004 arriva il manager Colin Caton, tutt’ora alla guida del Bala, e con lui inizia il miracolo di questa squadra: alla prima stagione subito promozione in Cymru Alliance, la Serie B del calcio Gallese. L’anno successivo la squadra arriverà quarta, raggiungendo i quarti della Coppa Nazionale: si iniziò a percepire che qualcosa di magico potesse accadere, e nel 2009, dopo aver fallito di solo 2 punti la promozione in Premier, arriva finalmente il tanto sospirato approdo in Premier Division: un risultato pazzesco che manda il Bala nell’elite del calcio Gallese. A questo livello la magia sembra terminare, e il Bala viene subito indicato come squadra candidata alla retrocessione, e invece, sotto il magistrale lavoro di Caton, la squadra si salva, all’ultima giornata, per ben due stagioni di fila. E si arriva poi alla scorsa stagione, quando il Bala arriva quinto, perdendo contro il Llanelli il playoff per l’accesso in Europa, oltre che la semifinale di Coppa persa contro il TNS.

La stagione attuale non parte benissimo, con la squadra a centro classifica, ben lontana da poter lottare per l’Europa, il sogno ormai non cosi nascosto di un’intera cittadina. Dal mese di febbraio le cose cambiano, e il Bala infila 10 vittorie di fila nelle ultime 10 giornate che danno il settimo posto in classifica e la qualificazione al playoff per il secondo anno di fila. Primo turno superato per 1-0 contro il Connah’s Quay in casa, poi la durissima semifinale contro il Bangor City in trasferta: un trionfo per il Bala Town, che si aggiudica la gara per 2-4 dopo essere stata avanti 0-4 e si qualifica per la finale: per la prima volta dopo 6 anni il Bangor non si qualifica per l’Europa. E poi arriva la finale, in trasferta, contro il Port Talbot Town. La squadra della periferia di Swansea parte con i favori del pronostico, ma il Bala, fresco di 12 vittorie consecutive, prende in mano le operazioni, senza trovare il goal decisivo. Ma quando i supplementari sembrano inevitabili, ecco il tiro di John Irving che anche complice una deviazione si insacca e da la vittoria al Bala, e contribuisce a scrivere una nuova pagina, la più bella, all’interno di questo piccolissimo club che solamente 10 anni fa giocava i derby contro il Rhos Aelwyd e ora si ritrova al primo turno eliminatorio di Europa League, dove potrebbe affrontare giganti come Rosenborg o Levski Sofia. Un ringraziamento va a questi ragazzi, tutti del posto, che hanno contribuito a scrivere una storia nuova, affascinante e che può essere d’insegmento per tante piccole società, e per tanti giocatori amatoriali, che magari lavorano per arrotondare lo stipendio, a continuare ad inseguire il loro sogno. Un sogno realizzato dal Manager Colin Caton, lavoratore di un’impresa edile e da 10 anni alla guida di questa magnifica creatura. Oppure dei giocatori: Ian Sheridan, il bomber della squadra, è un rispettabilissimo avvocato nella zona di Liverpool, e gioca per passione nel Bala: ora dovrà guidare la squadra pure in Europa. Storia analoga per tanti altri membri della rosa: chi lavora nell’azienda proprietaria del Bala, niente più che un’industria a gestione familiare, chi dietro ad un bancone del pub, chi fa l’insegnante… onesti lavoratori con il piede buono, con tanta volontà e con un sogno finalmente realizzato: giocare in Europa, con la squadra di un villaggio di 2mila anime, con uno spirito che si raffigura perfettamente col Dragone simbolo del Galles.

Da Iawn y pob lwc, Y Bala! (Grazie e Buona Fortuna, Bala!)