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La voglia di cambiare, di stravolgere tutto e ripartire da zero avrà ancora una volta il sopravvento. E’ su queste basi che sembra poggiare la progettualità in casa Inter, dove l’allenatore Andrea Stramaccioni sembra avere ormai le ore contate. L’allontanamento del giovane tecnico romano sarebbe stato causato dall’ennesima goccia traboccata fuori dal vaso e che è coincisa con il sonante 5-2 subito dall’Udinese davanti al pubblico amico del Meazza. Alla Pinetina con sempre più assoluta certezza sembra che sarà Walter Mazzarri a dirigere i prossimi allenamenti dei nerazzurri. I mali dell’Inter nascono da molto lontano, dall’estate del post-triplete, quando nel luglio 2010 fu Rafa Benitez a raccogliere la pesante eredità di Josè Mourinho il vincente. Lo spagnolo aveva in mente di cambiare tutto rispetto a quando c’era il portoghese, un pò per la necessità di non doversi sempre sentire all’ombra dell’ingombrante Special One, un pò per motivazioni tecniche: ognuno ha la propria filosofia di gioco.

Ma la dirigenza nerazzurra forse voleva solo cambiamenti neanche troppo eccessivi, non colpi di spugna radicali, e fu così che dopo due trofei conquistati in 5 mesi Benitez se ne andò. Con i successivi avventi di Leonardo, Gasperini, Ranieri e dello stesso Stramaccioni la barca nerazzurra ha raccolto sempre più acqua sino a giungere alla situazione attuale. La dirigenza di via Durini però non si è bagnata nemmeno un pò. La cosa giusta da fare, talmente semplice da sembrare una ovvietà, è pensare ad un progetto serio e cercare di realizzarlo, e lo si può fare anche evitando di spendere per l’ennesima volta un cumulo di soldi, proposito che appare realistico se per la panchina l’Inter si affiderà a Mazzarri, appena separatosi dal Napoli per evidente sofferenza di vertigini. All’allenatore toscano piacciono le sfide, ed allenare l’armata brancaleone nerazzurra è in questo momento l’impresa più ardua che il nostro campionato possa offrire. Mazzarri troverebbe la stessa situazione che gli presentò al suo arrivo a Napoli quattro anni fa, quando trovò una squadra allo sbando, senza anima, con giocatori poco motivati e privi di rabbia agonistica.

Nel giro di soli dieci giorni il tecnico ex Reggina e Sampdoria fu capace di trasformare gli azzurri, che divennero protagonisti di una esaltante cavalcata conclusasi con la qualificazione in Europa League dopo circa 15 anni, e da allora il Napoli ha inanellato quattro qualificazioni consecutive alle coppe europee. All’Inter dovrà accadere lo stesso, se sarà lui il tecnico. Perché a questo punto continuare con Stramaccioni appare poco sensato, dato che la dirigenza pare non appoggiarlo, il silenzio del presidente Massimo Moratti è esemplificativo in questo senso. Due inconvenienti molto grossi però permangono: il primo è cosa fare con lo staff medico, perché sembra lampante che niente funzioni da questo punto di vista. Il secondo è che la campagna acquisti per la stagione 2013-2014 poco sembra adattarsi alle caratteristiche di Mazzarri, che con i giovani non sembra avere un feeling particolare. Riusciranno i vari Icardi, Laxalt, Ruben Botta ed i già presenti Juan Jesus e Kovacic ad imporsi con il mister di San Vincenzo al timone?