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Rafael Maudes Benitez sarà il prossimo allenatore del Napoli. La firma è imminente. Secondo quanto riportato da Sky Sport, si aspetterà il suo ritorno dagli Stati Uniti.

Ma scopriamo chi è realmente Rafa Benitez. 

Rafael Benitez, 53 anni, è soprannominato “il Mago” come Helenio Herrera. Inizia a muovere i primi passi nel vivaio del Real Madrid, club nel quale entra come giovane nel 1974, ma non riuscirà mai ad arrivare alla prima squadra e sarà  utilizzato solamente nella squadra satellite, il Castilla. Non gioca solo a calcio, ma ama studiare e si iscrive come studente all’INEF, la facoltà sportiva dell’Università Politecnica di Madrid. Nel 1982 ottiene la laurea in Scienze Motorie pur continuando a giocare. Nel 1985 il povero Rafa subì un grave infortunio al ginocchio, e decise così di porre fine alla sua carriera da giocatore per dedicarsi alla carriera da allenatore.

MADRID– Ha conseguito numerosi successi con le squadre giovanili delle Merengues, tra il 1986 e il 1991 ha vinto sei titoli: Castilla B, Real Madrid U19 B, Real Madrid U19 sono state le squadre con le quali ha avuto il primo approccio da allenatore. Non solo: il giovane Rafa, dopo aver conseguito il patentino negli States, è stato anche assistente allenatore della prima squadra del Real, affiancando, tra i tanti, Jorge Valdano e Vicente del Bosque.

VALENCIA– Nella stagione 2001-2002 vinse la Liga. Nel 2004 bissò il successo in Campionato e conquista anche la Coppa Uefa. Una settimana dopo la vittoria in Europa, annuncia di rifiutare l’offerta di prolungamento del contratto con il Valencia e la conseguente decisione di dare le dimissioni dalla guida tecnica del club spagnolo con effetto immediato.

LIVERPOOL–  Nella stagione 2004-2005 si trasferì al Liverpool, dove subito vinse la Champions League, battendo in finale il Milan ai calci di rigore, dopo una rimonta memorabile. Nella stagione successiva vinse la Supercoppa Europea battendo i russi del CSKA Mosca.  Nel  2006-2007 il suo Liverpool  arrivò di nuovo in finale di Champions League dove affrontò nuovamente il Milan, ma venne sconfitto questa volta. Nel 2007-2008  arrivò quarto in Premier League e perse la semifinale di Champions League con Chelsea. Il 3 giugno 2010 la società inglese, attraverso un comunicato sul proprio sito internet, comunicò la separazione consensuale con il tecnico.

INTER– Il 10 giugno 2010 diviene l’allenatore dell’Inter, firmando un biennale con il club di Moratti. A Milano lo spagnolo vince la Supercoppa italiana ai danni della Roma e la Coppa del Mondo per club. Cinque giorni dopo il trionfo, il 23 dicembre 2010, l’Inter annunciò la risoluzione consensuale del rapporto con Benitez.

CHELSEA– Il 21 novembre 2012 si accorda con il Chelsea fino al termine della stagione dopo l’esonero di Roberto Di Matteo. Il 15 maggio 2013 conquista l’Europa League, battendo in finale il Benfica nei minuti finali.

Il tecnico spagnolo è un uomo meticoloso sul lavoro: è stato capace di lavorare anche per 22 ore di fila. Si sveglia nel cuore della notte prima  delle vigilie degli incontri importati e si dirige alla scrivania per studiare. Ha inventato un software per catalogare migliaia di dati sui suoi calciatori e gli avversari. E lo ha pure brevettato negli anni scorsi. Nel corso degli anni a Liverpool, ha costruito uno staff  imponente. I suoi collaboratori lavorano sette giorni su sette.

Il gruppo di Rafa è un piccolo laboratorio. Il preparatore atletico Paco De Miguel studia mini-cicli di allenamento di due settimane. L’allenatore dei portieri Xavi Valero distribuisce ai numeri uno schede sugli attaccanti avversari. Ma lavora anche per gli attaccanti: Fernando Torres lo ha ringraziato perché in molte occasioni sono state utili le sue relazioni sui portieri delle altre squadre. Questa capacità analitica di Benitez è frutto anche della sua predisposizione agli studi: si è diplomato in Educazione fisica a Madrid e ha passato anche alcuni esami della facoltà di medicina (vanta anche una laurea honoris causa all’Università di Elche).

La moglie Maria de Montserrat è dottoressa in giurisprudenza. Le sue due figlie hanno nomi italiani (Claudia e Agata), perché lui ama l’Italia.

Benitez viene spesso in Sardegna in vacanza, parla l’italiano da anni, da quando si innamorò del gioco di Arrigo Sacchi. Ha valicato spesso le Alpi per seguire i suoi allenamenti al Milan e in Nazionale. Il tecnico spagnolo ha persino portato la moglie a Milanello durante il viaggio di nozze. E ha cercato di rubare qualche segreto calcistico anche a Carlo Ancelotti, l’avversario di Istanbul 2005 e Atene 2007, la gioia più bella e la delusione più grande per il suo Liverpool.

Suo padre faceva il tifo per l’Atletico Madrid. Mamma Rosario Maudes invece era grande appassionata del Real Madrid, la squadra nella quale Rafa ha iniziato la carriera da calciatore (centrocampista offensivo che segnava decine di gol, ma non abbastanza per sfondare da professionista) e poi quella da allenatore nelle squadre della “cantera”.

 

Ecco la bacheca dei trofei di Rafa Benitez:

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E se non è un vincente lui…