SHARE

simone-perrotta

Il campionato è terminato tra vittorie, sconfitte, saluti e ritiri. Tra tutti questi movimenti un uomo rimane immobile, tranquillo e pacato, impassibile di fronte alle ansie e alle frenesie calcistiche. Quell’uomo è Simone Perrotta, centrocampista di esperienza della Roma che lo scorso 18 maggio, con molte probabilità, ha disputato l’ultimo match con la maglia giallorossa. Il suo non è un addio nè un ritiro, ma è consapevole che quasi tutto quello che avrebbe potuto dare come calciatore l’ha dato. E quel tutto non è poco. Una lunga carriera di fatica e impegno, gioie e delusioni, luci e ombre, ma sempre trascorsa con il suo sorriso smagliante che lo contraddistingue.

Classe 1977, viene acquistato dalla Roma nel 2004 dopo delle ottime stagioni come mediano nel Chievo di Delneri. Ma nella Roma spallettiana il suo ruolo cambia, da mediano diventa trequartista con licenza di inserirsi, e allora arriva la definitiva consacrazione che lo porta a disputare anche i mondiali del 2006. Poi sempre e solo Roma fino ad oggi. Le presenze sono moltissime, i gol non sono pochi per un centrocampista. Una vita di impegno e dedizione, sudore e lavoro, tanta corsa e un cuore grande. Generoso e corretto in campo, professionista e mai sopra le righe fuori. Mai una parola fuori posto, mai un atteggiamento esuberante. Insomma una figura del perfetto calciatore che dovrebbe essere di esempio per quei calciatori-divi assuefatti a comportamenti presuntuosi e arroganti, le cui imprese sono più extra-calcistiche che sul campo. Ora Perrotta, se la società non dovesse confermarlo, potrebbe tentare una nuova avventura, sia ancora da calciatore che da dirigente, provando a ripercorrere l’iter di Tommasi. Già da tempo infatti è stato eletto rappresentante dei calciatori in Figc. Ma comunque andrà la vicenda è giusto concedere a questo calciatore l’ennesimo elogio come modello di calcio vero e pulito. E per entrare in clima derby basta ricordare le parole di Perrotta ad una domanda di un giornalista di Roma Channel dopo la partita con il Napoli: “Simone, in vista del Derby serve più testa o tecnica? Serve cuore” .