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La scelta di affidarsi ad un tecnico come Rafa Benitez per guidare il Napoli nei prossimi due anni rappresenta un vero  e proprio taglio netto con il passato. De Laurentiis nel momento più difficile della sua gestione è riuscito ad assicurarsi il migliore sulla piazza, uno degli allenatori più vincenti del mondo e che con il suo ingaggio (oltretutto a cifre da Mazzarri, poco più di 3 milioni di euro netti a stagione) il Napoli ha fatto davvero un grande colpo. Una decisione che riflette la volontà da parte del Presidente di continuare a crescere e di puntare prima o poi al sogno tricolore. Lo stratega spagnolo è infatti uomo di caratura internazionale, capace di vincere la Liga con il Valencia (nel terzo millennio è stato l’unico allenatore in grado di vincere su una panchina diversa da quella di Real e Barcellona) e di assicurarsi quasi tutti i trofei europei: dalla Champions con il Liverpool, passando al Mondiale per club con l’Inter fino alla conquista dell’Europa League con il Chelsea, e soprattutto questi ultimi due successi realizzati in ambienti tutt’altro che favorevoli.

Ma è da un punto di vista tattico, per non dire motivazionale, che lo spagnolo si differenzia totalmente da Walter Mazzarri. Rafa Benitez nei suoi trascorsi inglesi e spagnoli si è caratterizzato per la spiccata capacità di cambiare squadra partita dopo partita, di affidarsi a più uomini e di non etichettare i calciatori in titolarissimi e riserve, come fa il tecnico toscano. Ma non solo. Lo spagnolo è un vero e proprio manager all’inglese, utilizza i giovani, punta su di loro, scova talenti (si vocifera che abbia un database innovativo con schede di migliaia e migliaia di calciatori da tutto il mondo) e valorizza le qualità di ogni singolo giocatore con il suo marchio di fabbrica: il 4-2-3-1. Ed ecco un altro taglio netto con il passato, la difesa a 4. Il nuovo modulo impone alla società di dare un occhio ai terzini e affidarsi a uomini di qualità e capaci di interpretare al meglio il ruolo. In questo momento nella rosa del Napoli ci sono 4 esterni, Zuniga, Maggio, Armero e Mesto. Solo il primo però assicura quella copertura difensiva e quella capacità di interpretare il ruolo di terzino che richiede Benitez. Il colombiano, infatti, salito alla ribalta in Italia con la maglia del Siena proprio come terzino destro, è stato capace, anche grazie a Mazzarri, di cimentarsi al meglio nel corso degli anni a centrocampo e a volte nella trequarti, ma senza ombra di dubbio il suo ruolo naturale è quello del terzino e perdere un giocatore del genere proprio ora in quest’aria di rinnovamento rappresenterebbe un vero passo falso da parte della società. Gli attacchi dell’Inter e della Juve continuano e fanno vacillare i partenopei che dovranno in qualche modo blindare il nazionale colombiano, soprattutto considerando che gli altri 3 esterni non garantiscono grande efficienza nella difesa a quattro.

Uno su tutti è Maggio che già quest’anno è stato protagonista di una stagione al di sotto dei suoi standard ma soprattutto è sempre stato in difficoltà nel ruolo di terzino destro, come si evince anche in Nazionale, dove Prandelli lo impiega senza grossi successi. A parte il nodo Cavani forse è proprio questo il problema più importante da affrontare durante la campagna di rinforzamento. Maggio è uomo di Mazzarri e solo con lui è riuscito ad esprimersi al meglio, con la sua capacità di inserirsi frutto della spiccata velocità e marcia in più, ma incapace di puntare l’uomo o di assicurare una buona dose di cross, cosa che invece non accade con Zuniga che è calciatore versatile, in grado di giocare sia a destra che a sinistra, di garantire grande qualità e quantità nella difesa a 4 e protagonista negli ultimi anni come uno dei migliori esterni in serie A.

Si apre un nuovo ciclo per il Napoli e le sorprese sono dietro l’angolo. Dalla rinuncia a uomini chiave dell’era Mazzarri a conferme inaspettate come quelle del Matador, tanto più che si vocifera di un’imminente proposta di De Laurentiis per il rinnovo.

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