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Los Angeles Clippers v San Antonio Spurs - Game One

Negli ultimi 15 anni, i San Antonio Spurs hanno fatto tutte le mosse giuste per rimanere nell’olimpo NBA, tutte.
Il 6 giugno inizierano le finali NBA 2013 e, non una novità, ci saranno ancora gli Spurs di Popovich che dal 1999 ad ora hanno totalizzato un record di 832 vittorie a fronte di 350 sconfitte. Hanno 71 vittorie di vantaggio sui Lakers che si fermano al secondo posto e hanno però cinque titoli vinti in questo arco temporale contro i quattro degli Spurs (che potrebbero diventare cinque in questa stagione).

La grande corsa è iniziata poco dopo la scelta di Tim Duncan al draft del 1997, ovviamente alla numero uno. La franchigia texana era stata al top per tutti gli anni ’90, ma dopo l’infotunio di David Robinson si era arrivati al terzo peggior record della lega. Al momento della scelta del giovane Duncan, la fortuna ha iniziato a girare dalla parte di San Antonio. Tim era solo la punta dell’iceberg (e che punta) per una squadra che da quel momento avrebbe fatto tutte le scelte adeguate per restare tra le migliori per tanto tempo. Costruire una squadra intorno ad un giocatore non è sempre semplice, ma lo staff degli ‘speroni’ non ha avuto grandi problemi, riuscendo a formare un roster equilibrato, con più giocatori che potevano fare la differenza e un coach con degli attributi a dir poco enormi.

Quando si vincono almeno 50 partite in ogni stagione non si hanno scelte importanti al draft, e il tuo staff deve fare scelte oculate e mirate per rinforzare la squadra e non perdere colpi.
In questo ambito, i San Antonio Spurs sono stati a dir poco straordinari. Ecco alcune delle scelte che hanno pagato enormi dividendi nelle stagioni passate e che stanno continuando a fare la differenza in quella in corso.

Tony Parker: 21esima scelta nel 2001.
Manu Ginobili: 57esima scelta nel 1999
Tiago Splitter: 27esima scelta nel 2008
Kawhi Leonard: 15esima scelta nel 2011 ottenuta grazie alla cessione di George Hill.

Queste sono quelle che sembrano le ‘occasioni’ risultate più redditizie per la squadra, comprendendo due dei ‘big three’ di San Antonio, e aggiungendo un Leonard e uno Splitter che stanno facendo una grossissima differenza in difesa per la loro duttilità e dedizione al lavoro.

Ci sono però anche altri tasselli che hanno tenuto alto, altissimo il livello degli Spurs. Danny Green e Boris Diaw, presi dopo il rilascio delle rispettive squadre precedenti; Gary Neal, undrafted nel 2010; Nando de Colo, 53esima scelta nel 2009; DeJuan Blair, 37esima scelta sempre nel 2009.

Tutti possono pensare alla fortuna per tutto ciò, ma il solo colpo di fortuna è stato reperire Duncan.

Al centro di tutto questo meraviglioso scenario c’è l’unico ed inimitabile Gregg Popovich. Uomo capace di tenere seduti i suoi uomini chiave in certi momenti della partita, o lasciarli totalmente fuori come in alcune partite della regular season. Nessuno ha il coraggio di farlo in questa lega, ma ‘Pop’ ha guadagnato abbastanza rispetto da potersi permettere ‘scherzetti’ del genere.  Non è un novellino che tenta di affermarsi nella NBA, è uno dei coach più vincenti della storia, che spesso ha smantellato e distrutto pronostici di inizio stagione con la sua squadra, si con le punte avanti con l’età, ma che non può e non deve essere trattata da ‘underdog’ perchè il risultato è sempre quello: loro, in cima al modo.

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