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totti

 

Francesco Totti, bandiera della Roma, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di “France Football”.

Ecco quanto evidenziato da Maidirecalcio:

ROMA- “Quando le cose vanno bene, ti trattano come il Papa. L’amore che ti regala la città di Roma, non lo trovi da nessun’altra parte”.

DA PICCOLO —  “Ero piccolo quando il presidente del mio club (la Lodigiani) disse ai miei genitori che le opzioni erano due: Roma o Lazio. Mia madre scelse la Roma, perché sapeva che era la squadra per cui tifavo. Avesse scelto la Lazio penso che avrei potuto ucciderla…”, spiega con un sorriso il capitano giallorosso. Poi, quando gli chiedono una parola per definire la Lazio, Totti risponde: “Niente”. (France Football precisa, alla fine dell’articolo, che “l’addetta stampa della Roma è voluta tornare sulla risposta di Totti, sottolineando che il capitano della Roma non voleva fornire parole per definire la Lazio”).

REAL MADRID — “Sono stato legato al Real. Volevo una grande squadra per vincere e, a quel tempo, la dirigenza non era in grado di garantirmi quello che volevo. Ma alla fine, il cuore ha deciso di rimanere, per fortuna. Se fossi andato al Real Madrid, avrei vinto tre Champions League, due Palloni d’Oro e molte altre cose. Avrei avuto più opportunità, senza dubbio. Ma io preferisco quello che ho fatto. Con il rammarico di non aver vinto due o tre scudetti “.

CARLOS BIANCHI —  Avevo quasi firmato con la Sampdoria. Bianchi insisteva affinché me ne andassi : pensava che fossi un giocatore normale. Lo accettai tranquillamente e avevo quasi firmato con la Sampdoria. Ma ci fu un torneo amichevole a Roma, dovevamo giocare contro il Borussia Moenchengladbach e l’Ajax, squadra in cui giocava Jari Litmanen, che Bianchi voleva a ogni costo portare alla Roma. Per lui, Litmanen era un giocatore stratosferico, il più forte in circolazione. In quel torneo, giocai benissimo e segnai un gol in ognuna delle due partite. Il presidente Sensi disse allora: “lui non si muove di qui'”.

OFFERTE —   “Ho attualmente delle proposte da club importanti, ma non italiani. Se dovessi andar via da Roma andrei a giocare all’estero e non in un club italiano. Ma invecchierò qui con la stessa maglia…”
NUMERO 10 — Se la Roma decidesse di non assegnare più la maglia numero 10 una volta conclusa la sua carriera “da un lato mi farebbe piacere. Ma, da un altro, rovinerebbe il sogno di un giovane che vuole indossare il 10 che portava Totti”, spiega. “Per portare un tale numero, devi sicuramente avere molta personalità. Il 10 è un numero pesante che è sempre stato diverso da tutti gli altri. Chi il migliore tra me, Del Piero e Baggio? Totti, no? Voi chi dite? Se vi faccio questa domanda…Totti, Del Piero o Baggio?”, chiede al cronista del settimanale francese che risponde “Platini”. “Bravo, bravo…Allora non vi rispondo più (sorride, ndr). Non sono arrogante, credo in quello che faccio. Mi definisco semplice”.

NAZIONALE —  “Ero riuscito a recuperare molto in fretta a grazie all’intervento chirurgico effettuato dal professor Mariani, allo staff che si è occupato del mio recupero e a Marcello Lippi.  All’indomani dell’operazione è venuto in ospedale e mi ha detto ‘verrai al Mondiale anche con una gamba sola’. Le sue parole mi hanno dato una forza incredibile che mi ha permesso di tornare rapidamente in campo, già prima della data prevista. Con quell’infortunio ho rischiato la carriera. Il rigore all’Australia era un istante in cui poteva cambiare tutto. Il pallone pesava tanto. La porta era piccola e il portiere enorme. Non ho avuto paura  Ci ho pensato al “cucchiaio” mentre mi avvicinavo al dischetto, ma poi mi sono detto che non era il caso in quel momento. Se giocherò i Mondiali del 2014? Sì, alla PlayStation… No, no, non penso. Ma è certo che se dovessi disputare un altro campionato di livello come quello di quest’anno e dovessi trovarmi verso marzo-aprile nelle stesse condizioni fisiche di oggi, tutto potrebbe accadere…”.